martedì 17 maggio 2022

La musica e la lingua

 


I
nostri fedeli lettori ci perdoneranno se riproponiamo, ancora una volta, un nostro modesto intervento su alcune "questioncelle" orto-sintattico-grammaticali. Insistiamo perché abbiamo notato, con un pizzico di rammarico, che le nostre noterelle non hanno sortito l'effetto sperato. L'«anarchia linguistica» continua...
Vi sono persone, soprattutto tra le così dette grandi firme della carta stampata, che non ritengono necessario l’approfondimento (o lo studio) della grammatica della lingua italiana in quanto sono convinte di conoscerla bene per il semplice motivo che parlano e scrivono la lingua madre – come suol dirsi – per pratica. Esse fanno loro il detto popolare secondo il quale la pratica uccide la grammatica; al più, di fronte a perplessità ortografiche, ricorrono all’aiuto dell’orecchio, preziosissimo per comporre allegri motivetti con la chitarra o il pianoforte.
A costoro riteniamo utile ricordare quanto scrisse in proposito il poeta Giuseppe Giusti: «L’avere la lingua familiare sulle labbra non basta: senza accompagnare, senza rettificarne l’uso con lo studio e con la ragione è come uno strumento che si è trovato in casa e che non si sa maneggiare». Mai parole furono più sante.
Chi sa quante volte, infatti, a ognuno di noi sarà capitato, nel buttar giù le classiche quattro righe a un amico, di essere assalito da dubbi sull’esatta grafia delle parole e sulla loro giusta collocazione nel contesto della frase o del periodo. Vogliamo fare un esempio? Sognamo o sogniamo? Con o senza la i? Beneficerò o beneficierò? In casi del genere non c’è musica sacra o profana che faccia alla bisogna: l’orecchio non ci viene minimamente in aiuto. Allora, immobili, con la penna in mano (ora davanti al computiere), presi dall’amletico dubbio malediciamo il giorno in cui buttammo (con presunzione) alle ortiche il vecchio e prezioso libro di grammatica…
Vediamo, quindi, di sciogliere, nell’ordine, questi dubbi; prima, però, a proposito di orecchio, sarà bene ricordare che ha due plurali, uno maschile e uno femminile e non sono interscambiabili non si adoperano, cioè, indifferentemente. Si usa il maschile per indicare l’organo dell’udito (mi fanno male gli orecchi); si adopera il femminile, invece, in senso figurato (le orecchie del libro).
Sognamo o sogniamo, dunque? Sogniamo (con la i), anche se, a suo tempo, imparammo che tra il digramma (unione di due lettere formanti un unico suono) gn e le vocali a, e, o, u non si inserisce la i: quindi scriveremo sogno, regno, ognuno, eccetera. La i di sogniamo è obbligatoria e si giustifica con il fatto che è parte integrante della desinenza '-iamo' della prima persona plurale del presente indicativo, del presente congiuntivo e dell’imperativo. Condanniamo (senza appello), pertanto, i "sacri testi" (grammatiche e vocabolari) che ammettono la grafia senza la "i" (*sognamo).
Tutti i verbi in '-gnare', dunque, ma anche quelli in '-gnere' e in '-gnire' (disegnare, insegnare, spegnere, grugnire ecc.) conservano la i ogni qualvolta detta vocale faccia parte della desinenza.
Beneficerò, senza la i. I verbi in '-ciare' (come quelli in '-giare') perdono la i che pure è parte integrante del tema (o radice) davanti alle desinenze che cominciano con le vocali e o i. In questi casi, infatti, la i non è più necessaria per mantenere il suono palatale alla consonante c (o g). Scriveremo, dunque, beneficeremo, mangeremo, comincerei. Solita eccezione, effigiare: conserva la i in tutta la sua coniugazione.
Qualche osservazione ancora, visto che trattiamo un tema prettamente grammaticale, sui sostantivi composti con il prefisso 'con-' (assieme). Contrariamente a quanto ci hanno abituato le grandi firme (e ci piacerebbe sapere chi stabilisce la grandezza) che si piccano di fare la lingua, il suddetto prefisso si unisce direttamente al nome.
Occorre solo ricordare che la n cade davanti a parole che cominciano con vocale: coabitazione (non *co-abitazione come, dicevamo, sono solite scrivere le grandi firme del giornalismo), mentre si trasforma in m davanti ai sostantivi che cominciano con le consonanti labiali p e b: combelligerante, comprimario; si assimila, invece, davanti a m, l, r (l’assimilazione è un particolare processo linguistico per cui nell’incontro di due consonanti la prima diventa uguale alla seconda) avremo, quindi, collaboratore, corresponsabile, commilitone e via dicendo.
A proposito, alcuni vocabolari ammettono la voce *coproduzione e il suo composto (*coproduttore). Non c’è alcun motivo che giustifichi la caduta della n del prefisso 'con-'. La voce corretta è e resta comproduzione (la 'n' del prefisso 'con-', secondo la regola, si è "trasformata" in 'm').
Lo stesso discorso per quanto riguarda comprotagonista, voce "più corretta" (ammesso che una parola possa essere "piú corretta"; o è corretta o non lo è, non può essere corretta "a metà")  di *coprotagonista. Nessuno si sogna di dire *coprimario in luogo di comprimario. Perché, dunque, quell’orribile coprotagonista?
Per concludere: in lingua italiana il prefisso 'co-' non esiste. Anche se, purtroppo...



