venerdì 30 giugno 2023

La capa? Il commento di un anonimo e coraggioso lettore


P
ubblichiamo il commento di un anonimo, coraggioso, lettore --  che, ovviamente, non si firma --  a un nostro vecchio intervento sul femminile di "capo".

Qualcuno dovrebbe dire a questo signore, Fausto Raso, che pubblica queste mellonaggini, che i nomi come 'cuoco' e 'servo', che designano persona, prevedono entrambi i generi per la loro natura grammaticale. Altri nomi, nati o come maschili ('capo', dal latino 'caput', testa) o come femminili ('maschera'), acquisiscono un significato traslato per il quale si applicano, con l'unico genere che hanno, indifferentemente a maschi e femmine: quindi 'il capo' (e non la capo e meno che mai la capa), anche se si chiama Maria, e 'la maschera' ('impiegato di teatro') anche se si chiama Mario. Diceva mia madre: 'a pazziarell 'mman 'e criature... (nella fattispecie: la grammatica in mano agl'ignoranti).

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Che cosa dire, anzi rispondere al coraggioso lettore? Che può trovare le "mellonaggini" in siti i cui titolari sono di gran lunga più autorevoli dell'estensore di queste noterelle. Scriva loro e li tacci di crassa ignoranza linguistico-grammaticale. Clicchi qui e qui. Garzanti: 2. f. -a; pl. -e  

chi esercita un comando o dirige imprese, attività ecc.: capo dello stato, del governo | in un’azienda, chi esercita mansioni direttive intermedie | nella marina militare, grado di sottufficiale corrispondente a maresciallo nell’esercito.

3.

f. -a; pl. -e


chi ha un ruolo preminente o esercita una funzione direttiva, godendo di particolare prestigio e autorevolezza: il capo della famiglia; sa essere un vero capo |capo di un branco, capobranco.

Dimenticavamo.  Se è lo stesso anonimo coraggioso che ha inviato questo commento: Quindi, da oggi in poi, anche 'colossa', 'monumenta' ecc.
'La tal signora è una colossa di erudizione', e 'La talaltra una monumenta di rettitudine'. Dio mio, in che mani siamo finiti..., conferma di non capire un'acca/un acca di grammatica italiana. Gli consigliamo di iscriversi alle scuole serali, se ancora ci sono.

A proposito di H, dal sito "iltuopadania.wordpress.com": Non capire un’acca. Con o senza apostrofo?

“Acca” è femminile, dunque “un” vuole l’apostrofo. Qualcuno ritiene accettabile anche la versione senza, dato che – si sostiene – “acca”, pur femminile dal punto di vista grammaticale, rimanda al concetto maschile di nulla, niente. A mio avviso si tratta di un’interpretazione forzata e non sostenibile.

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La consonante H può essere, correttamente, tanto maschile quanto femminile. La forma maschile non "rimanda al concetto maschile di nulla, niente" ma al fatto che si sottintende "segno grafico". Un'acca [sottintendendo (la) 'consonante'], un acca [sottintendendo (il) 'segno grafico'].


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La lingua "biforcuta" della stampa

Il giornale più antico del mondo dice addio alla carta, il Wiener Zeitung nato nel 1703 resta solo on line

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Domandiamo agli operatori dell'informazione in che anno è nato il mondo, dato che il giornale in oggetto ha visto la luce nel 1703. 


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 “Tremila euro per un posto da vigilantes, garantisce il parente politico”: usano il nome dell’ex assessore regionale Borracino, 3 indagati

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A prescindere dal "vigilantes", si scrive (e si dice) correttamente posto di.  Si tratta di un normale complemento di specificazione.

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IL GIALLO

Trovato scheletro di donna durante in un parco. Potrebbe essere una 30enne, aveva una catenina al collo

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Ancora una prova di quanto sosteniamo. Gli addetti alla titolatura dei giornali non rileggono ciò che scrivono;  ma anche se lo rileggono...



