venerdì 4 settembre 2026

Sgroi – 226 - Reazioni dinanzi al “Se + condizionale” (bi-affermativo)

 


di Salvatore Claudio Sgroi


La lettura del precedente intervento n. 225 “Se + condizionale o congiuntivo?” del primo settembre ha suscitato varie reazioni da parte di amici e colleghi.


1. Tra tacito assenso ed esplicito consenso

Un tacito assenso con un “grazie” è venuto da parte di 13 linguisti. Un esplicito consenso è stato dichiarato da 10 colleghi e da un non-linguista:

(i) Impeccabile. La riformulazione finale taglia la testa al toro!”

(ii) “Totalmente d'accordo. Analisi perfetta”.

(iii) “Le pieghe della grammatica italiana, che si mostra sempre flessibile. Ben ha titolato Michele Prandi il suo bel libro: Regole e scelte”.

(iv) “Concordo. Però l'affermazione avrebbe potuto venire formulata in modo più elegante"; ricorda anche che “una frase del genere l'aveva detta Lilli Gruber”, ma senza citarla.

(v) “Uno di quei casi tipici che fanno accapigliare tante persone formate rigidamente dalla ‘grammatica sommersa’ della scuola”.

(vi) “Argomento molto interessante, ma non facile da spiegare a studenti dei primi due anni del liceo (a cui si indirizzano le grammatiche scolastiche)”.

(vii) “Molto interessante!”.

(viii) “Ero certo che saresti intervenuto/intervenivi su questa questione agostana su cui i soliti maestrini social hanno ancora una volta perso un'occasione per tacere o parlare d'altro”.

(ix) “Non avevo dubbi che saresti opportunamente intervenuto”.

(x) “Quanto al contributo di oggi, ci manca solo che ti stimolino: il blog di Raso scoppierà…”

(xi) Non-linguista: “Ottimo e abbondante!”.


2. Un oppositore

Contraria alla nostra ipotesi è stata la reazione di un letterato:

Risposta cornuta, ma non contraddittoria: l’argomentazione della difesa regge benissimo, ma testimonierò a favore dell’accusa. La moglie di Cesare deve essere superiore ecc. Sento però il dovere di aggiungere che l’errore può scappare a tutti, tanto più nel similparlato in oggetto”.


3. Un convertito?

La risposta, si direbbe, di un “convertito” è stata quella di un non-linguista:

Caro Salvatore, il mio commento è: non avrei mai usato il condizionale a inizio della frase! e me ne guardo bene dal farlo in avvenire. Resta solo che i seguaci della destra fascista sfascino anche la grammatica, argomentando sull'eccezione pur di darsi mala ragione! Saluti”.

Mia risposta: “ma tu non diresti: Se verrebbe non lo so?”

Replica: “No! Mi sentirei abitante di Librino o San Cristoforo. Direi: Non lo so se viene; se viene non lo so. La frase dubitativa è più elegante senza il condizionale”.

Seconda mia risposta: “Se ci rifletti un momento, c'è in realtà una differenza di significato tra Non lo so se viene-se verrà-se verrebbe. Come c'è una differenza di significato tra: (i) Viene (ora) presente, (ii) Verrà (dopo) futuro e (iii) Verrebbe ipotetico-potenziale”.

Seconda replica: “Concordo. Preferirei: Non lo so se verrebbe, viste le condizioni....(l'ipotetico-potenziale presume una spiegazione)”.


4. Un linguista scettico

Scettica la risposta di un collega:

caro Salvatore, sarà un costrutto bi-affermativo ma la Tortora non lo sapeva e le è sfuggito al posto del congiuntivo. Personalmente penso volesse scrivere o ‘Se Ranucci andasse a cena con Riina allora la Colosimo potrebbe fare una foto con Ciavardini e non scatenare la tempesta’, oppure ‘Se Ranucci va a cena con Riina allora la Colosimo può fare una foto con Ciavardini e non scatenare la tempesta. La costruzione se + il condizionale non la riesco a digerire, sarò perché sono del Nord”.

Mio primo commento:

Certamente, la Tortora non sapeva che è un ‘costrutto bi-affermativo’, ma lei non è linguista (grammatica esplicita). Quando tu introduci il cong. trasformi il costrutto bi-affermativo, in un periodo ipotetico (dell’impossibilità, visto che Riina è morto). Ma non si tratta di un periodo ipotetico perché non c’è un rapporto di premessa e conseguenza, in quanto i due eventi sono semplicemente accostati”.

