Evento linguistico
In occasione degli US Open 2026, il torneo di tennis che si sta svolgendo a New York, il tennista italiano Flavio Cobolli, dopo la vittoria al secondo turno contro l’australiano Tristane Schoolkate, risponde alle domande dell’intervistatrice di SuperTennisTv del 4 settembre 2026.
Intervistatrice: «Senti Flavio, hai parlato di come stai cercando un po’ più di calma in campo, con un approccio diverso. Ci stai riuscendo? Se sì, in che momenti ti stai aiutando …
Cobolli: «Ehm Non credo proprio. Sono più matto di prima, però … è una mattaggine … pura! Quindi io non ce l’ho mai con l’avversario, ce l’ho sempre con me stesso, sto cercando di essere un po’ più calmo, è vero, però quando c’è la competizione per me è difficile essere … controllarmi, diciamo, … quindi piano piano ce la farò e sicuramente mi darà tanti risultati …».
Che cos’è la mattaggine?
Il tennista romano, parlando del proprio carattere, con una notevole dose di autoironia, usa la parola mattaggine, una condizione emotiva che spesso gli fa perdere la calma e l’autocontrollo, lo fa imprecare contro se stesso, condizionando spesso negativamente, ma per sua fortuna non questa volta, l’esito della partita. La mattaggine è dunque ‘la condizione dell’essere matto’.
Mattaggine è una neoformazione?
Compulsando alcuni dizionari cartacei (De Mauro 2000, Devoto-Oli 2010, Zingarelli 2022) e in rete (Treccani, GDLI), ci si rende conto che la nostra forma non viene registrata. Nemmeno la lessicografia ottocentesca (e.g. il Vocabolario universale italiano, compilato dalla Società tipografica Tramater, 7 voll., Napoli 1829-1840) conosce mattaggine. Data questa assenza, si potrebbe dunque dedurre che la nostra voce sia a) una neoformazione, cioè una parola composta o derivata, introdotta in una lingua in una fase recente della sua storia, oppure b) un prestito proveniente da qualche dialetto italiano, o ancora c) un occasionalismo, una parola, cioè, creata sul momento dal giocatore.
Mattaggine nelle fonti non lessicografiche
Per verificare le ipotesi formulate, abbiamo consultato la rete. La ricerca su google ci conferma la presenza della voce nei socialmedia (facebook, Instagram, Youtube), alcuni dei quali attingono alla stessa intervista, mentre altri testimoniano usi precedenti, anche se recenti, di mattaggine, come il seguente del 22 luglio 2023, tratto dal commento di un utente alla pagina fb Una parola al giorno:
« I dise a Venessia, negli intervalli tra una voga longa e una voga corta, che la pazzia o la mattaggine è parte integrante dei microcircuiti delle sinapsi di tutti quelli che hanno una testa. e quindi tutti siamo pazzi, pazzoidi o matti, perchè per perdere la testa, bisogna averne una.»
Molto più interessanti, ancorché numerose, sono le attestazioni di mattaggine su Google libri – Ricerca avanzata.
La più antica attestazione risale al XVI secolo (Diego De Estella, Tratado/Libro de la vanidad del mundo, 1575, tradotto in toscano da Pietro Bonfanto col titolo Dispregio della vanità del mondo, Firenze 1581, 2 voll.):
«Et il Savio dice, che il matto hà per gaudio la mattaggine» (vol. 1, p. 301).
Nel XVIII sec. la nostra voce appare in un trattato medico (Niccolò Graniti, Dell’antica, e moderna medicina teorica, e pratica meccanicamente illustrata, Venezia 1739, I, p. 354):
«Sintomi vicendevoli coi morbi
Languidezza e mollezza delle parti solide ne’ putti Rachitide o sia segno di scimunita mattaggine».
Ancora in ambito medico, la voce ritorna in un trattato del 1857 (Riforma medica in conciliazione colla omiopatia, trad. T. P. Rossetti, Milano, p. 11): «Non pertanto queste parole austere non sono vendicative, ma sibbene la conseguenza d’una convinzione ferma che il miglior modo di far ravvedere i pazzi sta nel far sorbir loro il calice intiero degli effetti amari della loro mattaggine».
Del 1858 è una lettera alla rivista L’uomo di pietra, giornale letterario, umoristico-critico con caricature, firmata «Ignorantino» (pp. 278-279): «Montebaldo sta sempre dove stava in illo tempore, e l’aria che ci manda è sempre la rinomata dell’allegria, dello spirito, et aliquando della mattaggine».
Nel secolo successivo, il critico d’arte Francesco Sapori così scrive (La tredicesima esposizione d’arte a Venezia, 1922, in «Emporium», vol. LV, p. 84.): «In questi sei bozzetti a olio di non grandi dimensioni, egli trascrive degli appunti e ricordi della sua residenza a Venezia, nei quali s’insinua una esotica mattaggine parigina».
Negli anni 2000, infine, Maura Del Serra, poetessa, drammaturga e traduttrice, usa la nostra forma nella traduzione del Timone d’Atene (The Life of Timons of Athens) di William Shakespeare (Shakespeare. Tutto il teatro, 2012):
«BUFFONE: E tu non sei del tutto savio. Tanta mattaggine ho io, quanta intelligenza manca a te».
Formazione di mattaggine
La ricerca sugli usi passati e presenti di mattaggine dimostra dunque che la nostra voce ha una storia abbastanza lunga, che risale almeno al XVI secolo, ed è stata impiegata in vari ambiti, da quello mistico-religioso, a quello medico-scientifico, a quello letterario. Dal punto di vista morfologico si tratta di un derivato dell’agg. matto col suff. -àggine, che si aggiunge produttivamente ad aggettivi, e meno frequentemente a sostantivi, per formare sostantivi femminili indicanti qualità, condizioni considerate negative, riferite spec. a persone; a volte indica un atto manifestante queste qualità: spiritosaggine, stupidaggine (De Mauro 2000). Solo un caso dunque il vuoto lessicografico relativo a questa forma, in quanto si tratta di una parola costruita non dopo il XVI secolo, secondo le regole di formazione, come cocciutaggine (1830), testardaggine (1879), tetraggine (1781) ecc.
Etimo di -àggine
Alla base di -àggine vi è il lat. -aginem (< -ago, -aginis), suffisso nominale utilizzato soprattutto per formare sostantivi femminili della terza declinazione, con funzione di somiglianza o derivazione (imaginem, voraginem, plantaginem). Forma inoltre nomi di piante medicinali (tussilaginem), condizioni mediche o conformazioni anatomiche (cartilaginem).
Sommario
Evento linguistico
Che cos’è la mattaggine?
Mattaggine è una neoformazione?
Mattaggine nelle fonti non lessicografiche
Formazione di mattaggine
Etimo di -àggine
(Alcune immagini sono state reperite in Rete. Se violassero diritti d’autore, vi prego di segnalarmelo: saranno prontamente rimosse: fauras@iol.it)

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