(Le immagini sono riprese dalla Rete, di dominio pubblico, quindi. Se víolano i diritti d'autore scrivetemi; saranno prontamente rimosse: fauraso@hotmail.it)

martedì 27 giugno 2023

Sgroi - 153 - NEGRO descrittivo vs NEGRO doppiamente spregiativo


 di Salvatore Claudio Sgroi

 

1. Negro giudeo-italiano

Con riferimento al precedente intervento di domenica 25 giugno "Da NEGRIGURA 'roba da negri' a SEMPIO 'ottuso'", precisiamo ulteriormente che il termine negro nel Lessico famigliare di N. Ginzburg (1963) ha valenza negativa ('incapace') propria del giudeo-italiano riferita a individui bianchi, nel romanzo non facendosi mai riferimento a negro2 'individuo di pelle nera', oggi altrettanto spregiativo, ma, come si chiarirà, di diversa origine.

 

2. Popul negro 1552 vs negro2 (2a metà '900)

Come indica il Dizionario etimologico della lingua italiana (DELI) di Manlio Cortelazzo-Paolo Zolli (Zanichelli), il sintagma popul negro con valore descrittivo è datato 1552 grazie a L. Ariosto, con etimo diacronico dallo "Sp. negro: dal lat. nĭgru(m) 'negro'".

Lo stesso DELI osserva, con un commento puristico: "Di rec. [2a metà '900] negro 'di razza nera' è stato proscritto, come denigratorio, ma senza [?] un obiettivo fondamento, come faceva notare il Vademecum di giornalismo a cura di Sergio Lepri ed altri stampato nel 1992 per l'Agenzia Ansa".

 

2.1. Etimo di negro2 spregiativo

Rifacendosi quindi a un art. negli "Studi Linguistici Italiani" XXI (1995), ovvero Massimo Palermo, I manuali redazionali e la norma dell’italiano scritto contemporaneo,  sempre il DELI proseguiva segnalando l'etimo diacronico di questa seconda accezione negativa di negro2 'individuo di colore nero':

"Come riportano gli SLI XXI (1995) 105: 'fin a qualche tempo fa [2a metà '900] la parola negro non aveva nessuna connotazione spregiativa; poi, per influenza dell'inglese (che preferisce black a nigger) e del francese (che usa noir e non nègre) anche in Italia c'è chi sostiene che negro non sia una espressione simpatica e che debba essere sostituito da nero (nonostante che nero sia servito e serva ancora a indicare l'estremista di destra)".

Lo stesso art. degli SLI concludeva con una proposta formalista, che sembra non voler riconoscere l'uso reale di negro2 spregiativo:

"in attesa che l'uso risolva il problema, si potrebbe suggerire di usare negro come sostantivo e nero come aggettivo".

 

3. Negro nella lessicografia italiana

Se il lessema negro spregiativo 'incapace' di origine giudeo-italiana è assente nella lessicografia italiana, invece il termine negro2 spregiativo riferito a 'individuo di pelle nera', calco anglo-americano, è  ampiamente registrato nella vocabolaristica generale.

De Mauro (2000): negro "1. agg., s.m., che, chi appartiene alle diverse razze del ceppo negride, originarie del continente africano, caratterizzate da pelle scura, naso largo e schiacciato, capelli crespi, labbra pronunciate (il termine talvolta è avvertito o usato con valore spreg. e sostituito da nero): popolazioni negre, atleta, cantante negro, la tratta dei negri " VERSUS nero: "4. agg., s.m. FO[ndamentale] negro, spec. come sinonimo eufemistico: la razza nera, i neri d'America".

Il Sabatini-Coletti (2007) sub negro in maniera sintetica precisa: "Il termine [negro] a cui è stata annessa in passato una connotazione razzialmente spregiativa, è oggi sostituito da nero, considerato più neutro".

In maniera più analitica lo Zingarelli (2022) illustra il lemma negro: s.m. "persona che appartiene a gruppi etnici di pelle scura o nera (il termine è talora inteso come spregiativo e spesso gli si preferisce nero): le condizioni di vita dei negri d'America". In calce al lemma, nella rubrica "Sfumature di significato. negro - nero" si ribadisce con maggiore precisione: "Negro definisce chi appartiene al gruppo umano caratterizzato da pelle nera o scura, capelli molto ricci, naso piatto; il termine è oggi percepito perlopiù come offensivo e sostituito da nero o dalla locuzione di colore, considerati più corretti".

