mercoledì 4 marzo 2026

Il verbo migliorare e lo strafalcione del “sempre più”

 

Il verbo migliorare, appartenente alla prima coniugazione, condivide la stessa radice dell’aggettivo migliore. Questa relazione non è solo etimologica ma anche... logica: come non è corretto dire più migliore, allo stesso modo risulta scorretto dire migliora sempre più quando si vuole semplicemente indicare che qualcosa va meglio.

L’aggettivo migliore è già un comparativo di maggioranza e non tollera ulteriori intensificazioni comparative. Il sintagma verbale migliorare (da migliore) significa per tanto “diventare migliore”, quindi contiene già in sé l’idea di un progresso, di un passaggio a uno stato superiore. Aggiungere sempre più equivale a introdurre un secondo comparativo, creando un effetto ridondante e privo di logica. In pratica, migliora sempre più corrisponde concettualmente a diventa sempre più migliore, una costruzione che, se resa esplicita, mostra immediatamente la sua incoerenza oltre che l’agrammaticalità.

L’uso di sempre più accostato a migliorare è dunque uno strafalcione: un’aggiunta pleonastica che non rafforza il significato, ma lo appesantisce e lo distorce. La lingua italiana offre alternative corrette e limpide per esprimere un miglioramento progressivo senza violare la logica del comparativo. Si leggono spesso nelle cronache giornalistiche frasi tipo “ le condizioni del giovane, ricoverato in ospedale, migliorano sempre più”. Correttamente si deve dire che “le condizioni del giovane continuano a migliorare”, oppure che “le condizioni del giovane sono in continuo miglioramento”. In tutte queste forme, l’idea di crescita o continuità è espressa con precisione, senza duplicazioni concettuali.

Molte espressioni entrano nell’uso comune per imitazione, e “migliorare sempre più” è una di queste: suona enfatica, ma è solo un accumulo improprio, per non dire errato, di elementi che dicono la stessa cosa. Curare la lingua significa evitare i doppioni, rispettare la logica interna delle parole e scegliere forme coerenti e pulite.



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