martedì 9 luglio 2019

Sgroi - 26 - Il MIUR e la creatività morfologica

di Salvatore Claudio Sgroi *

 1. L'evento
          Un caro amico mi ha segnalato una pagina del MIUR, ovvero del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca,
             www.researchitaly.it/redirect, relativa a 

                            "Researchitaly il portale della ricerca italiana"
  in cui si legge:

       "Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, al fine di promuovere il sistema di ricerca italiano nel panorama europeo, ha progettato e realizzato Researchitaly, il nuovo portale -- completamente bi-lingua (italiano e inglese) -- sulla ricerca italiana"
 con sua sorpresa quanto all'uso dell'insolito "bi-lingua" al posto del corrente "bilingue".

           2. Una svista?
           Si potrebbe pensare a una svista, a un refuso, se non fosse che si legge "bi-lingua" con trattino, e non già "bilingua" univerbato come "bilingue".

 3. O una regola inconscia?
          La spiegazione plausibile della presenza di bi-lingua è piuttosto che l'agg. bilingue col pl. bilingu-i  -- (etimologicamente "dal lat. bilĭngŭe(m), comp. di bi- 'bi-' e -linguis '-lingue', cfr. gr. díglōssos", come si legge nel De Mauro 2000) -- è stato interpretato dal redattore del testo come plurale anziché sing., e da qui la rianalisi (o retroformazione) bilingu-a, magari per influenza dell'ingl. bilingual.      
    Analoghi casi di rianalisi o retroformazione sono costituiti per es. da parole come il s.m. microbio pl. microb-i, da cui il sing. microb-o; -- il s.m. latticinio pl. latticini, da cui il sing. latticin-o; -- il s.m. batteri pl. batteri, da cui il sing. battère (cfr. al riguardo le voci Retroformazione e Rianalisi nell'Enciclopedia dell'italiano, a cura di R. Simone - G. Berruto - P. D'Achille, Istituto della Enciclopedia Italiana 2011, anche in rete).

          4. Vitalità
          Insomma un bell'esempio -- il bi-lingua -- di creatività morfologica ministeriale con lo zampino dell'inglese, la cui fortuna dipenderà forse dalla vitalità della ricerca italiana.

 
* Docente di linguistica generale presso l'Università di Catania







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