Il Garzanti (2020) da parte sua valuta "antiquata" la valenza spregiativa di negro: "1. persona di pelle scura, appartenente ai popoli originari del continente africano) (è forma antiquata e spregiativa rispetto a nero): la tratta dei negri". Nella "Nota" in calce al lemma si ribadisce: "La parola negro è stata spesso usata in modo spregiativo; per questa ragione si preferisce sostituirla con nero ed è quasi del tutto caduta in disuso in espressioni riferite alla cultura (musica nera, non negra) (...). Per indicare i neri americani, e soprattutto quelli degli Stati Uniti d'America, è in uso anche afroamericano, che secondo alcuni esprime meglio il rispetto dovuto a queste persone". Le stesse indicazioni ritornano  sub nero.

Il Devoto-Oli (2023) nel lemma negro così si esprime: "1. che appartiene a gruppi etnici caratterizzati dal colore scuro della pelle; il termine, sentito per lo più come spregiativo o discriminatorio, viene generalmente sostituito da nero o dalla loc. di colore", con etimo diacronico: "Dallo sp. negro, dal lat. niger -gra -grum - sign. originario 'nero'; dal sec. XVI riferito anche al gruppo umano".

La rubrica "Questione di stile" con la tabella riservata a Negro è quanto mai chiara e illuminante, anche sotto il profilo etimologico:

 

"L'aggettivo e sostantivo negro con riferimento alle popolazioni di pelle scura è attestato in italiano fin da epoca molto antica [sec. XVI] e non aveva in origine nessuna connotazione negativa. Soltanto negli ultimi decenni del Novecento la parola ha cominciato ad assumere un valore spregiativo ed è stata sottoposta a censura in quanto evocatrice di secoli di razzismo e di un passato coloniale contrassegnato da soprusi e sopraffazioni. Questo mutamento di sensibilità è dovuto all'importazione  dai Paesi  anglosassoni dei dettami del politicamente corretto, tendente a sradicare dalle consuetudini linguistiche usi considerati offensivi e discriminanti nei confronti delle minoranze. A negro si è così preferito l'aggettivo e sostantivo nero per influenza dell'angloamericano, in cui nigger è stato bandito dall'uso ed è stato rimpiazzato da black divenuto il simbolo dei movimenti per i diritti delle minoranze negli Stati Uniti. Altro sostituto neutro è la locuzione aggettivale di colore, calco dell'angloamericano coloured, documentata in italiano a partire dalla fine del Settecento e giuntaci attraverso la traduzione di un romanzo di Walter Scott. Più specifico è afroamericano, che si riferisce ai neri degli Stati Uniti d'America. [...]" (p. 1409)

 

4. Ingl. nigger vs black vs Negro

Il Merriam-Webster's Collegiate Dictionary (200311) conferma quanto sopra sull'uso peggiorativo di nigger, datato 1786, con etimo diacronico "fr MF negre, fr. Sp. or Pg negro, fr. negro black, fr. L niger", col significato 1 "usu offensive a black person", 2 "usu offensive a member of any dark-skinned race", 3 "a member of a socially disadvantaged class of persons" e la nota sull'"Usage": "Nigger in senses 1 and 2 can be found in the work of such writers of the part as Joseph Conrad, Mark Twain, and Charles Dickens, but it now ranks as perhaps the most offensive and inflammatory racial slur in English. Its use by and among blacks is not always intended or taken as offensive, but, except in sense 3, it is otherwise a word expressive of racial hatred and bigotry".

E registra pure Negro n, pl Negroes (Sp or Pt fr. negro black, fr. L. nigr-, niger", datato 1555, "sometimes offensive: a member of a race of humankind native to Africa and classified Zccording  to physical features (as dark skin pigmentation)"; Negro "adj. sometimes offensive"

E ancora 2black n. datato "bef. 12c", "4a: person belonging to any of various population groups having dark pigmentation of the skin, b: afro-american".

 

4.1. Lessicografia bilingue ingl.-it., it.-ingl.

Il Ragazzini 2018. Dizionario Inglese-Italiano Italiano Inglese, lemmatizza  a sua volta "nigger n. (offensivo) negro, negra" con la "Nota d'uso": "Il termine e le espressioni derivate sono fortemente offensivi se usati da un bianco". Quanto a black "3. (anche B.) nero; dei neri (in USA, anche) afroamericano: two b. men, due neri; a b. American, un nero americano; un afroamericano".