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domenica 15 maggio 2022

Sul suffisso "-ano"


 
Due parole, due, sul suffisso '-ano', che — a nostro modesto avviso — viene molto spesso storpiato, anche da coloro che sostengono di fare la lingua, con l'aggiunta di una "i". Vediamo di spiegarci. Il latino '-anus' (donde il nostro suffisso '-ano') stava a indicare un rapporto di appartenenza: romanus, paganus, silvanus ecc.

In seguito, con la nascita della lingua volgare, l'italiano, è stato adoperato per la formazione di vocaboli di provenienza latina o formati per analogia con questi e per la formazione di aggettivi con uso sostantivato derivati da nomi indicanti mestieri, classi, categorie, oppure per designare gli abitanti delle città, dei paesi, delle nazioni e altre entità geografiche (ecco, quindi, il rapporto di appartenenza che aveva il latino 'anus'): mantovano, goriziano, ergastolano, diocesano.

Il suffisso '-iano' è un ampliamento di quello classico latino '-ano' e da adoperare — a nostro modestissimo avviso — solo in caso di cacofonia (suono sgradevole) e con i nomi propri: pirandelliano, per esempio, è meglio di pirandellano, come foscoliano è meglio di foscolano.

Per quanto attiene a cristiano la i non si giustifica con il fatto che deriva/derivi dal nome proprio di Cristo, ma dall'origine della parola. Viene, infatti, dal latino 'christianus', che a sua volta è il greco 'christianòs'. Come si può ben vedere, dunque, la i è insita nella parola stessa.

 

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In seguito alla nostra segnalazione alla Treccani circa l'uso di "gli" per "a loro", "a essi", gli esperti hanno aggiunto alla risposta: A proposito di gli a loro, si legge nella Grammatica on line della Treccani: "L’uso della forma pronominale atona gli in funzione di complemento di termine in riferimento non solo al maschile singolare, ma anche al maschile plurale è ormai da considerarsi accettabile in quasi tutti i livelli di lingua. Nel parlato colloquiale, quest’uso è molto comune". Qui.

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La lingua "biforcuta" della stampa

 IL CASO

Lady Demonique ci riprova: candidata sindaco nel Comasco con il Partito Gay-Lgtb. “Bocciata”

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Correttamente: candidata sindaca.


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ATTRAZIONI

A Dossena inaugurato il ponte tibetano più lungo del mondo: sospeso a 120 metri d'altezza sulla Val Brembana

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Ci piacerebbe conoscere la "lunghezza" del mondo.



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giovedì 12 maggio 2022

Il pronome "gli" invece di "a essi", "a loro"? Sí, ma solo nel parlato e in uno scritto informale

 


Da "Domande e risposte" del sito Treccani

 Sono qui a chiedervi la risoluzione di un dilemma che mi pervade ormai da qualche tempo. Ho iniziato a leggere sempre più frasi di persone più o meno note che usano "gli" al posto di "li" in contesti come: "Ho trovato i carciofi al mercato e GLI ho comprati." oppure "Cercavo quei quadri e GLI ho visti in quel posto". Vi chiedo se sia corretto poiché sono certa del fatto che non sia stata una semplice distrazione. Sbaglio io ad usare "li", sono corrette entrambe le forme, non è corretto "gli"?

