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lunedì 7 aprile 2014

Essere: predicato verbale o nominale? (2)

Il linguista di "Repubblica" ha risposto alle nostre osservazioni riguardo al verbo essere.
Riportiamo le nostre considerazioni e la sua risposta:
  1. Fausto Raso scrive:
    Pregiatissimo dr Ruggiano, dubito che nella frase riportata da Zara si possa parlare di predicato verbale riferito a “è”. Il verbo essere è copula.
    Diventa predicato verbale quando assume i significati di “esistere”, “stare”, “appartenere”,
    “rimanere”, “trovarsi”. Non credo, quindi, che nella frase in oggetto si possa ravvisare nel verbo essere (è) uno dei suddetti significati. Il predicato verbale, inoltre, si ha con qualunque verbo avente un senso compiuto: Luigi lavora; Mario cammina; Sofia è partita. Il verbo essere invece, da solo (quando non ha i significati suddetti), non ha alcun senso compiuto. “Il barattolo è” non ha alcun senso; aggiungendo “di plastica” il verbo essere (è) acquisisce un significato (ci dice qualcosa sul soggetto), pertanto è copula.

  2. linguista_1 scrive:
    È vero. Nella frase in questione il verbo essere ha la funzione di copula. Molte grammatiche contemplano solamente il caso della copula seguita dalla parte nominale rappresentata da un nome o un aggettivo. Se, però, si attribuisce alla copula la funzione di introdurre una qualificazione del soggetto, questa qualificazione può prendere la forma anche di un sintagma preposizionale.
    Fabio Ruggiano

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