Nella sez. Ital.-ingl. si trova negro a. black; (in USA, anche) African American; Negro (scient. o offensivo); nigger (spreg.): poesia negra, black poetry; razza negra, black race;

m. black man (boy); black; (in USA, anche) African American; Negro (scient. o offensivo); nigger (spreg.)".

 

5. Fr. nègre, noir, black, négro

Per quanto riguarda il francese, il Petit Robert de la langue française 2018, lemmatizza nègre datato 1516 "1. Vieilli ou Péj. Noir, Noire. Rem. Terme raciste sauf s'il est employé par les Noirs eux-mêmes. Esclave noir. La traite des nègres"; "6. adj. (xviiie) Nègre. Qui appartient, est relatif aux Noirs. Vieilli ou Péj. (personnes) noir Tribus nègres. Mod. Art nègre".

Sotto il lemma noir: "Un Noir, une Noire (1556) Homme noir, femme noire. fam. black (cf. Homme, femme de couleur). Les Noirs d'Afrique, La traite des Noirs, Les Noirs américains, Les Noirs des Etats-Unis. Un Noir antillais. Une Noire. Rem. Noir a remplacé nègre, considéré comme raciste, que les écrivains noirs se sont réapproprié"

Black n. et adj. datato 1790: "mot anglais 'noir'. Anglic. fam. 1 Personne noire. Les blacks; adj. Musiciens blacks, Mode, musique black".

Appare anche il lemma négro n.m. datato 1888 con etimo diacronico "espagnol negro" "Péj. (injure raciste). Personne noire. (Rem. ne se dit pas pour une femme)"

 

5.1. Lessicografia bilingue fr.-it. e it. fr.

Il Boch. Dizionario Francese-Italiano, Italiano-francese, VI ed. a c. di Carla Salvioni Boch (Zanichelli 2014) lemmatizza nègre "(arc. o ingiur.) agg. negro; tribu n., tribù negra; art. n., musique n., arte negra, musica negra"; s.m. negro: les nègres d'Afrique, i negri dell'Africa";

Come lemma c'è pure Negro "s.m. (ingiur.) negro".

Lemma a sé è invece Noir2 s.m. "(antrop.) nero: Les Noirs, i neri; les Noirs américains, i neri d'America".

Nella sez. It.-fr. il lemma negro agg. e s.m. è bisemico senza alcuna indicazione del valore dispregiativo: "1 noir: razza negra, race noire" e "2 nègre: arte, poesia, musica negra art, poésie, musique nègre; tratta dei negri, traite des nègres".

Riguardo a nero, è lemma a sé nero2 in quanto "s.m. (antrop.) Noir; i neri, les Noirs".

 

6. Spagnolo negro

Per quanto concerne lo spagnolo, non c'è invece opposizione tra accezione neutra e accezione dispregiativa, giacché sia nero che negro hanno un unico traducente polisemico: negro. Il Grande dizionario di Spagnolo di Rossend Arqués - Adriana Padoan (Zanichelli 2012)  lemmatizza infatti negro "s.m.., f. 1 (persona de piel negra) nero" e "s.m. 1 (color) nero" .

Nella sez. it.-spagn. negro "agg. (spreg.) (origiario del continente africano) negro, -gra: una cantante negra una cantante negra; (relativo alle popolazioni del continente africano) civiltà negra civilización negra; poesia negra poesía negra"; --"s.m., f. (spreg.) (persona di pelle nera) negro, -gra". Il lemma nero invece "s.m., f. 1 (persona di pelle nera) negro, -gra"; nero s.m. 1 (colore) negro".

 

7. Sintesi

Riassumendo, il lessico italiano comprende tre omonimi (con diverso significato e diverso etimo): (i) negro1 descrittivista 'individuo di pelle nera' (1552-1a metà '900) dallo sp. negro; vs negro2 spregiativo 'nero' (dalla 2a metà '900), calco sull'anglo-americano nigger; vs negro3 spregiativo 'incapace' (Ginzburg 1963) prestito del giudeo-italiano.