  La nostra lettrice ha tutte le ragioni per essere sconcertata al cospetto di certe spiacevoli sciatterie grammaticali. Tenga allora ferma, insieme con noi, la bandiera della correttezza: nell’italiano standard, in funzione di complemento diretto (corrisponde a = loro, essi), il pronome personale atono di sesta persona (o terza persona plurale) è LI. E basta. - Hai comprato i biscotti? - Sì, LI ho comprati. Se invece il pronome è usato come complemento indiretto (corrisponde a = a loro, a essi), allora è GLI. - Hai telefonato a Gianni e Pinotto? – Sì, GLI ho telefonato.

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Cortese Redazione Treccani,

crediamo sia il caso di emendare la risposta circa il complemento indiretto GLI che non corrisponde affatto “a loro”, “a essi” ma "a LUI". Il pronome "gli" invece di "essi", "loro" si può adoperare nel parlato e nello scritto informale ma da evitare tassativamente in uno scritto sorvegliato.

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In seguito alla nostra segnalazione gli esperti hanno aggiunto alla risposta:

A proposito di gli a loro, si legge nella Grammatica on line della Treccani: "L’uso della forma pronominale atona gli in funzione di complemento di termine in riferimento non solo al maschile singolare, ma anche al maschile plurale è ormai da considerarsi accettabile in quasi tutti i livelli di lingua. Nel parlato colloquiale, quest’uso è molto comune".


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La lingua "biforcuta" della stampa

Tennis al Foro Italico, oggi Sinner cerca di un posto nei quarti contro il serbo Krajnovic

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Sí, ormai non ci sono piú dubbi, i redattori titolisti non rileggono ciò che scrivono: non occorre, forti della loro infallibilità circa la lingua di Dante e di Manzoni.

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ITINERARI

Toscana, 5 parchi perfetti per fare un pic-nic

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Secondo l'idioma divino si scrive "picnic". DOP:

picnic [pikn&k; ingl. p&knik] s. m. — fr. pique-nique [pik n&k]


 


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mercoledì 11 maggio 2022

Gli «assoli»? Perché no!


 Chissà perché la totalità (?) dei vocabolari considera/considerano il sostantivo e aggettivo “assolo” (brano musicale eseguito da un solo strumento o da una sola voce) invariabile: l’assolo, gli assolo. A nostro modo di vedere il vocabolo si può pluralizzare normalmente (gli assoli) derivando dalla locuzione latina “a solo” (‘da solo’ e… ‘da soli’). In ciò siamo confortati dal Dop, Dizionario di Ortografia e di Pronunzia, che “ammette” il plurale.

Una ricerca con Googlelibri ha dato un risultato sorprendente: 453 occorrenze per "gli assolo" e 653 per "gli assoli". Prevale il plurale ritenuto scorretto.



 

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martedì 10 maggio 2022

Madrelingua: quale plurale?


 Torniamo sull'argomento (affrontato qualche anno fa) perché abbiamo notato che fra tutti i dizionari consultati il vocabolario Treccani in rete è l' unica voce fuori del/dal coro circa il plurale di "madrelingua":

madrelìngua (anche 'madre lìngua') s. f. (pl. madrilìngue, o madri lìngue). – La lingua materna, cioè la lingua appresa o comunque parlata dai genitori o antenati; in genere, per chi risiede all’estero, la lingua del Paese d’origine.  

Perché è voce fuori del coro? Perché pluralizza entrambi i termini (madre e lingua) non rispettando, in tal modo, la legge grammaticale secondo la quale i nomi composti di due sostantivi dello stesso genere formano il plurale mutando la desinenza solo del secondo elemento. Madre(femminile)lingua(femminile) / madrelingue. Gli altri vocabolari (Devoto-Oli, Gabrielli, Garzanti, Sabatini Coletti, Zingarelli, Olivetti), dicevamo, rispettano la "legge grammaticale". Per il De Mauro, stranamente, il vocabolo è invariabile. 


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La lingua "biforcuta" della stampa

Delegato a sostituire per la prima volta la sovrana, che ha problemi "di mobilità", ha illustrato il programma del governo. Un evento che riapre il dibattito sulla possibile passaggio di consegne dalla Regina al primogenito. Debutta alla cerimonia il principe William. Il racconto dalla Camera dei Lord

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I cosi detti redattori titolisti dei giornali, cartacei e in rete, rileggono ciò che scrivono? Probabilmente sono convinti della loro "infallibilità linguistica".



