Lo spartista, la figura silenziosa che rende possibile l’armonia di un’intera orchestra
La chiusura del Festival della canzone italiana ci ha fatto venire alla mente una figura professionale – il cui compito è centrale per tutto l’apparato orchestrale – ma senza un nome specifico e, quindi, non a lemma nei vocabolari: lo spartista. Chi è costui? Procediamo con ordine.
Il termine è limpido, immediato, costruito con la stessa logica di molte professioni tecniche: indica con precisione chi opera sugli spartiti, evitando definizioni generiche come “archivista musicale” o “assistente di produzione”. Ma soprattutto restituisce identità a un ruolo che, dietro le quinte, tiene insieme l’intero lavoro dell’orchestra.
Lo spartista non si limita a consegnare le partiture. Il suo compito inizia molto prima e finisce molto dopo l’esecuzione. Gestisce la libreria musicale, cataloga e conserva il materiale, controlla che ogni parte sia completa e leggibile. Prepara i leggii distribuendo le sezioni corrette - violino I, violoncello, trombe, percussioni - e verifica che non manchino pagine, segni di direzione o annotazioni utili ai musicisti. Al termine di prove e concerti raccoglie tutto, evitando dispersioni che rallenterebbero il lavoro dell’orchestra e comprometterebbero l’archivio.
È un lavoro di precisione, metodo e memoria, che richiede familiarità con la struttura orchestrale e con le esigenze di chi suona. In un contesto complesso come Sanremo, dove ogni brano ha arrangiamenti specifici e tempi serrati, la presenza dello spartista diventa un elemento di stabilità: un punto fermo che permette all’orchestra di concentrarsi solo sulla musica.
Accogliere e diffondere il termine spartista significa riconoscere questa professionalità. Significa dare un nome chiaro a un mestiere che esiste da sempre ma che spesso rimane nell’ombra, pur essendo essenziale per la qualità e la fluidità di ogni esecuzione dal vivo.
Invitiamo, per tanto, i critici musicali a prendere in considerazione la neoformazione “divulgandola” con i loro articoli al fine di renderla condivisa perché possa suscitare l’attenzione dei lessicografi che, inevitabilmente, dovranno lemmatizzarla nei vocabolari.
Eventuale lemmatizzazione:
spartista s.m. e f. [der. di spartito con il suff. -ista]. 1. Nell’ambito orchestrale e teatrale, addetto alla gestione, preparazione e distribuzione degli spartiti musicali destinati ai singoli esecutori. Cura la catalogazione del materiale, verifica la completezza e leggibilità delle parti, predispone i leggii per sezioni e raccoglie le partiture al termine di prove ed esecuzioni. 2. Per estensione, responsabile della libreria musicale di un’orchestra o di un ente lirico.
◆ È uno spartista scrupoloso: prima di ogni prova controlla che nessuna parte manchi o sia illeggibile.
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Ha, verbo e interiezione
Il sintagma “ha” – contrariamente a quanto si creda – non è solo la terza persona singolare del presente indicativo del verbo avere è anche un’interiezione per indicare stupore o ironia o per ripetere il suono di una risata. Si veda qui, qui e qui (e altri vocabolari).
(Le immagini sono riprese dalla Rete, di dominio pubblico, quindi. Se víolano i diritti d'autore scrivetemi; saranno prontamente rimosse: fauras@iol.it)

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