lunedì 28 ottobre 2013

«Taglio cesareo»

L’«antistupro grammaticale» è proprio allergico al suo inventore. Ecco altre due perle dopo il “se  ne si potesse”:
«Il  parto cesareo si chiama così perché si racconta che la prima a subirlo fu la madre di Giulio Cesare.
Questo magari potevi anche non saperlo, in fondo si tratta solo di una curiosità.
Se però mi scrivi “cesario”, il parto te lo faccio fare al contrario. Taglio cesareo incluso».
La madre di Giulio Cesare non ha nulla che vedere con il parto cesareo. Cesareo viene dal latino “caedere”, che significa tagliare (in questo tipo di parto si “taglia” una sezione dell’utero). Quanto a “taglio cesareo”, anche se di uso corrente, non è corretto perché come  abbiamo visto cesareo significa di per sé taglio. Dire, quindi, taglio cesareo è come dire “taglio taglio”.
Chi è interessato agli "Antistupri grammaticali" può cliccare qui.

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Alcuni amici hanno "accusato" il sottoscritto di essere caduto in una ripetizione là dove scrive «... si taglia una sezione dell'utero», sostenendo che sezione vale "incisione". È vero, sezione ha anche questo significato, ma nel caso specifico sta per "parte" (una sezione dell'utero, cioè una parte dell'utero).


1 commento:

Anonimo ha detto...

L'editore di Monaco ha pubblicato il libro intitolato “Ogni terza donna”. La scrittrice, ha dedicato il libro a tutti i bambini stellati e ai loro genitori.
I bambini stellati in Germania vengono chiamati mai nati, quelli che sono morti durante il parto o quelli che sono deceduti poco dopo la loro nascita. Nel suo libro, la scrittrice dà voce alle donne che hanno perso i loro figli non ancora nati, ma non hanno rinunciato a una gravidanza con lieto fine, e anche al uomo che è sopravvissuto al dolore della interruzione della gravidanza della sua dolce meta. Queste storie dimostrano: coloro che hanno vissuto un trauma psicologico così grave dovrebbero assolutamente lavorarci su e non essere lasciati nella solitudine con il problema.
La stessa scrittrice ha affrontato un problema simile ai suoi tempi. – “Mi dispiace signora, ma non sento più il battito cardiaco del feto”, la stessa è rimasta senza parole dopo le fatidiche parole del medico durante uno dei suoi controlli di routine. Come ammette l’autrice del libro, non aveva mai vissuto un tale shock.
Gli specialisti della clinica di medicina riproduttiva del prof. Feskov hanno a che fare con storie simili ogni giorno e sanno quanto sia importante il sostegno per le famiglie che lo attraversano. Sono sempre pronti ad offrire soluzioni per coloro che sognano di diventare genitori.