di Salvatore Claudio Sgroi
1. Evento televisivo
Su “la 7” di sabato scorso 21 marzo, 21h30, nel corso della trasmissione “In altre parole” diretta da Gramellini, Gustavo Zagrebelsky (1943-), ben noto giurista ed ex-giudice della Corte Costituzionale, discutendo sull’opportunità di accogliere alla Biennale gli artisti russi, come proposto dal presidente Pietrangelo Buttafuoco, sciolta la riserva del ministro della cultura Alessandro Giuli, ad un certo punto si è chiesto: “la cultura -- si asserv-isce, si asserv-e? alla politica? -- Come si dice?”.
Il dubbio morfologico doveva suggerire la possibilità e correttezza di entrambe le forme. La risposta degli astanti è stata: “si asserv-e”.
2. La voce della grammatica
Da una scorsa ai “Quadri flessionali” del Dizionario della lingua italiana di T. De Mauro (2000), si constata però che la forma indicata è “asserv-isce” e non “asserv-e”.
E questa è l’indicazione normativa della Treccani (on line): “La forma corretta alla terza persona singolare del presente indicativo del verbo asservire è asserv-isce. Il verbo segue la coniugazione in -isco (come finire > fin-isce), quindi si coniuga: io asserv-isco, tu asserv-isci, egli/lui asserv-isce”.
La stessa Treccani aggiunge anche che "Asserv-e" è una forma errata o arcaica non in uso”.
Stando al sentimento linguistico dei parlanti de “la 7” sembrerebbe tuttavia che tale forma non sia tanto arcaica.
3. “Asserv-e” e “asserv-isce” in “Google Libri”
Una scorsa a “Google libri ricerca avanzata” nell’arco 2020-2026 fornisce 4 attestazioni di asserv-e:
(i) Cadoppi, Canestrari, Manna, Papa 2022: “obbligo della motivazione il cui adempimento asserve l'esercizio dei predetti poteri discrezionali alla garanzia di un controllo giurisdizionale” (Diritto penale, Utet).
(ii) Luca Ciampallari 2025: “la vita prende una fetta del nostro amore, ne asserve alla prole, ne asserve a lei, ma quello, qualcuno sa, perché lo pensa, perché lo vive […]” (Come foglie al vento, p. 1142).
(iii) Luca Ciampallari 2025: “ asserve ora noi, ora me, quando mi faccio ossesso di voler prendere la ragione del tutto, del piccolo, del grande, di ogni cosa” (Obsession, p. 132).
(iv) AA. VV., Carolina Negri 2025 : “[…] asserve tutti alle sonorità della lingua il testo si fa troppo lungo” (Storia della letteratura giapponese, Einaudi).
Nello stesso periodo 6 sono le attestazioni di asserv-isce:
(i) Luca Grion 2022: “autorità […] che asservisce: “C'è l'autorità che usa il potere e l'abilità di cui dispone per subordinare gli altri ai propri scopi particolari e che cerca unicamente d'impadronirsi di essi per sfruttarli: è l'autorità che asservisce” (AA. VV., Il senso dello sport: Valori, agonismo, inclusione, Mimesis).
(ii) Michael Davide Semeraro 2022: “La Sapienza non si asservisce e non asservisce” (Lettere a Giobbe. Sul mistero della gioia e del dolore, TS edizioni).
(iii) Platone 2026: “il brutto è ciò che asservisce la parte mansueta a quella selvaggia?" (La Reppublica, Lebooks Editora).
(iv) Luigi Picardi 2020: “una vasta, poderosa, odiosa clientela delle classi dominanti che tutto corrompe e asservisce ai suoi interessi” (Molise: Appunti tra due secoli (1964-2020, Studium).
(v) Giuseppe Montesano 2021: “ chi sta in alto […] controlla e asservisce chi sta in basso” (Baudelaire è vivo, Giunti, p. 62).
(vi) Enrico Testa 2025: “Nessuna protezione .perché essa asservisce e degrada” (Pronomi, Einaudi).
4. Forme incoative
Se si prova ad analizzare la morfologia verbale dell'italiano, si scopre con la complicità di una "Grammatica" istituzionale come quella di L. Serianni (1988, ried. Utet 2026) che in italiano ci sono circa 500 verbi in "-ire" (sui 1290 riportati in un dizionario come quello del De Mauro), circa il 40% quindi, che presentano la stessa finale: "fin-isc-ano". Alcuni anzi possono alternare: "starnut-isc-ono"/"starnut-ono", ecc. La citata grammatica ricorda che si tratta di verbi cosiddetti "incoativi", con l'infisso "-isc-", la cui funzione attuale è quella di rendere la coniugazione del verbo fonologicamente simmetrica. Grazie all'infisso l'accento cade infatti sempre sulla desinenza (accentazione "arizotonica") anziché sulla radice: "starnùt-o"/"starnut-ìsco", starnut-ìsci, starnut-ìamo, starnut-ìte, starnùt-ono/starnut-ìscono". In latino invece il verbo incoativo indicava l'inizio di una azione, così "aug-eo" 'cresco' si opponeva ad "aug-esco" 'comincio a crescere'.
5. Conclusione
Alla fine, nessuna differenza semantica tra asserv-e e asserv-isce ma solo due varianti entrambe corrette, magari una un po' più frequente dell’altra.
Sommario
1. Evento televisivo
2. La voce della grammatica
3. “Asserv-e” e “asserv-isce” in “Google Libri”
4. Forme incoative
5. Conclusione
Altre pubblicazioni di Salvatore Claudio Sgroi:
Per una grammatica ‘laica’. Esercizi di analisi linguistica dalla parte del parlante, Torino, Utet 2010
Scrivere per gli italiani nell'Italia post-unitaria, Firenze, Cesati 2013
Dove va il congiuntivo? Ovvero il congiuntivo da nove punti di vista, Torino, Utet 2013
Il linguaggio di Papa Francesco. Analisi, creatività e norme grammaticali, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana 2016
Maestri della linguistica otto-novecentesca, Alessandria, Edizioni dell'Orso 2017
Maestri della linguistica italiana, Alessandria, Edizioni dell'Orso 2017
Saggi di grammatica 'laica', Alessandria, Edizioni dell'Orso 2018
(As)saggi di grammatica 'laica', Alessandria, Edizioni dell'Orso 2018
Gli Errori ovvero le Verità nascoste, Palermo, CSFLS 2019
Dal Coronavirus al Covid-19. Storia di un lessico virale, Alessandria, Edizioni dell'Orso 2020
Saggi scelti di morfologia lessicale, Roma, Il Calamo 2021 [ma 2022]
Saggi di morfologia teorica e applicata, Roma, Il Calamo 2021 [ma 2022]
La lingua italiana del terzo millennio tra regole norme ed errori, pres. di Claudio Marazzini, Torino, UTET, 2024
Il Papa è infallibile. Lo dice la grammatica, pres. di Francesco Coniglione, Firenze, Accademia della Crusca 2025