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lunedì 9 maggio 2022

Via e strada: sinonime? "Quasi"

 


L
a mattina, quando salite sulla vostra auto o sull’autobus, per recarvi al lavoro, quale via o strada percorrete? Ecco, gentili amici, due parole di significato comune e di identico... significato. Vediamo, assieme, la strada che la... strada e la via hanno percorso.

Ricorderete senza dubbio, per averli studiati a scuola, i nomi di alcune vie consolari — così chiamate perché prendevano (prendono) il nome del console romano che ne aveva iniziato la costruzione — che partivano da Roma e si aprivano a raggiera nelle contrade dello stivale: la via Aurelia, che da Roma portava a Ventimiglia; la via Appia, dalla capitale a Capua e poi a Brindisi, la più antica via consolare di cui ancora oggi rimangono visibili numerosi tratti; la via Cassia, fino a Pistoia; la via Flaminia dall’Urbe a Rimini dove si allacciava alla via Emilia fino a Milano. Bene.

Ne consegue che via è termine latino rimasto intatto nella grafia, nella pronuncia e nel significato a tutti noto. E la strada? Questa parola esisteva anche in latino, però nella forma strata, e non era un sostantivo sibbene un participio passato (quindi un aggettivo) che si univa al nome via (via strata) per indicare una via non in terra battuta ma lastricata con ciottoli. Strata, infatti, è il participio passato femminile del verbo sternere che significa, per l’appunto, fare uno strato, lastricare. La via strata, quindi, serviva per indicare solo le vie urbane, cioè le vie della città. Le altre erano semplicemente vie perché polverose e fangose non essendo, appunto, lastricate.

Con il trascorrere del tempo — come accade sempre in fatto di lingua — il sostantivo via cadde e rimase solo il participio passato strata, divenuto in italiano — attraverso un processo semantico — strada. Oggi i due termini, strada e via, sono l’uno sinonimo dell’altro. Se volessimo 'pedanteggiare', però, dovremmo chiamare strada le vie dei centri abitati e via quelle di campagna. Ecco perché nel titolo abbiamo scritto che i due termini sono "quasi" sinonimi.
Il viottolo, in proposito, non vi dice nulla? Ma le sorprese non sono finite: un derivato del verbo latino sternere lo troviamo, addirittura, nella lingua inglese. 'Street', nella lingua di Albione, che cosa significa? Come tutti sappiamo, strada e anche in inglese si adopera solamente per indicare strade urbane.

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La lingua "biforcuta" della stampa

TV

Cartabianca, Salvini e Santanchè: "Solidarietà a Berlinguer, non chiudete il suo talk"

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Cartabianca è una persona o il nome di una trasmissione televisiva? Questo il dilemma!

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IL RESOCONTO RACCAPRICCIANTE

Le violenze su i prigionieri di guerra ucraini raccontati al telefono tra un militare russo e la madre, l'uomo racconta la tortura delle "21 rose"

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Vengono raccontati i prigionieri di guerra? Quanto a "su i"... soprassediamo.



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sabato 7 maggio 2022

Plurale sí, ma quale?

 


A
bbiamo notato che molte persone si trovano in difficoltà quando debbono formare il plurale di alcune parole cosí dette composte. Pensiamo, quindi, di fare cosa gradita (e utile) dando il plurale corretto di buona parte di queste parole:

 




SINGOLARE               PLURALE

 acquaforte                  acqueforti                  

acquamarina               acquemarine              

acquaplano                 acquaplani                 

acquasantiera              acquasantiere             

acquavite                    acquaviti                    

acquedotto                  acquedotti                  

aeronauta                    aeronauti                    

agrodolce                    agrodolci                    

altopiano                     altipiani, altopiani                  

andirivieni                   andirivieni                  

arcobaleno                  arcobaleni                  

asciugamano               asciugamani               

attaccapanni                attaccapanni               

baciamano                  baciamani                  

banconota                   banconote  

bancoposta                  bancoposta                 

bassofondo                 bassifondi                  

bassorilievo                 bassorilievi                 

battibaleno                  battibaleni                  

battibecco                   battibecchi                 

batticarne                    batticarne                   

batticuore                    batticuori                    

battilardo                     battilardo                    

battimano                    battimani                    

battipanni                    battipanni                   

battiporta                     battiporta                    

battistrada                   battistrada                  

bellimbusto                 bellimbusti                 

belvedere                    belvederi (come aggettivo, invariato)            