  

Sommario

1. Negro giudeo-italiano

2. Popul negro 1552 vs negro2 (2a metà '900)

2.1. Etimo di negro2 spregiativo

3. Negro nella lessicografia italiana

4. Ingl. nigger vs black vs Negro

4.1. Lessicografia bilingue ingl.-it., it.-ingl.

5. Fr. nègre, noir, black, négro

5.1. Lessicografia bilingue fr.-it. e it. fr.

6. Spagnolo negro

7. Sintesi

 

 


 













(Le immagini sono riprese dalla Rete, di dominio pubblico, quindi. Se víolano i diritti d'autore scrivetemi; saranno prontamente rimosse: fauraso@hotmail.it)

 

domenica 25 giugno 2023

Sgroi - 152 - Da NEGRIGURA 'roba da negri' a SEMPIO 'ottuso'

 


di Salvatore Claudio Sgroi

 

1. Evento editoriale

In un bell'intervento intitolato Se le parole esprimono il razzismo nella rubrica settimanale "Parole al sole" della scorsa domenica 18 giugno, in www.quotidianodipuglia.it (recuperabile anche in Academia.edu), lo storico della lingua, pugliese, Rosario Coluccia si è a lungo soffermato sul romanzo Lessico famigliare di Natalia Ginzburg (1963), riguardante una famiglia dell'alta borghesia piemontese attiva negli anni 1925-1950. E ha ricordato vari esempi in bocca a un prof. universitario, in quanto "parole sospettabili di razzismo", tra cui sempi, negro e negrigura, "quest'ultima, forse da lui inventata".

 

2. Il Lessico famigliare di Natalia Ginzburg premio Strega (1963)

In quanto premio Strega 1963 il romanzo di Natalia Ginzburg, Lessico famigliare, fa parte del Primo Tesoro della lingua letteraria italiana del Novecento (1946-2006) a cura di Tullio de Mauro (Utet 2009) ed è possibile individuare tutte le occorrenze delle tre voci in oggetto: negro (2 volte), pl. negri (8 volte); -- sempio (8 volte), sempia (4 volte), pl. sempi (una volta); -- negrigura (4 volte), pl. negrigure (3 volte).

 

2.1. Negro

Il connotato negro appare 10 volte: 2 volte al singolare (negro s.m.) e 8 volte al pl. (negri), ovvero:

 

(i) "Adriano, allora, sembrava l'incarnazione di quello che mio padre usava definire "un impiastro"; e tuttavia mio padre non disse mai di lui che era un impiastro, né un salame, né un negro: non pronunciò mai al suo indirizzo nessuna di queste parole".

(ii) "Un negro" era, per mio padre, chi aveva modi goffi, impacciati e timidi, chi si vestiva in modo inappropriato, chi non sapeva andare in montagna, chi non sapeva le lingue straniere."

 

Quanto al pl. negri:

 

(iii) Oltre ai "sempi" c'erano i "negri".

(iv) Non siate dei negri! Non fate delle negrigure! - ci gridava continuamente.

(v) Non era consentito, nelle gite, né cognac, né zucchero a quadretti: essendo questa, lui diceva, "roba da negri".

 (vi) guardavamo con invidia "i negri" che andavan su leggeri in scarpette da tennis, o sedevano a

mangiar la panna ai tavolini degli châlet.

 (vii) mio padre diceva che i miei fratelli erano "dei salami" e "dei negri", e che nessuno dei suoi figli aveva ereditato da lui la passione della montagna.

(viii) se ne andava spesso da solo, perché noi e mia madre eravamo, a suo dire, "dei poltroni", "dei

salami", e "dei negri".

(ix) Lui diceva che era "da negri" discorrere coi vicini di casa.

(x) - Vigliacconi! negri! - tuonava mio padre a casa, raccontando della paura di quei suoi conoscenti.

 

2.1.1. Nero oggettivo

Il termine nero agg./s.m., appare a sua volta 15 volte, nel suo significato letterale (per es. "un vestito nero"; "tutta vestita di nero"; "Nel corridoio, al fondo, fu dipinta una parete di nero"; "Usciva, la domenica, con un lungo paltò del signor Belom, nero, tutto abbottonato, che la faceva assomigliare a un parroco"; "Finiva poi per darsi anche lei un po' di nero agli occhi, poco, appena appena"); o fig. ("E si faceva piú nero che mai"), mai comunque riferito al colore della pelle di un individuo. E, com'è noto, oggi il lessema nero può riferirsi a 'chi è di pelle nera' senza la connotazione  negativa propria di negro.

