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giovedì 21 aprile 2016

Essere come il latte di gallina

Questa locuzione di uso raro - probabilmente sconosciuta ai piú - si adopera quando si vuol mettere in particolare evidenza il fatto di essere in possesso di una cosa rarissima, praticamente introvabile e, sempre in senso figurato, si definisce "latte di gallina" un cibo o una bevanda squisita e molto rara. Il modo di dire era già in uso nel mondo classico; lo si trova, infatti, in Aristofane che definisce latte di gallina (c'era anche la variante "latte di pavone) una cosa molto ambita, rara e preziosissima. Da questa espressione è nata - per la cronaca - una bevanda simile allo zabaione, composta di latte, uova e zucchero - chiamata, appunto, "latte di gallina"  - cui si può aggiungere dell'acquavite o del vino secco. Ma non è finita. Hanno lo stesso nome una diffusa pianta selvatica della famiglia delle Gigliacee, con fiori bianchi disposti a ombrello, e un ottimo decotto di crusca.

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La parola che segnaliamo all'attenzione dei lettori è: agazzare. Voce verbale, non attestata nei vocabolari dell'uso, che sta per "gioire", "manifestare gioia" e simili. Il vocabolario degli accademici della Crusca non concorda con il TLIO e dà tutt'altro significato al verbo in questione: stizzirsi. A chi dare credito?

2 commenti:

Ines Desideri ha detto...

Caro dottor Raso,
incuriosita dal verbo "agazzare", mi sono sbizzarrita a cercare questo vocabolo in Internet e, cercando cercando, ho trovato il "Dittionario toscano compilato dal signor Adriano Politi, gentlhuomo senese".
"Gentilhuomo": le assicuro che non è un refuso.
Nelle tre edizioni disponibili (1615 - 1628 - 1655) sono riportate la voce "aggazzare" e la relativa definizione: "ardentemente stizzirsi".

Sebbene alcuni vocabolari etimologici - due dei quali sono bilingui - attribuiscano l'origine del verbo all'antico germanico "agaza", "gazza", poiché sembrerebbe che questo uccello sia piuttosto ribelle e propenso a 'inalberarsi', l'etimo proposto non mi convince.

Le domando, dunque: considera bislacca l'ipotesi che "aggazzare" o "agazzare" derivino dal sostantivo "gazzarra", il cui percorso semantico parrebbe più bizzarro della mia fantasia?

Cordiali saluti
Ines Desideri

Fausto Raso ha detto...

Gentilissima Ines,
sotto il profilo etimologico è più "credibile" l'origine germanica: "agazza" + il suffisso "-are". La lingua, però, non sempre segue una logica, quindi (e molti vocaboli lo dimostrano) l'ipotesi che il verbo possa derivare da "gazzarra" non è da ritenere - a mio avviso - peregrina.
Cordialmente
FR