Chi associa Halloween soltanto a zucche illuminate, fantasmi e streghe potrebbe restare sorpreso nel sapere che questa parola ha origini tutt'altro che spaventose. Anzi, la sua storia linguistica conduce direttamente ai santi.
Halloween deriva infatti dall'antica espressione inglese All Hallows' Even, cioè «vigilia di Ognissanti». Il termine hallow significava «santo», mentre even era una forma abbreviata di evening («sera»). Con il passare dei secoli, l'espressione si è progressivamente contratta, trasformandosi prima in Hallowe'en e poi nell'attuale Halloween.
La maggior parte delle persone ignora dunque che il nome della festa, oggi associata al mondo del mistero e dell'occulto, conserva nel suo stesso significato il ricordo della vigilia della festa di Tutti i Santi. Dietro maschere terrificanti, scheletri e racconti di fantasmi si nasconde, linguisticamente parlando, una ricorrenza del calendario cristiano.
C'è poi una curiosità storica che si intreccia con quella etimologica. La celebre zucca illuminata che tutti identifichiamo con Halloween non apparteneva alla tradizione originaria irlandese. In Irlanda si scavavano soprattutto rape, svuotate e illuminate dall'interno per rappresentare il leggendario Jack-o'-lantern, il personaggio condannato a vagare nell'oscurità con una brace per unica compagnia. Quando gli emigrati irlandesi giunsero in America nell'Ottocento, scoprirono che le zucche erano più grandi, più abbondanti e molto più facili da intagliare delle rape. Fu così che la zucca sostituì gradualmente la rapa e divenne il simbolo universale della ricorrenza.
Un piccolo paradosso, insomma: la parola Halloween continua a custodire nel proprio nome la memoria dei santi, mentre il suo simbolo più famoso nasce da una leggenda popolare irlandese. A volte l'etimologia è proprio come una maschera: basta sollevarla per scoprire una realtà completamente diversa da quella che immaginavamo.
(Alcune immagini sono riprese dalla Rete, di dominio pubblico, quindi. Se víolano i diritti d'autore scrivetemi, saranno prontamente rimosse: fauras@iol.it)


Nessun commento:
Posta un commento