venerdì 25 marzo 2022

Studentessa, sí; 'cantantessa', no. Perché?

 


Riteniamo opportuno fare un po' di chiarezza sui nomi così detti di genere comune; quei nomi, cioè, che hanno un'unica desinenza tanto per il maschile quanto per il femminile. Come si riconosce, dunque, il loro sesso? La mascolinità o la femminilità da cosa è data?

Isesso, in questi casi, si riconosce dall'articolo o dall'aggettivo che li accompagna: ho conosciuto tua nipote; è un cantante che va per la maggiore. Nipote e cantante, come si vede chiaramente, hanno la medesima desinenza sia per il maschile sia per il femminile: abbiamo riconosciuto il loro sesso dall'aggettivo e dall'articolo che li precedono.


Appartengono, dunque, ai nomi di genere comune (vale a dire sia maschile sia femminile):
a) tutti i participi presenti con valore di sostantivo (cantantequestuante; tra questi metteremmo anche lo studente e la studente, anche se comunemente si preferisce – con l'avallo dei sacri testi – la forma 'errata' studentessa; per analogia dovremmo avere, quindi, cantantessa*);
b) gran parte dei sostantivi in  e (nipotepreside, il vigile, la vigile; da evitare, in proposito, vigilessa: non c'è alcun motivo che giustifichi tale femminilizzazione, anche se comunemente in uso);
c) i sostantivi terminanti in  -ista (pianistaspecialista);
d) i sostantivi di origine greca in  -iatra (pediatraodontoiatra, ma, attenzione archiatro, meglio di archiatra, derivando il termine da 'iatròs', medico);
e) i sostantivi di provenienza latina terminanti in  -cida (suicida, parricida);
f) alcuni sostantivi in  -a, come collega, atleta;
g) i nomi terminanti in  -ante cui, però, non corrisponda una radice verbale, come, per esempio, negoziante (che non viene dal verbo negoziare, ma da negozio) e birbante (che non proviene dal verbo birbare che è inesistente).


Per concludere due parole sul parricida. Questo sostantivo – contrariamente a quanto si pensi – si riferisce non solo a chi uccide il proprio padre, ma anche a chi uccide un ascendente o un discendente (un parente stretto): lo stesso padre che uccide il figlio è un parricida.

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* Cantantessa si trova, comunque, in numerose pubblicazioni.


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Orripilante orripilazione –  si presti attenzione a questi due vocaboli: non sono l’uno sinonimo dell’altro. Il primo termine è un aggettivo e significa che desta raccapriccio: è uno scenario orripilante; il secondo è un sostantivo femminile e indica l’erezione dei peli sulla pelle per il freddo, per un’emozione e simili.



 

(Le immagini sono riprese dalla Rete, di dominio pubblico, quindi. Se víolano i diritti d'autore scrivetemi: saranno prontamente rimosse)

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