sabato 23 maggio 2020

Portastendardo e portacatino: si pluralizzano o no?


Ancora due sostantivi sulla variabilità o invariabilità dei quali i vocabolari si accapigliano: portastendardo e portacatino. Per alcuni dizionari non prendono la desinenza del plurale, per altri sí: il portastendardo/i portastendardo; il portastendardo/ i portastendardi; lo stesso per quanto attiene a portacatino.  
   A nostro avviso non è necessaria una guerra santa tra vocabolaristi, è sufficiente rispettare la "legge" che regola la formazione del plurale dei nomi composti. Tale regola stabilisce che i nomi formati con un verbo e un sostantivo maschile singolare si pluralizzano normalmente.
   Il  plurale di porta(verbo)stendardo(sostantivo maschile singolare) sarà, dunque, portastendardi e quello di portacatino portacatini. I normalissimi plurali sono "immortalati" in alcune pubblicazioni. Qui e qui.

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Due parole due sul verbo "imparare" che in buona lingua italiana ha un solo significato: apprendere.   
  Viene dal latino "in + parare" (procurare, propriamente "procacciarsi una notizia" e simili) divenuto in lingua volgare (italiano) "imparare".
  Sono da evitare, per tanto, le sue varianti popolari nei significati di "venire a sapere", "avere notizia", "venire a conoscere" e simili: questa notizia l’ho imparata da un conoscente; domani ci sarà una riunione aziendale, l’ho imparato or ora; dove hai imparato questo pettegolezzo?
  Come pure è da evitare l’uso del predetto verbo nel significato di "insegnare" (anche se comunissimo in molte parlate regionali e lo usò lo stesso Carducci: "E dolce un canto le imparava"): chi ti ha imparato l’educazione?

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La parola proposta da questo portale: decipiènte. Aggettivo deverbale tratto dal latino "decipere" (ingannare): ingannatore, mendace, bugiardo.


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La lingua "biforcuta" della stampa

Musei vaticani, dall'1 giugno prenotazione obbligatoria, mascherina e termoscanner

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Correttamente: dal 1 giugno. Il primo giorno del mese è un ordinale, cioè "primo", prende quindi l'articolo secondo la pronuncia. Crusca: Le indicazioni comprendenti anche mese e giorno sono introdotte modernamente da un articolo maschile singolare: «il 20 settembre 1870»". Per estensione, si può aggiungere che, nel caso di una data come 11/10/1989, l'articolo che vi si anteporrà sarà l' (seguendo la pronuncia della data: l'undiciottobre millenovecentoottantanove); stessa regola vale per le date che iniziano con 1: anche per queste, si considera il modo in cui tali date vengono pronunciate e quindi si scriverà il 1/2/2003 (cioè il primo febbraio duemilatré). Infatti, come specifica Serianni, "Per i giorni del mese si usa l'ordinale per il giorno iniziale [...], ma il cardinale per i giorni successivi, siano o non siano accompagnati dal giorno del mese [...]."



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