Idem per nera presente 7 volte, per es. "il cappello piantato un po' storto sulla nera capigliatura"; "gli occhiali cerchiati di tartaruga nera", "lei doveva correre la città per cercargli, alla borsa nera, il burro, la bistecca e il riso" (3 volte);

Analogamente neri dieci volte, per es. "la mia mamma non poteva soffrire i vestiti neri"; "e scrutava attorno con gli occhi neri e penetranti";

Non diversamente nere 10 occorrenze, per es. "rocce nere" (5 volte); "con lunghe basette nere e grige"; "cortei di camicie nere".

 

2.2. Sempio

Il lessema sempio 'ottuso' appare 13 volte: 8 volte al sing. (sempio s.m.), 4 al femm. (sempia s.f. e agg.) e una volta al pl. (sempi s.m.):

 

(i) Soleva commentare, a pranzo, le persone che aveva visto nella giornata. Era molto severo nei suoi giudizi, e dava dello stupido a tutti. Uno stupido era, per lui, "un sempio".

(ii) "M'è sembrato un bel sempio, - diceva, commentando qualche sua nuova conoscenza".

 (iii) Terni era un biologo, e mio padre ne aveva, riguardo agli studi, una grande stima; usava però dire "quel sempio di Terni", perché trovava che era, nel vivere, un poseur. - Terni posa, - diceva di lui ogni volta dopo che l'aveva incontrato. - Credo che posi, - riprendeva dopo un po'.

 (iv) Mio padre, dallo studio, lo chiamava a gran voce, perché venisse a parlare con lui di cellule dei tessuti; Terni! - urlava, - venga qua! Non faccia tanto il sempio! Non faccia il pagliaccio! - gli urlava".

(v) quando qualche professore veniva chiamato a Torino, ingiustamente, secondo lui, perché si trattava "di un sempio

(vi) Mi pare che quel sempio di Terni li ha messi su contro di me.

(vii) - Quel sempio di Terni ha l'influenza. S'è messo a letto.

(viii) Però la indispettiva che arrestassero Leone ogni volta, "per colpa di quel sempio".

(ix) Mio padre diceva: - Una gran sempia quella Miranda! poteva venir qui.

 (x) - Cosa vuoi che sappia quella sempia di Miranda! - urlava mio padre.

(xi) - Chi vuoi che ti regali un villino? Sempia che non sei altro!

(xii) - Macché! Sempia che non sei altro! Non era mica una cosa semplice! Sei subito pronta a buttarmi giú. Ma guarda che asina che sei!

(xiii) Oltre ai "sempi" c'erano i "negri".

 

2.2.1. Sempio, sempioldo

Un es. di sempio e del sin. sempioldo è anche nel vicentino Goffredo Parise 1982 Sillabario n. 2: "Che sempio, che sempioldo, guarda come ride!".

 

2.3. Negrigura

Il lessema negrigura è presente nel Lessico familiare 7 volte: 4 volte al singolare e 3 volte al pl. ( negrigure):

 

(i) Ogni atto o gesto nostro che stimava inappropriato, veniva definito da lui "una negrigura". - Non siate dei negri!

(ii)  Chiamava "una negrigura" portare, nelle gite in montagna, scarpette da città; attaccar discorso, in treno o per strada, con un compagno di viaggio o con un passante; conversare dalla finestra con i vicini di casa.

(iii) e non era consentito fermarsi a far merenda negli châlet, essendo una negrigura.

(iv) Una negrigura era anche ripararsi la testa dal sole con un fazzoletto o con un cappelluccio di paglia, o difendersi dalla pioggia con cappucci impermeabili, o annodarsi al collo sciarpette.

 (v) Non fate delle negrigure! - ci gridava continuamente.

(vi) La gamma delle negrigure era grande.

(vii) Non si può ricevere la gente senza dar trattamento! Non si può fare delle negrigure!

