domenica 19 giugno 2022

Il modificante e la congiunzione

 


Si faccia attenzione a non confondere la congiunzione con l’avverbio (o modificante) perché a volte ─ a seconda del contesto ─ il modificante non è avverbio ma congiunzione. La congiunzione, una delle nove parti del discorso, serve, come dice la stessa parola, a unire (congiungere) le proposizioni o le parti simili di una medesima proposizione: il cielo è azzurro e infinito; io sostengo che ciò che stai dicendo non è la verità. Nel primo esempio la congiunzione “e” unisce, congiunge due predicati nominali; nel secondo, la congiunzione “che” unisce due proposizioni. Vediamo ora alcuni casi in cui l’avverbio ─ se non si presta attenzione all’analisi logica ─ si può confondere con la congiunzione: quando ti telefonerò dovrai correre subito da me. In questa frase quando non è un avverbio di tempo ma una congiunzione in quanto unisce, congiunge la proposizione secondaria (subordinata temporale) alla principale, dovrai correre subito da meQuando sarà, invece, avverbio in frasi tipo “speriamo di risentirci ancora: ma quando?”. L’analisi logica (e il contesto) ci fa capire che in questo caso quando è, per l’appunto, un avverbio di tempo e non una congiunzione perché non “congiunge” alcunché.

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Sí, siamo pronti a ricevere gli strali dei linguisti (e lessicografi) perché dissentiranno su quanto stiamo per scrivere (abbiamo contro anche tutti i vocabolari consultati). Intendiamo parlare del plurale di portastendardo. I dizionari consultati attestano il lemma come sostantivo maschile invariabile: il portastendardo/i portastendardo. Onestamente non capiamo perché il sostantivo in oggetto non si possa/può pluralizzare: i portastendardi (secondo la norma che regola il plurale dei nomi composti di una voce verbale e di un sostantivo maschile singolare). Se da parafango abbiamo i parafanghi e da passaporto i passaporti, non vediamo perché portastendardo deva (sic!) rimanere invariato. A nostro modo di vedere resterà invariato solo se riferito a un femminile: la portastendardo/le portastendardo (come ficcanaso, che resta invariato se riferito a un femminile). Il sostantivo ritenuto errato è immortalato, comunque, in numerose pubblicazioni.


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La lingua "biforcuta" della stampa

Squarciata gomma dell'auto del vice sindaco di Castelvetrano

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Correttamente: vicesindaco. Dizionario Sabatini Coletti: vice- [vìce]

  • Primo elemento di composti che designano cariche o uffici, impiegato per indicare la persona che supplisce le funzioni del titolare (vicesindaco) o che, in ordine gerarchico, è di grado immediatamente inferiore (vicebrigadiere)

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La paramedico liberata dalla prigionia russa: «Grazie a Zelensky»

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Correttamente: paramedica. Medica è voce correttissima, oltre tutto come si può mettere l'articolo femminile davanti a un nome maschile? Si può dire "la sindaco" o "la ministro"?  Si veda la Crusca e qui.

Paramedica, termine in regola con le leggi della grammatica, si trova in numerose pubblicazioni,



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