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mercoledì 15 marzo 2017

Fare da tappezzeria


Ci auguriamo che questo modo di dire (non ricordiamo se è/sia stato già trattato) non lo abbiano mai provato "sulla loro pelle" le nostre giovani e gentili lettrici. La locuzione - forse poco conosciuta - si riferisce, infatti, alle ragazze non molto belle e un po' scontrose che, non ricevendo inviti  in una festa di ballo, si appartano "sdegnate" disponendosi  ai lati della sala facendo - ora dopo ora - "da tappezzeria". La tappezzeria - come tutti sappiamo - è l'insieme delle stoffe, piú o meno pregiate, che vengono impiegate come rivestimento di pareti interne di una stanza (o di mobili) e, per estensione, la carta adoperata per il medesimo uso. In senso metaforico, quindi, fanno da tappezzeria coloro che, in un ritrovo, in una festa familiare se ne stanno o vengono lasciati/e in disparte. L'espressione si adopera anche in situazioni in cui qualcuno è costretto ad assistere, inerte, ad attività - anche se non redditizie - di altri.
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La parola proposta da questo portale e "lemmata" solo - se non cadiamo in errore - nel Palazzi: occare. Verbo "agricolo";  è pari pari il latino occare (da occa, erpice) e vale lavorare la terra  con l'érpice.


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Le nostre "fatiche"

("Un tesoro di lingua" non è in vendita, si può scaricare dalla rete cliccando qui).

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