 

2.3.1. Negrigura nella lessicografia

Il lessema negrigura è assente nel Battaglia vol. XI, 1981, ma è recuperato da E. Sanguineti nel Supplemento 2009, dove è definito "Atto o comportamento goffo, inopportuno, indiscreto; comportamento ineducato (ed è voce familiare)", con una lunga cit. di N. Ginzburg 1963, pp. 7-9:

 

Ogni atto o gesto nostro che stimava inappropriato, veniva definito da lui "una negrigura". - Non siate dei negri! Non  fate delle negrigure! - ci gridava continuamente. La gamma delle negrigure era grande. Chiamava "una negrigura" portare, nelle gite in montagna, scarpette da città; attaccar discorso, in treno o per strada, con un compagno di viaggio o con un passante; conversare dalla finestra con i vicini di casa....

 

E un (errato) etimo sincronico: "Deriv. da negro".

Da qui il lemma tracima nel GRADIT (2007) di Tullio De Mauro, ovvero nell'Appendice II 2007 Nuove parole italiane dell'uso del Grande Dizionario italiano dell'uso, etichettato "DI[alettalismo] ven. 1963 N. Ginzburg, Lessico famigliare", ma con etimo diacronico: "ven. negrigura, der. di negro".

Il lessema manca nel Dizionario del dialetto veneziano di Giuseppe. Boerio 18562, rist. anast. 1971, che invece registra sempio "add." col valore "D'intelletto ottuso".

Non ci fosse stato il suffissato dialettale, si sarebbe forse potuto pensare anche al blend (anglicizzante) "negr(o) X (f)igura" = figura da negro".

Quanto alla lessicografia monovolume il termine manca nel De Mauro (2000), in Zingarelli 2022, Devoto-Oli 2023, ecc.

 

2.4. Etimo di negrigura

Come si osservava nell'"International Journal of the Sociology of Language" (1974),

 

"Perhaps Ginzburg did not know that these [negro, negrigura] are Judeo-Italian words (...)" (p. 107); "Ginzburg gives us no hint that her father was employing Judeo - Italian words, but she describes him as using negro and negrigura indiscriminately for anything negative, which is the way they are normally used among Italian Jews. Negro is almost certainly a borrowing from Judezmo; negrigura which has no Italian word homophonous with it was probably (...)" (p. 108) ("Google Ricerca Avanzata").

 

E in effetti, il termine negrigura (con negro) è un termine del giudeo-italiano, come illustra U. Fortis - P. Zolli La parlata giudeo-veneziana (Carucci 1979), che lo registra col significato di "sciocchezza, stupidaggine" e la precisazione: "Ma la gamma dei suoi significati è vasta quanto quella di negro ["usato in tutte le parlate giudaiche italiane" pp. 319-222, a p. 320], con tre ess. degli anni '30. Gli AA. precisano ancora che "Oltre che a Venezia il termine è attestato" a Mantova, Ancona, Firenze, Livorno, Roma (pp. 318-19); e stando a "Google ricerca avanzata" nel ghetto di Trieste:

 

Renata Broggini 1998: "Capita, scrive Canarutto ad Astorre Mayer, una «signora negrigura (conosci il Jiddish del ghetto di Trieste?)» che fa i nomi dei collaboratori del Comitato" (La frontiera della speranza. Gli ebrei dall'Italia verso la Svizzera, Mondadori, p. 284).

Renata Broggini tr. ingl. 2003: "Once there was", wrote Canarutto to Astorre Mayer, "a negrigura lady (do you know Trieste ghetto Yiddish?) "who began divulging the names of Committee collaborators" (Frontier of Hope: Jews from Italy Seek Refuge in Switzerland, Hoepli, p. 306).

 

2.5. Tradd. ingl. (1967 e 2017) del Lessico famigliare

 Istruttiva è altresì l'analisi delle due traduzioni in inglese del Lessico famigliare (1963), diverse fin dal titolo: Family Sayings (1967) e Family Lexicon (2017), quale è possibile grazie a "Google Ricerca avanzata", con la resa del lessema negrigura adottato nella prima, tradotto con negroism nella seconda:

 

Natalia Ginzburg 1963, tr. ingl. 1967: "Any act or gesture of ours which he thought out of place was classified by him as a 'negrigura'. 'Don't be "negroes", don't do those negrigure, 'he shouted at us endlessly" (Family Sayings, Hogarth Press; ried. N.Y., Arcade Publishing 1967, rist. 1989, p. 9, revised from the original translation by D.M. Low).

