martedì 28 giugno 2016

Motoscàfo e... piròscafo

Cortesissimo dr Raso,
eccomi ancora a importunarla. Vorrei sapere perché i sostantivi piroscafo e motoscafo, pur avendo la medesima terminazione (scafo) hanno una diversa accentazione: il primo sdrucciola, si pronuncia, cioè, con l'accento sulla prima "o"; il secondo, piana, con l'accento sulla "a".
Grazie, come sempre, della sua non comune disponibilità.
Luigi S.
Carbonia
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Gentile Luigi, do la "parola" a Aldo Gabrielli. L'illustre linguista sarà molto piú chiaro e autorevole dell'estensore di queste modeste noterelle.

«(...) La risposta è abbastanza semplice. La parola piròscafo è di origine dòtta, nata nel linguaggio scientifico all’incirca due secoli fa, composta di un prefisso piro-, derivato dal greco pyr, pyrós, fuoco, e di skáphos, pur esso greco, che significa battello: dunque, “battello che va col fuoco”, cioè col vapore generato dal fuoco. Piròscafo ha perciò seguito l’accentazione sdrucciola comune a molti termini di una famiglia di parole composte col prefisso piro-, di formazione antica o anche recente, come piròfila (la pentola “amica” del fuoco), piròmane (il maniaco del fuoco) e altri. Diversa è invece l’origine di motoscàfo, nome che risale al primo ventennio del Novecento, ed è tutto italiano, assolutamente privo di ascendenze classiche. Esso è infatti composto di un primo elemento moto-, abbreviazione di motore, e dell’italiano scafo nel significato generico di imbarcazione; cioè “imbarcazione a motore”. Motoscafo fa quindi parte di un’altra famiglia numerosissima e sempre proliferante di parole, tutte costruite con questo prefisso moto-, e tutte con accentazione piana: motobarca, motonave, motocarro, motociclo, motopompa eccetera. Sul modello di motoscàfo si sono anzi create altre parole ugualmente piane: come batiscàfo, composto col prefisso greco bàthos, profondità, cioè “scafo per esplorazioni profonde”, e aliscàfo, cioè “scafo con le ali”».


Veda anche qui.

 
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La parola proposta è l'aggettivo illatabile. Voce di origine dotta provenendo dal latino "illatabilis", privo di larghezza, che non si può dilatare.

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