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lunedì 26 febbraio 2018

Shampoo o sciampo?


Cercando in rete per vedere quale sia la forma piú diffusa tra "shampoo" e "sciampo" ci siamo imbattuti nel sito della Treccani. Nella rubrica "Domande e risposte" una lettrice domandava quale fosse la forma - tra le due - da preferire in lingua italiana. Nella risposta, che riportiamo, siamo rimasti allibiti davanti al pronome relativo "chi" riferito non a una persona - come vuole la grammatica - ma (erroneamente) a una cosa. Per non essere tacciati di presunzione copincolliamo ciò che riporta il DISC (Dizionario Sabatini Coletti): chi


1 pron. inv. (riferito solo a personasolo sing.)

·         • pron. Svolge funzione di dimostrativo o di indefinito nella frase principale e di relativo nella dipendente. Nella principale può avere ruolo di sogg., ogg. o compl. indir. preceduto da prep.; nella dipendente può avere sempre ruolo di sogg. o ogg. ma ruolo di compl. indir. solo se questo è dello stesso tipo che si ha nella principale (p.e. darò i soldi a chi li devo, “a colui al quale…”) [...].

·          Ecco la risposta:

Dal punto di vista formale, shampoo è un anglismo non adattato: così come ci è arrivato da Oltremanica, nel 1930, così l'abbiamo adottato. Ma già dal 1762 avevamo accolto la variante sciampo, adattata sotto il profilo fonomorfologico, beninteso sempre derivata dall'originale shampoo. Ciò vuol dire che l'anglismo ha avuto due momenti di diffusione, come due ondate, successive nel tempo.

A noi non interessa tanto chi sia arrivato prima o dopo, ma se l'una o l'altra forma si sia caricata di qualche specificità particolare. Intanto, la forma non adattata shampoo, invariabile, si è imposta come forma più diffusa, rispetto a sciampo (plurale regolare sciampi)*: nelle annate 1992-2015 del «Corriere della sera», shampoo ricorre 770 volte, sciampo 13 (di cui una volta al plurale sciampi). Questa situazione è perfettamente rispecchiata dalle scelte dei dizionari della lingua italiana, che presentano shampoo come forma principale e sciampo come forma secondaria (si badi: “secondaria”, non “scorretta”).

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* Il DOP riporta anche il plurale invariato (ndr).


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