domenica 31 marzo 2013

Felice Pasqua 2013


Una serena Pasqua agli amici blogghisti

Tutte le notizie sulla festività

sabato 30 marzo 2013

L'ancroia e l'ammiriere

Gentilissimo dott. Raso,
ancora una volta mi permetto di importunarla confidando nella sua non comune disponibilità. Leggendo un vecchio libro trovato nella soffitta mi sono imbattuto in due termini a me sconosciuti: "ancroia" e "ammiriere". Ho trovato il significato del primo vocabolo consultando il mio vecchio Palazzi  e ho scoperto, cosí, che l'ancroia e una donna vecchia, brutta e sporca.
Non ho trovato, invece, il significato di "ammiriere", chiedo, quindi, il suo aiuto.
Approfitto per formularle i miei auguri di una serena Pasqua.
Costantino C.
Carbonia
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Cortese amico, l'ammiriere è un giovane amante. Veda il collegamento in calce.
https://www.google.it/search?q=%22ammiriere%22&btnG=Cerca+nei+libri&tbm=bks&tbo=1&hl=it

PS. Ricambio i graditi auguri.

venerdì 29 marzo 2013

Stomacante e stomachevole

Si presti attenzione all'uso corretto di questi due aggettivi, anche se sono l'uno sinonimo dell'altro: il primo si adopera, preferibilmente, in senso proprio, il secondo in senso figurato. Nell'uso, tuttavia, prevale il secondo anche in senso proprio*. Consigliamo, però, a coloro che amano il bel parlare e il bello scrivere di fare dei distinguo, appunto: quel panino era proprio stomacante; la persona che mi hai presentato ha un modo di fare stomachevole
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* Una rapida ricerca con Google ha dato, infatti, 15.200 occorrenze per stomacante e 78.300 per stomachevole.

PS. A proposito di "distinguo", c'è anche il plurale "distingui", di uso molto raro (ma non per questo errato), come fa notare il Dizionario di Ortografia e di Pronunzia:
http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=64269&r=106716

giovedì 28 marzo 2013

Appalugarsi

Buona parte dei vocabolari non attestano "appalugarsi" perché ritenuto di uso regionale (toscano) e di etimo incerto. Il verbo in oggetto, che significa "cominciare a prender sonno", ci piace e lo segnaliamo agli amici che ci seguono. L'etimologia, dicevamo, è incerta, come riporta il Treccani: «appalugarsi (o appaluginarsi) v. intr. pron. [etimo incerto] (io mi appalugo, tu ti appalughi, ecc.; o mi appalùgino, ecc.), fam. tosc. – Appisolarsi, assopirsi».
Di tutt'altro avviso è, invece, Ottorino Pianigiani:


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Gelato al (cioccolato) o gelato di (cioccolato)?

Un articolo di Matilde Paoli, della redazione consulenza linguistica della Crusca:

http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/gelato-gelato




mercoledì 27 marzo 2013

Né, negazione, è un avverbio?













Siamo rimasti stupiti nel leggere sul sito http://grammatica-italiana.dossier.net/grammatica-italiana-11.htm  che «Gli avverbi di nagazione “non”, “né” di regola precedono immediatamente il verbo; ma le particelle atone non possono essere separate da quest'ultimo e quindi si inseriscono fra la negazione ed il verbo: ad esempio, non ci vengo invece di non vengoci. Solo quando si tratta di infiniti, le due costruzioni sono in condizioni di parità: non ci venire ma anche non venirci».
Siamo rimasti stupiti perché abbiamo sempre saputo che “né” non è un avverbio ma una congiunzione coordinativa negativa. Abbiamo “spulciato” tutti i sacri testi (grammatiche e vocabolari) a nostra disposizione non trovando conferma di quanto riporta il su citato sito. In proposito Vincenzo Ceppellini, nel suo “Dizionario Grammaticale, scrive: «NÉ, congiunzione negativa che significa: e non; viene usata per coordinare due membri di una proposizione negativa (…). Piú spesso coordina due proposizioni (…). Si deve sempre accentare, anche per distinguerla da ‘ne’ pronome e avverbio (…)».
Gli avverbi di negazione sono solo: non, nemmeno, neanche, neppure.



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Fortunatamente avevamo a portata di mano un cardiotonico, che ci ha salvato la vita, quando abbiamo letto nel portale di “Sapere.it”…

…Come si pronuncia "mass media"? Benché la pronuncia corretta del termine sia "mass midia", si può affermare che non è errato leggere la parola così come la si scrive, ovvero "mass media".

Uno strano caso fonetico dovuto al fatto che entrambe le parole che compongono la locuzione sono di origine latina. E' quindi la derivazione latina che rende corretta anche la pronuncia all'italiana.

"Mass", infatti, deriva da massa, parola che autori come Ovidio, Virgilio, Seneca e Plinio hanno utilizzato per indicare una folla. "Media", invece, da medium (punto di mezzo o centro) che usavano Cicerone e Lucrezio come sostantivo.

