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sabato 6 gennaio 2018

Sul plurale dei nomi composti


A proposito della formazione del plurale dei nomi composti, abbiamo rilevato "un'imprecisione"  in questo sito, imprecisione  che può indurre in... errore gli sprovveduti in fatto di lingua: «[...]i nomi formati da un verbo + un sostantivo maschile singolare formano il plurale cambiando la desinenza finale
Es: portalettera ------portalettere [..]».
La "regola" è esatta, ma non l'esempio perché "portalettere" è già plurale, non cambia, quindi, nella forma plurale: il portalettere, i portalettere. La lettera, inoltre, fino a prova contraria, non è un sostantivo singolare maschile.

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Due parole due sull'avverbio "invece".  Si può scrivere in grafia analitica (in vece) o univerbata  (invece).  Adopereremo la grafia analitica quando sta per  "in cambio di", "al posto di ":  ti regalo un bel libro in vece di un giocattolo inutile. La forma univerbata allorché vale "al contrario", "all'opposto":  sembrava tanto affabile invece si è rivelato un orso. Spesso il suddetto avverbio si fa precedere dalle congiunzioni avversative "mentre" e "ma": mi hai detto che saresti rimasto tutto il giorno in casa, mentre invece sei uscito. È un uso, questo, improprio (se non errato) e in buona lingua italiana è da evitare.

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