Pensiero n.1 (La Purezza linguistica?): "La lingua è un po’ come una bella donna: finché
resta pura non genera nulla. E rischia di diventare una vecchia zitella. Una
lingua viva è necessariamente impura, abituata com’è a frequentare trivi e
quadrivi, giornali e televisioni, cinema e caserme" (R. Escobar 1986).
Pensiero n. 2 (Il
Purista):"Il ‘purista’,
ricordiàmocelo, si comporta spesso come quello zoologo il quale, imbattutosi in
un animale per lui nuovo, che non rientra nelle sue classificazioni, invece di
studiarlo e d’esser felice della scoperta, lo sopprime, o lo nasconde,
considerandolo un animale ‘sbagliato’" (G.L. Pierotti 1964).
Pensiero n. 3 (Il legislatore purista): "il
linguista italiano, anziché augurare alla propria nazione un legislatore
purista e proibizionista, augura un ministro della pubblica istruzione che
ponga al centro dell’insegnamento scolastico, in ogni tipo e ordine di scuola,
la lingua nazionale" (G. Nencioni 1997).
Pensiero
n. 4 (Il prescrittivista): "Non si
può imporre alla gente come deve parlare. Si può suggerire, ma non ordinare, e
neppure vietare. Le vicende di ogni storia linguistica hanno sempre dimostrato
che ogni posizione puristica è linguisticamente e culturalmente improduttiva"
(G.L. Beccaria 2010).
Pensiero n. 5 (La
grammatica): "Qualcuno, chissà chi,
v'ha scritto una grammatica [normativa / prescrittiva]. Ma è una truffa volgare. A ogni regola [normativa/prescrittiva] ci vorrebbe la data e la regione dove si
diceva così" (Scuola di Barbiana 1967).
Pensiero n. 6
(Algebra linguistica): "Le lingue
naturali non sono algebriche e danno scacco matto ai grammatici e ai loro
volenterosi settatori. Mi verrebbe la voglia di maledirle se non fossi loro
creato e vassallo" (G. Nencioni 1993).
Pensiero
n. 7 (Consapevolezza metalinguistica): " nello studio della lingua 'materna' o in genere di una lingua già
nota, si tratterà solamente di rendere gli allievi coscienti delle
rappresentazioni linguistiche già esistenti nella loro mente, dall'altro lato
la partecipazione della linguistica alla
scienza delle lingue straniere consisterà nell'imitare l'acquisizione naturale,
'inconscia' delle lingue attraverso la continua comunicazione con altri rappresentanti
di quella particolare comunità linguistica" (J. Baudouin de Courtenay
1909).
Pensiero n. 8 (Logicismo). "Io penso che chi ha il compito di insegnare
la lingua debba frenare le proprie esigenze logicizzanti, per non suscitare
negli allievi il «complesso» o, in termini meno psicanalitici, lo scrupolo
della logica e della perfetta simmetria, che può consentire un forte impaccio
al parlare e allo scrivere" (G. Nencioni 1993).
Pensiero n. 9 (Correzione): "Ogni
bravo insegnante [...] non corregge sopra un modello arbitrario e
meccanicamente gli scritti dei suoi allievi, ma mettendosi nello spirito di
ciascuno, mostra a ciascuno quel che veramente intendeva dire e non ha detto.
Non uccide l'individualità degli scolari, ma fa sì che ciascuno ritrovi veramente
sé stesso" (B. Croce 1906).
Pensiero n. 10 (Il dialogo): "Il linguaggio non è qualcosa di
correlato a soggetti singoli. Il linguaggio è un Noi, in cui siamo associati
gli uni agli altri, e in cui il singolo non ha limiti stabiliti. Ciò però
significa che per comprendere dobbiamo oltrepassare tutti i nostri limiti.
Questo accade nello scambio vivente del dialogo. Tutte le comunità viventi sono
comunità linguistiche, e il linguaggio esiste solo nel dialogo" (H.G.
Gadamer 1995).
* Docente di linguistica generale presso l'Università di Catania
Autore tra l'altro di
--Per una grammatica ‘laica’. Esercizi di analisi linguistica: dalla parte del parlante (Utet 2010);
-- Scrivere per gli italiani nell'Italia post-unitaria (Cesati 2013);
--Dove va il congiuntivo? (Utet 2013);
-- Il linguaggio di Papa Francesco. Analisi, creatività e norme grammaticali (Libreria Editrice Vaticana 2016)
8 commenti:
Desidero ringraziare il prof. Sgroi per averci offerto questo interessantissimo "Zibaldone sul linguaggio e la lingua": mi riconosco - quasi pienamente - in tutti e dieci i pensieri riportati, che a mio avviso meriterebbero una attenta riflessione.
Cordialmente
Ines Desideri
Ammesso e non concesso che il prof. Sgroi abbia ragione, beati i suoi studenti: avranno tutti 10 in italiano! E, oltre tutto, non avranno più bisogno delle noiose lezioni di grammatica, visto che ogni “errore” avrà la sua brava giustificazione...
Sempre cordiali saluti.
Otto
Ma questa volta direi che ha proprio sbagliato interlocutore, che non sono io, ma gli autori citati. Ambasciatore... Se la prenda con loro...
Cordialmente
prof. S.C.Sgroi
"Pignoleggiando" (per Otto)
Studenti universitari che hanno "tutti 10 in italiano": le sembra logico?
Chiedo/domando/interrogo: lei, signor Otto, è o è stato un docente?
Se sì: conosce la relazione tra cosa insegnare e come insegnarla?
Se no: tenga presente che tra i libri (di grammatica, in questo caso) e la realtà (linguistica, in questo caso) c'è una bella differenza.
Un suggerimento, se permette: rilegga attentamente il secondo periodo del pensiero n. 4 (G.L. Beccaria) e, la prego, non ne sottovaluti il significato.
Cordialmente
Ines Desideri
Buon giorno,
concordo con Ines Desideri: non si deve ordinare e neppure vietare, ma si deve suggerire. Tutti colori che ne hanno il potere (giornalisti, Stato e relativi documenti, professori, linguisti...) devono suggerire come parlare - e, aggiungo io, scrivere bene. Quando i suddetti fanno quello che preferiscono, ignorando volontariamente le "tradizionali regole", non rispettano il suggerire - rendendo logicamente falsa tutta la frase e autorizzando altri a ordinare e vietare -.
Nel commento di Monmartre noto che sono utilizzati i caratteri grassetto e corsivo. Mediante quale funzione vi si accede?
V.S.
I "tasti" per il grassetto e il corsivo si trovano alla fine del rettangolo che contiene i commenti.
Veda questo collegamento
Per Monmartre
Dubito che lei concordi con me. Sicuramente io non concordo con lei.
Cordialmente
Ines Desideri
Posta un commento