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martedì 21 giugno 2016

Lo spilorcio

Pregiatissimo dr Raso,
le sarei veramente grato se potesse darmi qualche notizia sull'origine di "spilorcio" che, come si sa, significa avaro. Tutti i vocabolari consultati concordano: di etimo incerto. Seguo sempre le sue "noterelle" dalle quali apprendo "cose linguistiche" che - come spesso lei fa notare - non sono riportate nei testi di lingua. Il suo lavoro, quindi, è encomiabile. Grazie se prenderà in considerazione la mia richiesta. Cordiali saluti
 Ottaviano S.
Carbonia

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Cortese Ottaviano, effettivamente l' "origine etimologica" di spilorcio è quanto mai incerta, se non sconosciuta. Ecco quanto si può leggere nel dizionario etimologico di Ottorino Pianigiani.
E quanto riportano le note linguistiche al "Malmantile racquistato" (un poema burlesco, ndr): «Spilorceria: sordidezza, avarizia. (È probabile che) questa parola venga da "pilorci", che i pellicciai chiamano quei ritagli di pelle, che, non essendo buoni a mettere un'opera, gli riducono in spazzatura, la quale poi vendono per governare i terreni».

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Riguardo "a" qualcosa o riguardo qualcosa? Senza dubbio, riguardo "a". Si veda qui (Crusca).

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Si può accostare il lemma "spilorcio" anche ad affetto? Es."Spilorcio d'affetti"? Grazie

Fausto Raso ha detto...

Caro anonimo,
perché no? quale "legge linguistica" lo proibisce?

Anonimo ha detto...

Ha mai sentito dire che alla base di tutto c'è la legge di causa-effetto? Crei la causa e ne segue un effetto: metti il seme nella terra e germoglierà.
(Gratis non Caro)