lunedì 10 giugno 2024

Lettera aperta dei verbi Decollare e Atterrare


P
regiatissimo Direttore del portale,

voglia cortesemente pubblicare questa lettera aperta indirizzata a tutti coloro che amano la lingua di Dante e di Manzoni e desiderano, pertanto, “usarla” correttamente. Siamo due cugini di primo grado, Decollare e Atterrare, e molto spesso, per non dire sempre, veniamo violentati dai nostri fruitori perché ci adoperano in modo errato. Abbiamo deciso, quindi, di fare chiarezza, una volta per tutte, sul nostro uso ortodosso, con questa lettera aperta che, siamo certi, lei cortesemente pubblicherà. 

Cominciamo con Decollare.

Posso essere sia transitivo sia intransitivo, ma con accezioni diverse. Sono transitivo, e nei tempi composti posso prendere ambi (sic!) gli ausiliari quando sto per “staccare il collo”, cioè decapitare: i vandali hanno decollato tutte le statue dei giardini pubblici; le statue dei giardini pubblici sono tutte decollate. Sono intransitivo e nei tempi composti richiedo tassativamente l’ausiliare avere (come tutti i verbi che indicano un moto fine a sé stesso) quando assumo il significato di “prendere il volo”. In questo caso vengo dal gallico “décoller” (‘dé-’, prefisso di allontanamento, separazione e ‘coller’, incollare). Quando un aereo decolla “stacca (allontana) la colla dalla terra” – in senso figurato, ovviamente – e prende il volo. Correttamente, quindi, diremo che l’aereo ha decollato alle 18.30.

E veniamo ad Atterrare. 

Io, come mio cugino Decollare, posso essere tanto transitivo quanto intransitivo, con le accezioni di “gettare a terra” e “posare a terra”. Nella prima accezione posso prendere entrambi gli ausiliari: Giulio ha atterrato il suo assalitore; l’assalitore è atterrato da Giulio. Nel significato di “posare a terra”, soprattutto riferito a un velivolo, prendo l’ausiliare avere: l’aereo ha atterrato in perfetto orario. Alcuni vocabolari ammettono entrambi gli ausiliari (l’aereo ha/è atterrato). Ma io preferisco (e ho la benedizione di molti lessicografi) l’ausiliare essere solo se riferito a persone: siamo atterrati regolarmente.

Grazie, Direttore, della sua ospitalità e un cortese saluto a lei e a tutti coloro che avranno la bontà di leggerci.

Decollare e Atterrare


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La lingua “biforcuta” della stampa

MILANO

Impagnatiello, torna a parlare in aula il femminicida di Giulia Tramontano. Sarà scontro sulle sue condizioni mentali

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Correttamente: l’omicida (meglio assassino o uccisore). In lingua esiste femminicidio ma non femminicida. 


















(Le immagini sono riprese dalla Rete, di dominio pubblico, quindi. Se víolano i diritti d'autore scrivetemi; saranno prontamente rimosse: fauras@iol.it)

1 commento:

Anonimo ha detto...

Prego.mo Dott. Raso, Le è sfuggita una bella Chicca dei 'giornalisti' di alcune emittenti televisive secondo i quali 40 anni orsono ci fu lo sbarco in Lombardia.