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venerdì 9 agosto 2013

Mettersi di punta

Chi non ha mai adoperato questo modo di dire che – in senso figurato – significa “mettersi a fare un lavoro fisico o intellettuale, con molto impegno e determinazione, decisi a condurlo a buon fine a tutti i costi”? Questa stessa espressione si adopera anche – e sempre figuratamente – in riferimento a colui (o colei) che agisce contro qualcuno con accanimento, rabbia, rancore, gelosia e via dicendo: oggi mi metto proprio di punta, voglio vedere se Carlo continua a fare il comodo suo! Ma cos’è questa “punta”? È la punta della lancia. Il modo di dire, infatti, è antico e si riallaccia ai tornei cavallereschi, quando i vari contendenti scendevano in campo armati di lancia. Colui che si mette di punta verso qualcosa o qualcuno è come se – naturalmente in senso figurato – affrontasse un ipotetico nemico presentandogli la punta della lancia. E a proposito di punta, “prendere di punta” non vi dice nulla? L’origine della locuzione è la stessa della precedente e significa – come si sa – trattare qualcuno in modo brusco, avere un atteggiamento per nulla accomodante nei confronti di terzi. Trattare una persona, insomma, come se si sfidasse a una prova di forza, magari a un duello con la lancia e, quindi, la si prende di punta.    

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