C'era una volta, tanto, tanto tempo fa, un piccolo villaggio incastonato tra verdi colline e attraversato da un torrente cristallino: era abitato da parole italiane, ciascuna con una propria storia e identità. Fra le tante vivevano Colluso e Colliso, due termini che sembravano somigliarsi tanto da confondere persino gli abitanti più saggi del villaggio.
Colluso era un termine astuto, dotato di un'intelligenza strategica e una capacità di cogliere opportunità nascoste. Proveniva dal verbo latino colludere, che significa "giocare insieme" o "cospirare". Amava nascondersi dietro accordi segreti e alleanze poco trasparenti. Passeggiava nel villaggio con un sorriso enigmatico, portando con sé una borsa piena di carte firmate con strette di mano ambigue. "Sai," era solito dire agli altri, "la collaborazione è potente... soprattutto quando resta nell'ombra."
Colliso, invece, era un tipo irruente e diretto. Anche il suo nome proveniva dal latino, dal verbo collidere, che significa "scontrarsi" o "urtarsi". Si vantava dei suoi racconti drammatici, sempre pieni di azione: scontri tra cavalli galoppanti, collisioni tra carri sulla strada principale, e persino asteroidi che sfioravano il villaggio. Colliso, insomma, amava esagerare per rendere ogni impatto un vero spettacolo.
Un pomeriggio, nel villaggio arrivò un viaggiatore distratto. Aveva trascorso molte ore camminando sotto il sole cocente e, quando vide l'insegna di benvenuto all'ingresso, si fermò per leggerla. Il cartello, un'antica tavola di legno intagliata, recitava: "Benvenuti a Colluso e Colliso". Il viaggiatore, confuso e stanco, strinse gli occhi e rifletté: "Che strano nome per un luogo. Forse non si tratta di un solo villaggio, ma di due paesi confinanti. O chissà, magari è un unico villaggio diviso in due quartieri... oppure è solo un errore di chi ha redatto il cartello!"
Senza pensarci troppo, cominciò a esplorare il villaggio, ma la sua confusione peggiorava a mano a mano che interagiva con gli abitanti. Quando una signora anziana gli raccontò di un incidente tra due carri, esclamando: "Un vero evento da Colliso!", il viaggiatore immaginò un patto segreto tra i carrettieri. Quando un mercante gli parlò di un losco affare dicendo: "Questa è opera di Colluso!", lui pensò a un violento scontro tra mercanti rivali.
La sua confusione raggiunse il culmine quando il viaggiatore assistette a una scena in piazza. Colliso stava raccontando animatamente di una collisione tra due alberi abbattuti dal vento. "Ecco, un perfetto esempio di un evento Colliso!" diceva orgoglioso. Nel frattempo, Colluso stava sussurrando a un gruppo di parole una strategia per evitare le tasse del villaggio. "Sapete, una bella collusione può risolvere tutto," dichiarava con un sorriso.
Alla fine, gli abitanti si resero conto della confusione del viaggiatore e decisero, quindi, di spiegargli la differenza. Si riunirono nella grande piazza e Colluso prese la parola per primo: "Io, gentile amico, rappresento l'inganno e le collaborazioni segrete per scopi discutibili. Pensami come una parola legata ai comportamenti poco etici."
Colliso aggiunse: "Io, invece, sono il simbolo del caos fisico: collisioni, scontri e impatti. Sono diretto e potente, con me niente sotterfugi!"
Per chiarire ulteriormente, alcuni abitanti aggiunsero: "Colluso è ciò che accade quando due persone fanno un accordo illegale per truffare la comunità," disse il sindaco del villaggio. "Colliso è ciò che accade quando due biciclette si urtano nella piazza centrale," intervenne un bambino.
Finalmente il viaggiatore capì e, con un sorriso sollevato, esclamò: "Ora è tutto chiaro! Grazie, grazie abitanti del villaggio!" Da quel giorno, Colluso e Colliso divennero un esempio di precisione linguistica, ciascuno fiero della propria identità.
(Le immagini sono riprese dalla Rete, di dominio pubblico, quindi. Se víolano i diritti d'autore scrivetemi; saranno prontamente rimosse: fauras@iol.it)
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