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sabato 14 gennaio 2017

Essere all'insalata


Non c'è  lettore delle nostre  modeste noterelle che non abbia provato su di sé - almeno una volta e inconsciamente - questa locuzione dal "sapore" un po' antico ma sempre attuale. Che cosa sta a significare, dunque, "essere all'insalata"? Essere all'inizio di qualche azione: degli studi, della professione, della carriera e via dicendo. Si è all'insalata, insomma, quando si comincia qualcosa. E l'insalata cosa ha che fare con il modo di dire? Diamo la "parola", per questo, a Ludovico Passarini, il "re" dei modi di dire. «Non ricordo dove, ma so di aver letto che nell'uso  dicesi "nescio" colui che per pigrizia e un po' per testardaggine s'è tardo ad imprendere un'opera, e piú tardo a proseguirla. Di lui parlando, si direbbe proverbialmente, ch'è sempre all'insalata. E che cosa vuol dire "essere all'insalata"? Vuol dire essere al cominciamento di qualche azione, presa la metafora dai pranzi, che una volta avevano principio all'insalata. Ora l'insalata propriamente detta si mangia infine con l'arrosto; e in principio si dà il salato, prosciutto o salame. I gusti variano, e "de gustibus non est disputandum", aforisma  inconcusso, e universalmente accettato. Il motto però è rimasto nell'originale suo significato (...). Consideriamo ancora come van le cose di questo mondo. Ciò che fu in capo di lista umana volubilità volle trasferirlo alla coda! E passi dell'insalata: ma quante altre cose che un dì furono in onore e pregiate ora son ciarpe vecchie affastellate nelle soffitte? E non discostandoci dal soggetto nostro che è letterario, dimmi o lettore, non t'è venuto già in mente che ora si insegna a' giovani d'ambo i sessi la lingua francese, o forse la tedesca, e poi l'inglese, e la lingua "nazionale" in ultimo al pari dell'insalata ne' pranzi odierni? (...)». C'è qualcuno, tra i lettori, che in tutta coscienza possa dire di non ritenere attuale l'ultima considerazione di Ludovico Passarini? Oggi ci sono giovani che sanno tutto della lingua d'Albione, mentre sono completamente digiuni della lingua di Dante. Costoro sono sempre all'insalata per quanto attiene alla lingua madre.
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La parola proposta da questo portale: orsata. Sostantivo femminile che vale "chiacchiericcio incomprensibile".

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