Visite dal primo febbraio 2017

martedì 16 febbraio 2016

Brainstorming: possiamo dirlo in italiano?

Alla domanda del titolo risponde la Crusca. Da parte nostra ribadiamo la ferma contrarietà all'uso dei barbarismi. Se un termine non ha un suo "omologo" italiano o non è traducibile nella lingua di Dante si ricorra a una perifrasi.

***

La competenza linguistica

Forse alcuni si imbatteranno per la prima volta in questo termine perché non è trattato in tutti i testi di lingua. Per parlare e scrivere secondo i "canoni linguistici" è necessario, ovviamente, farsi capire costruendo frasi, però, in modo appropriato, a seconda dell'argomento, della situazione (in cui ci troviamo) e del "ruolo" delle persone alle quali indirizziamo i nostri scritti e i nostri discorsi. Queste tre "qualità" fanno parte della competenza linguistica. Per approfondimenti si clicchi qui.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Rimembrando al popolo di "santi,poeti e navigatori" che ha fatto la "storia" d'Italia la più adatta traduzione al termine (Americano?) è Arte
https://www.youtube.com/watch?v=eQdsgYSZRXM

Ines Desideri ha detto...

Caro dottor Raso,
per quanto concerne il vocabolo "brainstorming", non sono d'accordo con lei, mi spiace.
La "ferma contrarietà all'uso dei barbarismi" sembra corrispondere - in taluni casi e a mio avviso - a una presa di posizione che, come spesso accade per ciò che diventa una "questione di principio", nella migliore delle ipotesi si rivela inefficace.
Anch'io sono contraria all'abuso dei vocaboli stranieri. Sono contraria all'abuso, non all'uso, come sono contraria al termine "barbarismi", che ha valore prettamente spregiativo.
Superfluo soffermarsi, ritengo, sul doveroso rispetto delle culture e delle lingue diverse dalla nostra.

Ma veniamo al punto, con un paio di domande.
"Brainstorming": lei ritiene che "sessione (o riunione) ideogenetica" - espressione suggerita da un lettore e nella quale "ideogenetica" richiama alla memoria i trattati di psichiatria clinica di S. Freud - possa essere l'omologo italiano di "brainstorming"?
Se no, quale vocabolo o perifrasi adotterebbe per sostituire questo termine inglese?

La ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti
Ines Desideri

Fausto Raso ha detto...

Gentilissima Ines, forse mi sono spiegato male. Sono contrario all'uso dei barbarismi (termine che a Lei non piace) perché fanno dimenticare la lingua madre (ma, ripeto, è una mia personale opinione). Quanto alla Sua domanda, sí, concordo sulla proposta suggerita dal lettore. Tornando ai "barbarismi", legga qui.
Con viva cordialità
FR

Ines Desideri ha detto...

Caro dottor Raso,
avevo letto l'articolo che lei mi suggerisce. Nulla da eccepire, giacché negli esempi riportati è evidente l'abuso dei forestierismi.

Mi permetta, ora, di precisare che l'espressione "sessione (o riunione) ideogenetica" è errata: il "brainstorming" non è una "sessione (o riunione)", ma una tecnica, ideata nel 1926 da A.F. Osborn e adottata per la prima volta nel 1938.

"Fu nel 1938 che adottai per la prima volta l'ideazione organizzata nella Società di cui ero allora a capo. I primi partecipanti chiamarono i nostri sforzi 'incontri di brainstorming', e a ragion veduta, perché in questo caso significa usare il cervello (brain) per prendere d'assalto (storm) un problema."
(A. F. Osborn, "L'immaginazione creativa")

La tecnica del "brainstorming" consta di cinque fasi (che non starò certo ad elencare qui), ciascuna delle quali costituisce un passaggio ineludibile per la soluzione di un determinato problema.
Il significato del vocabolo "brainstorming" comprende sia l'insieme delle fasi sia l'insieme delle regole (che non starò certo ad elencare qui) da rispettare, affinché l'applicazione di questa tecnica offra buoni risultati.

Cordialmente
Ines Desideri

Sebastiano Belleggia ha detto...

Egregio dottor Raso,
concordo pienamente con lei riguardo l'uso di barbarismi nella lingua italiana come in qualsiasi altra lingua, che deve essere un tessuto fonico e logico il più possibile coerente. Le lingue, è vero, evolvono, ma questa evoluzione passa attraverso l'adattamento, altrimenti sarà pura sopraffazione di una cultura sulle altre e non certo una forma di rispetto per una lingua diversa (mi riferisco a quanto sostenuto da Ines Desideri). I termini stranieri possono solo essere provvisori, ma al minimo accenno di un termine italiano possibile, questo andrebbe adottato, anche se un poco impreciso, poichè l'evoluzione della lingua porterà poi inevitabilmente al conio di altri lemmi più adeguati.
Cordiali saluti
Sebastiano Belleggia

Fausto Raso ha detto...

Gentilissima Ines, grazie di cuore per la precisazione. C'è sempre da imparare.
Un ossequio
FR

Ines Desideri ha detto...

Vorrei precisare - qualora non fossi stata sufficientemente chiara - che "il doveroso rispetto delle culture e delle lingue diverse dalla nostra" è riferito unicamente all'uso del termine spregiativo "barbarismi".

Il saggio da me citato ("L'immaginazione creativa" di Osborn) fu tradotto in lingua italiana, per la prima volta, nel 1967: da allora sono trascorsi quasi cinquant'anni.
E oggi siamo qui a interrogarci e a disquisire sul possibile corrispettivo italiano di un vocabolo introdotto nella nostra lingua cinquant'anni fa...

Grazie a lei per l'ospitalità, caro dottor Raso.
Ines Desideri