venerdì 20 settembre 2019

Concordare...

Ciò che stiamo per scrivere - siamo certi - non avrà l'imprimatur di qualche cosí detto linguista d'assalto se si dovesse imbattere in questo sito. Ma tant'è. Intendiamo parlare del pronome "ognuno" e del verbo "concordare".
     «Ognuna delle sue parole avrà un peso non indifferente sull'opinione pubblica, anche se non concordo con quanto detto dal ministro». Queste parole pronunciate da una "firma" del giornalismo in un "salotto televisivo" ci hanno fatto sobbalzare sulla poltrona. Perché?, vi chiederete. È presto detto.
      "Ognuna" è il femminile del pronome ognuno, che significa "ogni persona", "ogni uomo", non si può riferire, quindi - a nostro modo di vedere -  a una cosa. Le parole sono persone?  Non crediamo proprio. "Ognuna delle parole", se non proprio un errore ci sembra, dunque, un uso improprio del pronome che, alla bisogna, può essere sostituito con "ciascuna": ciascuna delle sue parole. Ciascuna, oltre tutto, al contrario di ognuna, avendo un valore distributivo distingue maggiormente ogni singola unità: ciascuna parola, vale a dire "parola per parola" esaminata singolarmente.
     E veniamo al verbo concordare, altro "errore" o uso improprio. Questo verbo, dunque,  può essere tanto transitivo quanto intransitivo. Nel primo caso ha i significati di: “stabilire una cosa di comune intesa” e “riuscire a mettere d’accordo persone che sono tra loro in dissidio o in urto”, quindi  “comporre divergenze”, “superare contrasti” e simili:  dopo lunghe trattative le varie fazioni hanno concordato un periodo di tregua; Giovanni e Mario hanno finalmente concordato un comune piano d’azione.
      Nel secondo caso assume il significato di coincidere: le tue idee concordano, vale a dire coincidono con le mie. In questo esempio il verbo concordare è costruito in modo corretto con la preposizione con. Quando, però, il predetto verbo sta per “convenire”, “essere d’accordo” si deve costruire con la preposizione (semplice o articolata) su: concordo con te su quanto hai detto, sono, cioè, d’accordo con te sulle tue idee. Si è d’accordo (si concorda), insomma, su una cosa, non con una cosa. Quest’ultima preposizione si adopera esclusivamente con le persone: concordo con Luigi su quanto ha esposto.     

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Seenne o seienne?

Anche in questo caso ci attireremo gli strali dei "linguisti doc" (sempre che  si imbattano in questo sito) perché condanniamo la grafia "seienne", ritenuta corretta da buona parte dei vocabolari dell'uso. "-enne", leggiamo dal Devoto-Oli, designa il «secondo elemento di composti formati modernamente, nei quali indica l'età specificata quantitativamente in anni dal primo elemento. Dal latino –ennis di (bi)ennis, (dec)ennis e simili».
    Questo elemento si aggiunge al numero cardinale togliendo la vocale finale: ottantaquattro, ottantaquattr> enne, ottantaquattrenne; sedici, sedic>enne, sedicenne; cinquantacinque, cinquantacinqu>enne, cinquantacinquenne, sei, se>enne, seenne.
 Non si capisce, dunque, perché tutti (?) i vocabolari dell'uso "consentano" il mantenimento della vocale finale "-i" in seienne e in tutti i composti (cinquantaseienne, ottantaseienne ecc.).

 
 
 
 
 
 

 


 
 


   

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