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Gesummaria!, solo “mass media” è la pronuncia corretta, altro che “si può affermare che…”.




lunedì 25 marzo 2013

Fare il punto

Alcuni amici blogghisti, che seguono le nostre modeste noterelle, desiderano sapere da dove trae origine l'espressione "fare il punto". Questa locuzione, come si sa, significa stabilire con la massima esattezza possibile i vari termini di una situazione, "individuarne" gli aspetti fondamentali e analizzarla per cercare di capire in quale fase o condizione si trova. L'espressione si rifà al gergo marinaro, dove "fare il punto" significa stabilire il luogo ("punto") esatto in cui si trova un'imbarcazione, aiutandosi con vari strumenti e ricorrendo a precisi calcoli.

sabato 23 marzo 2013

Rivale e nemico: sono sinonimi?









A proposito di “sinonimia” (si veda questo collegamento: http://faustoraso.ilcannocchiale.it/2007/10/22/la_sinonimia.html ) riteniamo interessante portare all’attenzione dei nostri amici, che amano il bel parlare e il bello scrivere, quanto si legge nel “Dizionario linguistico, grammaticale e dei sinonimi e contrari”, dell’Istituto Geografico De Agostini, circa la “sinonimità” di cinque vocaboli: avversario, antagonista, rivale, ostile, nemico.


«’Avversario’, ‘antagonista’, ‘rivale’, ‘ostile’, ‘nemico’ sono termini che esprimono sostanzialmente la stessa idea; tuttavia i primi tre si possono di fatto considerare sinonimi, mentre ‘ostile’ e ‘nemico’ hanno sfumature che li caratterizzano, li distinguono dagli altri e impediscono che si possano usare in sostituzione di quelli. Precisamente: ‘avversario’, ‘antagonista’ e ‘rivale’ è chi compete con qualcuno per un qualsiasi primato, in una lotta priva di odio e di ogni intenzione di nuocere; ‘ostile’ è chi aggiunge alla competizione malanimo, astio e cattiveria; ‘nemico’, infine, è chi apertamente si adopera per provocare ad altri il maggior danno possibile, non esclusa talvolta la morte».

Per l'origine dei cinque vocaboli si vedano i collegamenti in calce.


http://www.etimo.it/?cmd=id&id=1704&md=284e2c35586853bca37b89a9782f9664 

http://www.etimo.it/?term=antagonista&find=Cerca  

http://www.etimo.it/?term=rivale&find=Cerca

http://www.etimo.it/?term=ostile&find=Cerca  

http://www.etimo.it/?term=nemico&find=Cerca

venerdì 22 marzo 2013

Che bello!

Dissentiamo totalmente su quanto sostiene il sito http://grammatica-italiana.dossier.net/errori-grammaticali.htm :  «che bello! modo errato dialettale dell'Alta Italia. Si deve dire: Che cosa bella! o Come è bello! Il che esclamativo è un aggettivo e perciò non si può usare senza un nome».
 Dissentiamo perché in questo caso “bello” assume la funzione di aggettivo sostantivato (un sostantivo a tutti gli effetti, quindi) con valore neutro e sta per “cosa degna di attenzione”. Diremo correttamente, per tanto, “che bello!, domani si fa vacanza”. Lo stesso discorso per quanto riguarda le espressioni “che buono!”, “che bravo!”, “che strano!” e simili.




giovedì 21 marzo 2013

Mettere in ponte

Gentile dott. Raso,
le sarei veramente grato se potesse spiegarmi il significato e l’origine di un’espressione che non avevo mai sentito prima d’ora: “mettere in ponte”.
Grazie in anticipo per la risposta e complimenti per la sua meritoria opera in difesa della nostra lingua, oggi sempre piú vilipesa.
Antonio N.
Caserta

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Caro amico, l’espressione da lei citata, forse veramente poco conosciuta, significa “cominciare un lavoro, un’impresa” e simili, come se il lavoro o l’impresa stessero già attraversando – ovviamente in senso figurato – un “ponte” che conduce al luogo di destinazione. Il modo di dire si rifà anche all’immagine di una vettura in via di riparazione già issata sul “ponte” dell’officina meccanica.

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Latino o inglese?

Un articolo di Raffaella Setti, della redazione consulenza linguistica dell'accademia della Crusca:

http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/latino-inglese

mercoledì 20 marzo 2013

«Porta pazienza»? No, «abbi pazienza»


Il verbo “portare” significa – se consultiamo un qualsivoglia vocabolario – “reggere”, “trasportare”, “indossare”, “recare”, “tenere” e simili. Molto spesso, però, per “contaminazione del francese”, si usa come verbo ‘tuttofare’ in luogo di verbi piú appropriati quali, per esempio, “avere”, “sentire”, “dimostrare”, “serbare”, “prestare”, “indurre”: portare odio, portare rispetto, portare pazienza. In buona lingua italiana si dirà: serbare odio, mostrare rispetto, avere pazienza. Si sentono e si leggono anche frasi tipo “portare avanti una rivendicazione”, “portare avanti un discorso”, “portare avanti una lotta”, “portare una strategia” e simili. Sono frasi, queste, non errate ma prive di buon gusto. Il nostro idioma è ricco di altri verbi piú appropriati e piú incisivi atti a esprimere il medesimo concetto, ovviamente caso per caso. Vediamone qualcuno: sviluppare, promuovere, proporre, sostenere, condurre ecc. Nelle frasi su riportate diremo meglio, quindi: sviluppare (non portare avanti) un discorso; seguire (non portare) una strategia; condurre (non portare) una lotta.