Natalia Ginzburg tr. ingl. 2017: "in the Judeo-Italian language of the Venetian Jews, in which Ginzburg's father was raised, “negro” meant “foolish, awkward, or stupid,” and negrigura,” which I [Jenny McPhee] have translated as “negroism,” meant “foolish thing." (Family Lexicon, N.Y. Review of Books).

 

3. Vitalità di negrigura

Al di là di varie citazioni in "Google Ricerca Avanzata" del Lessico famigliare (per es. Roberto Salvio 1965, Elena Clementelli 1974, Giuliana Tedeschi Brunelli·1977, ecc.; anche in ingl. per es. Carlo Luigi Golino 1963, David N. Myers et alii 2008, Simonetta Milli Konewko 2016, Primo Levi, ‎Marco Belpoliti, Robert Gordon 2018 [1984]), significativa è la presenza di negrigura, senza esplicito collegamento col testo della Ginzburg, indizio della sua vitalità, per es.:

 

(i) Italy. Parlamento. Senato 1963: "in questa «negrigura» c'è un tocco che, se non venisse da destra, risulterebbe persino patetico" (Atti parlamentari: Resoconti delle discussioni, vol. 5, p. 4217).

(ii) Gian Gaspare Balderi 1998: "Ecco allora la «negrigura» e i «negri», termini che non avevano alcuna implicazione razzista ma che volevano piuttosto indicare situazioni o anche soggetti particolarmente sgradevoli oppure gente dalla mentalità gretta, limitata" (Quarantott'ore a Tel Aviv. Israele nel cuore, Giuntina, p. 135).

(iii) 2002: "E si usa anche l'astratto "negrigura" come sinonimo di sciocchezza, di brutta figura, di azione riprovevole, ecc." (Carlo e Nello Rosselli. Catalogo delle mostre ed edizione di fonti, ed. Edimond, p. 27).

(iv) Roberto Bassi·2004: "Negli anni della guerra a noi capitavano soprattutto «negrigure». Tutto il mondo, a guardar bene, era una grande «negrigura»" (Scaramucce sul lago Ladoga, Sellerio, p. 103).

(v) Pier Luigi Berbotto 2007: "Agnolotti la domenica: una bella negrigura!» «Be', che ha contro gli agnolotti ?". "Mia moglie non li digerisce, e anche a me stanno pesanti» fece apodittico il professore , rituffandosi nella lettura" (Scende la sera nel giardino antico. Romanzo, Torino, L'Ambaradan, p. 10).

(vi) Riccardo Calimani 2012: "Negrigura cosa scadente, miseria, disgrazia (termine comunque intraducibile). Orsai defunti. Parnassim plurale di Parnas, carica onorifica data a chi si distingue per meriti civili e sociali nell'ambito della Comunità ebraica" (Una di maggio).

(vii) Manuela Dviri 2015: "E i miei figli e nipoti non potranno mai gustare il sapore di un salame d'oca fatto dalle tue mani, e non capiranno mai cosa sia una negrigura, che non ha nulla a che fare con i profughi africani e proviene invece dallo spagnolo, e che nel gergo della nostra famiglia, e di tutte le famiglie ebraiche di quei tempi, significava una stupidaggine, una cretinata, una cosa fatta male. [...] Il fascismo fu una gran negrigura, una colossale, incredibile, monumentale negrigura in questa monumentale negrigura siete vissuti voi, mio padre e mia madre (...) -- insieme a tutti gli italiani -- per più di un ventennio. (...) dittatura (...) non a caso fa rima con negrigura (...)" (Un mondo senza noi. Due famiglie italiane nel vortice della Shoah, Piemme ed.).

(viii) Vera Pegna 2018: "abbiamo scoperto che alcune parole come negro, per indicare una cosa brutta, che non sta bene, e il sostantivo negrigura, venivano comunemente usate anche nel ghetto di Roma" (Autobiografia del Novecento, il Saggiatore).

Sommario

1. Evento editoriale

2. Il Lessico famigliare di Natalia Ginzburg premio Strega (1963)

2.1. Negro

2.1.1. Nero oggettivo

2.2. Sempio

2.2.1. Sempio, sempioldo                                                

2.3. Negrigura

2.3.1. Negrigura nella lessicografia

2.4. Etimo di negrigura

2.5. Tradd. ingl. (1967 e 2017) del Lessico famigliare

3. Vitalità di negrigura

 


















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