Prima replica del collega:


Chi dice che sono solo accostati? Io non ne sono convinto. Ci vedo il periodo ipotetico dell'impossibilità. È un modo per giustificare a tutti costi il condizionale dopo se”.

Mio secondo commento:

Con la mia ipotesi sottintendendo ‘è vero che la frase è accettabile:

(i) (a) ‘Se [È VERO CHE] Ranucci andrebbe a cena con Totò Riina + (b) la Colosimo allora può fare una foto con Ciavardini’,

(ii) (a) ‘Se [È VERO CHE] Ranucci andrebbe a cena con Totò Riina + (b) la Colosimo allora potrebbe fare una foto con Ciavardini’,

Non c’è un rapporto ‘a) condizione – b) conseguenza’ tra i due eventi e quindi si tratta di costrutto bi-affermativo.

La tua spiegazione con l’hp del periodo ipotetico lascia perplessi perché non si capisce quale sia il rapporto ‘a) condizione – b) conseguenza’ tra i due eventi:

(iii) Periodo ipotetico di 3° tipo, misto: ??? (a) ‘Se Ranucci andasse a cena con Totò Riina [ma è impossibile perché Riina è morto], + (b) la Colosimo allora può fare una foto con Ciavardini’.

(iv) Periodo ipotetico di 3° tipo col doppio condiz. popolareggiante:??? (a) ‘Se Ranucci andrebbe a cena con Totò Riina, (b) la Colosimo allora potrebbe fare una foto con Ciavardini’.

Con la tua ipotesi è impossibile sottintendere ‘è vero che’:

(iii) periodo ipotetico di 3° tipo, misto: ***’Se [È VERO CHE] Ranucci andasse a cena con Toto' Rina, la Colosimo allora può fare una foto con Ciavardini’.

(iv) periodo ipotetico di 3° tipo: *** ‘Se [È VERO CHE] Ranucci andasse a cena con Toto' Rina, allora la Colosimo allora potrebbe fare una foto con Ciavardini’.

Seconda replica del collega:

Sono commosso dalle tue cure nello spiegare. Ovviamente con ‘è vero che’ il se non regge un condizionale ma un indicativo e funziona; non funziona con la condizione ‘che sia vero’: siccome RIINA È MORTO non può esser vero. Perciò tu dici che non è un periodo ipotetico e non c'è rapporto di condizione e conseguenza.

Ma se andasse a cena con qualche mafioso vivo la possibilità ci sarebbe e quindi potrebbe essere un periodo ipotetico con ‘se+condizionale’ che a te va comunque bene? O anche in quel caso vedi solo l'accostamento bi-affermativo?”

Mio terzo commento:

Se il mafioso è vivente il periodo ipotetico è quello della possibilità, per il resto non cambia niente:

(i) (a) ‘Se [È VERO CHE] Ranucci andrebbe a cena con un mafioso + (b) la Colosimo allora può fare una foto con Ciavardini’, costrutto bi-affermativo.

(ii) (a) ‘Se [È VERO CHE] Ranucci andrebbe a cena con un mafioso + (b) la Colosimo allora potrebbe fare una foto con Ciavardini’, costrutto bi-affermativo.

(iii) periodo ipotetico di 2° tipo, della possibilità, misto: *** ‘Se [È VERO CHE] Ranucci andasse a cena con un mafioso, la Colosimo allora può fare una foto con Ciavardini’.

(iv) periodo ipotetico di 2° tipo della possibilità: *** ‘Se [È VERO CHE] Ranucci andasse a cena con un mafioso, la Colosimo allora potrebbe fare una foto con Ciavardini’.

(v) (a) ***‘Se [SIA VERO CHE] Ranucci andrebbe a cena con un mafioso + (b) la Colosimo allora può fare una foto con Ciavardini.

Per te resta difficile riconoscere che tra (a) e (b) c'è solo un parallelismo e non un rapporto di causa-effetto. – ‘Se io sono siciliano (e lo sono), tu sei settentrionale (e lo sei)’; Se (è vero che) io sarei siciliano, tu sei/saresti piemontese’”. CIAO.

Sommario

1. Tra tacito assenso ed esplicito consenso

2. Un oppositore

3. Un convertito?

4. Un linguista scettico




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