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sabato 19 novembre 2016

Guadagnare: il suo uso corretto

Il verbo “guadagnare”, come recitano i vocabolari, significa “ricevere remunerazione del proprio lavoro; Ottenere qualcosa come riconoscimento del proprio impegno, delle proprie qualità”: guadagnare 800 euro il mese; guadagnare la simpatia delle persone ecc. Nel verbo in questione, insomma, è insito e sottinteso un lavoro, una ‘fatica’ fisica o intellettuale. Taluni lo adoperano - col beneplacito di alcuni vocabolari - alla “francese” con il significato di “vincere” e simili: guadagnare 300 euro al gioco; guadagnare una scommessa. In questi esempi dove sta la “fatica” insita nel verbo? È un uso, questo, che gli amatori della buona lingua non debbono seguire. Ancora peggio l’uso di guadagnare - adoperato soprattutto dagli intrattenitori televisivi - con il significato (che non gli è proprio) di ‘raggiungere’, ‘arrivare’, ‘entrare’, ‘giungere’ e simili: se gli ospiti vogliono ‘guadagnare’ l’uscita. Ci sembra che il Pianigiani metta bene in evidenza che si “raggiunge” qualcosa sempre con l’aiuto della forza (fatica) o dell’intelligenza (intelletto).

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Zulu e zulù – senza accento il termine indica la popolazione negra dell’Africa meridionale; con l’accento sulla u, invece, il vocabolo definisce una persona rozza e incivile.

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NON SI DICE: INTRAVVEDERE

INTRAVEDERE

«Questo verbo si vede scritto ora con una sola v, ora con due: “Non riuscii a intravederlo”, “L’ho appena intravvisto”. Qual è la forma corretta? Sempre e soltanto con una vintravedereintravisto (...). Molti prefissi, è vero, richiedono, dopo di loro, il raddoppiamento, come  frasopracontra eccetera, e abbiamo infatti frapporresoprassederecontraddire ecc. Ma intra è proprio uno di quei prefissi che non richiede il raddoppiamento; quindi si dice e si scrive intramezzareintramettereintraprendere e di conseguenza anche intravedereintravisto. Non è eccezione intravvenire, come potrebbe a tutta prima sembrare, perché il verbo non è un composto di intra e venire  ma di intra e avvenire; e non è neppure eccezione intrattenere, che è composto non già di intra e tenere ma di in e trattenere». Questo si legge nel libretto "Il museo degli errori" di Aldo Gabrielli, che viene "smentito", però, dai revisionisti del suo vocabolario (e da altri dizionari), i quali riportano "intravvedere" (con due 'v') variante di "intravedere" (con una sola 'v'). Chi ascoltare? Non i "ritoccatori" del vocabolario, ma l'insigne Maestro.




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