di Salvatore Claudio Sgroi
1. Evento (bisettimanale) televisivo
Nel corso della trasmissione di RAI Unomattina in famiglia, di domenica 15 marzo 8h40, un ascoltatore tarantino ha espresso un dubbio che lo assilla da parecchio tempo se bisogna dire (i) “Non so se ti faccia piacere andare via” oppure (ii) “Non so se ti farebbe piacere andare via”, probabilmente perché il “se col condizionale” è sempre sospetto, richiamando il periodo ipotetico col doppio condizionale (se potrei lo farei), pan-italiano, ma di matrice popolare.
2. E l’uso con l’indicativo?
Il presidente della Crusca, a cui è stato posto il quesito, Paolo D’Achille, titolare della rubrica “Pronto Soccorso Linguistico”, ha ricordato opportunamente che “nel parlato” esiste anche la possibilità di dire nell’interrogativa indiretta, ovvero nella dubitativa, (iii) “Non so se ti fa piacere andare via” con l’indicativo anziché col congiuntivo (i) “Non so se ti faccia piacere andare via”, certamente da preferire nello “scritto accurato”.
3. Congiuntivo (indicativo) o condizionale?
Il quesito dell’ascoltatore è invero assai interessante. Una risposta di Luca Serianni era stata pubblicata su La Crusca per voi n. 31 (ottobre 2005). E poi in “La Crusca risponde” del 12 maggio 2009.
Il fatto che un parlante si ponga un dilemma linguistico è quasi sempre indizio che le due forme alternative sono corrette, e il problema reale è cercare di individuare, se esiste, una qualche differenza semantica.
A giudizio di D’Achille, il condizionale si usa in una interrogativa diretta (il che è vero) “Ti farebbe piacere andare via?” e quindi è più corretto dire (i, iii) Non so se ti faccia (o anche: fa) piacere andare via.
4. Dipendente al Congiuntivo (indicativo) e al Condizionale con significati diversi
I due costrutti con l’interrogativa indiretta, ovvero con la dubitativa, -- (i) “Non so se ti faccia piacere andare via” e (ii) “Non so se ti farebbe piacere andare via” – sono invero da me percepiti istintivamente con una differenza semantica.
Per un parlante è chiara la differenza tra “ho piacere” (presente) vs “avrò piacere” (futuro) vs “avrei piacere” (condizionale-potenziale).
Narratologicamente, potrei allora affermare che la voce narrante omo-diegetica, avanza l’ipotesi -- col congiuntivo (i) “Non so se ti faccia piacere andare via” -- che l’interlocutore ponga come reale la sensazione del ‘piacere di andar via’ (“ti fa piacere andar via?”), mentre col condizionale, modo potenziale, (ii) “Non so se ti farebbe piacere andare via”, ipotizza che potrebbe avere la sensazione del ‘piacere di andar via’ (“ti farebbe piacere andar via?”).
Sommario
1. Evento (bisettimanale) televisivo
2. E l’uso con l’indicativo?
3. Congiuntivo (indicativo) o condizionale?
4. Dipendente al Congiuntivo (indicativo) e al Condizionale con significati diversi
Altre pubblicazioni di Salvatore Claudio Sgroi:
Per una grammatica ‘laica’. Esercizi di analisi linguistica dalla parte del parlante, Torino, Utet 2010
Scrivere per gli italiani nell'Italia post-unitaria, Firenze, Cesati 2013
Dove va il congiuntivo? Ovvero il congiuntivo da nove punti di vista, Torino, Utet 2013
Il linguaggio di Papa Francesco. Analisi, creatività e norme grammaticali, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana 2016
Maestri della linguistica otto-novecentesca, Alessandria, Edizioni dell'Orso 2017
Maestri della linguistica italiana, Alessandria, Edizioni dell'Orso 2017
Saggi di grammatica 'laica', Alessandria, Edizioni dell'Orso 2018
(As)saggi di grammatica 'laica', Alessandria, Edizioni dell'Orso 2018
Gli Errori ovvero le Verità nascoste, Palermo, CSFLS 2019
Dal Coronavirus al Covid-19. Storia di un lessico virale, Alessandria, Edizioni dell'Orso 2020
Saggi scelti di morfologia lessicale, Roma, Il Calamo 2021 [ma 2022]
Saggi di morfologia teorica e applicata, Roma, Il Calamo 2021 [ma 2022]
La lingua italiana del terzo millennio tra regole norme ed errori, pres. di Claudio Marazzini, Torino, UTET, 2024
Il Papa è infallibile. Lo dice la grammatica, pres. di Francesco Coniglione, Firenze, Accademia della Crusca 2025

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