beneplacito                 beneplaciti                 

biancospino                biancospini                

boccaporto                  boccaporti                  

boccascena                 boccascene                

buonalana                   buonelane      

camposanto                 campisanti                  

capobanda                  capibanda                  

capobarca                   capibarca                   

capocaccia                  capicaccia                  

capocellula                  capicellula                  

capocenturia               capicenturia               

capoclasse                   capiclasse       

capocomico                capocomici                

capocuoco                  capocuochi, capicuochi                      

capodivisione              capidivisione  

capofabbrica               capifabbrica   

capofabbricato            capifabbricato           

capofamiglia               capifamiglia               

capofila                       capifila           

capogiro                      capogiri                      

capoguardia                capiguardia     

capolavoro                  capolavori      

       

capoletto                     capiletto, capoletti      

capolinea                    capilinea                    

capolista                      capilista                      

capoluogo                   capoluoghi, capiluoghi                      

capomanipolo             capimanipolo

capomastro                 capomastri                 

capopopolo                 capipopolo                 

capoposto                   capiposto        

caporeparto                 capireparto                 

caporione                    caporioni        

caposaldo                    caposaldi, capisaldi                

caposcuola                  capiscuola                  

caposezione                capisezione                

caposquadra                capisquadra                

capostazione               capistazione               

capostipite                   capostipiti                  

capotasto                     capotasti, capitasti      

capotavola                  capitavola       

capotreno                    capitreno                    

capoverso                    capoversi      

cartacarbone                cartecarbone 

cartapecora                 cartapecore   

cartapesta                    cartepeste

cartastraccia               cartestracce

cascamorto                  cascamorti      

cassaforte                    casseforti                   

cassamadia                  cassamadie                 

cassapanca                  cassapanche               

cavolfiore                   cavolfiori    

corrimano                   corrimani               

crocevia                      crocevia, crocivia                  

cruciverba                   cruciverba                  

dopopranzo                 dopopranzo                

doposcuola                 doposcuola                

dormiveglia                 dormiveglia    

falsariga                       falsarighe

ferragosto                    ferragosti                    

ferrovia                       ferrovie                      

filovia                         filovie            

fruttivendolo               fruttivendoli               

fuggifuggi                   fuggifuggi                  

fuoribordo                  fuoribordo                 

gambacorta                 gambacorta                

girarrosto                     girarrosti                     

girasole                         girasoli                      

giravolta                      giravolte                     

granturco                     granturchi                   

grigioverde                  grigioverdi                 

grillotalpa                    grillitalpa      

lungofiume                  lungofiumi

lungolago                     lungolaghi              

lungomare                   lungomari                   

madreperla                  madreperle                 

manoscritto                 manoscritti                 

manrovescio               manrovesci                

mezzaluna                   mezzelune      

mezzanotte                  mezzenotti      

mezzatinta                   mezzetinte      

mezzogiorno               mezzogiorni   

palafitta                       palafitte                      

palcoscenico               palcoscenici               

pappagallo                  pappagalli                  

parapiglia                    parapiglia                   

pescecane                   pescecani                   

pescespada                  pescispada                 

pescivendolo               pescivendoli               

pianoforte                   pianoforti                   

piedipiatti                    piedipiatti                   

pomodoro                   pomodori                   

porcospino                  porcospini                  

purosangue                  purosangue    (raro purosangui)

retroterra                     retroterra

roccaforte                    roccheforti

rompicapo                    rompicapi

rompighiaccio      rompighiacci (come aggettivo, invariato)                

saliscendi                    saliscendi                   

saltimbanco                 saltimbanchi               

saltimbocca                 saltimbocca                

senzatetto                    senzatetto                   

sordomuto                   sordomuti                   

sottaceto                      sottaceti                      

sottopassaggio             sottopassaggi              

terracotta                     terrecotte                    

terraferma                   terreferme                  

terremoto                    terremoti                    

verderame                   verderame     

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Nota: I nomi composti con "capo" e un sostantivo femminile restano invariati: la caporeparto/le caporeparto; la caposala/le caposala; la caposquadra/le caposquadra.             

 



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