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mercoledì 4 giugno 2014

Il colmo...



Due parole sul vocabolo “colmo”, che può essere tanto sostantivo quanto aggettivo e con due distinti significati: “parte piú alta di una prominenza” (sostantivo) e “pieno fino all’orlo” (aggettivo). L’origine, però, è un po’ diversa. Il sostantivo, che in senso figurato si adopera anche per indicare il “grado piú alto che è possibile pensare, immaginare o raggiungere” è il latino “culmen, culminis”: il colmo della vita (l’età matura). Con lo stesso nome - e chi non lo sa? - si indica anche un particolare tipo di indovinello che si risolve, nella maggior parte dei casi, in un bisticcio di parole. Per quanto attiene all’aggettivo bisogna rifarsi, invece, al participio passato sincopato del verbo colmare:
 colm(at)o. La sincope, è bene ricordarlo, è la caduta di una o piú lettere nel corpo di una parola. Nel caso specifico da “colmato” sono cadute la “a” e la “t” (ed è rimasto colmo). Si veda anche qui.


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La parola del giorno (di ieri) proposta da “unaparolaalgiorno.it”:  postumo.


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