mercoledì 14 novembre 2018

Sgroi - È corretto "molto peggiore”?


di Salvatore Claudio Sgroi*

"Si può dire 'molto peggiore'?", è un dubbio che assilla spesso il parlante e una domanda che ci viene spesso posta dai lettori.
Che in italiano si possa dire, anzi che si dica, Molto migliore , è un dato di fatto. Che l'espressione sia "corretta" è indubbio, comprensibile e diffusa com'è a livello pan-italiano e presente nell'uso di parlanti colti e incolti.
Invece, l'espressione più migliore, pur comprensibile e pur pan-italiana, è giudicata (giustamente) "errata" perché propria dell'italiano popolare dei parlanti incolti.
L'avv. 'molto' "seguito da un aggettivo qualificativo o da un avverbio di modo" -- ricorda il Dizionario di De Mauro 2000,  -- "ha valore superl.", citando gli ess. molto grande, molto bello, molto bene, molto giustamente". E si dice infatti anche grandissimo, bellissimo, benissimo, giustissimamente.
Lo stesso avv. 'molto', ricorda ancora il De Mauro, "ha valore rafforz." quando è "seguito da un avverbio" (per es. molto prima), o "da un comparativo", ad es. molto maggiore, molto più piccolo.
A questo punto se ne deduce che "molto maggiore" o "molto peggiore" non hanno valore "superl." (diversamente da "molto grande") ma hanno solo "rafforz." perché nessun parlante direbbe "*maggiorissimo" o "*peggiorissimo", o "*più piccolissimo", combinando cioè comparativo e superlativo. Per intensificare un aggettivo, il parlante può infatti scegliere tra comparativo e superlativo. Ma se sceglie il comparativo al massimo può rafforzarlo con "molto". Insomma, comparativo e superlativo non sono un matrimonio "da fare", data la loro incompatibilità.

* Docente di linguistica generale presso l'Università di Catania












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