martedì 23 agosto 2016

Decantare e... decantare





La parola del giorno proposta da "unaparolaalgiorno.it": decantare.

lunedì 15 agosto 2016

Buon Ferragosto


Un sereno Ferragosto 2016 agli amici assidui frequentatori di questo portale

venerdì 12 agosto 2016

Un orrore accademico "cruscano"

Navigando nel sito della Crusca siamo rimasti allibiti nel vedere che codesta prestigiosa  Accademia considera invariabile l'aggettivo multilingue:

Dizionari multilingue

·         ProZ

·         WordReference

La forma corretta è, ovviamente, "dizionari multilingui". Il DOP, in proposito, non ha peli sulla lingua; specifica, chiaramente, che il plurale è "-gui" (multilingui). Sarebbe interessante conoscere le motivazioni addotte dai linguisti dell'Accademia circa l'invariabilità del predetto aggettivo. Si veda qui e qui. Dimenticavamo: il sito, che dovrebbe tutelare la lingua italiana, è "pieno zeppo" di barbarismi, tra cui "link utili".

martedì 9 agosto 2016

Ancora sulla "lingua biforcuta" della stampa

Abbiamo segnalato ai responsabili di un importante quotidiano in rete lo strafalcione grammaticale che campeggia nel titolo ("e" luce), speriamo che apportino l'emendamento.

Siria, Onu chiede tregua umanitaria su Aleppo
"Due milioni di civili sono senza acqua e luce"

Secondo la "legge" grammaticale, quando si escludono due cose la congiunzione correlativa a senza è "né" (non la "e"), come si può leggere anche nel vocabolario Treccani in linea: «(...) Quando si escludono due cose, la congiunzione correlativa a senza è né, più raram. o: lo tennero in cella tre giorni, s. mangiare né bere; è uno strozzino, s. pietà né riguardo per nessuno (meno spesso, s. pietà o riguardo)».

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Dal medesimo quotidiano:
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Ci sembra evidente che la persona che viene strangolata muore per soffocamento...

 

domenica 7 agosto 2016

Rivoluzione e insurrezione

Gentile dott. Raso,
un mio amico sostiene che "rivoluzione" e "insurrezione" hanno due significati distinti; io, invece, ritengo i due termini essere l'uno sinonimo dell'altro. Ho ragione? C'è di mezzo una scommessa. Grazie della sua cortese disponibilità e un cordiale saluto.
Severino P. 
Brescia
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Cortese amico, ha vinto la scommessa. Si tratta, in effetti, di una sinonimia che i linguisti definiscono "approssimativa"; sotto il profilo etimologico i due termini hanno "natali" diversi. Le faccio "rispondere" anche da Ottorino Pianigiani: rivoluzione e insurrezione.

lunedì 1 agosto 2016

C'è treno e... treno

Ecco una parola omofona (stessa pronuncia) e omografa (stessa grafia) ma con significati e "origini etimologiche" diversi: treno. Nell'accezione di "convoglio ferroviario" (quella più nota) viene dal francese, mentre nel significato, poco conosciuto (perché di uso prettamente letterario), di "lamento funebre", proviene dal greco. Vediamo ciò che dice, in proposito, Ottorino Pianigiani. Per altri significati  "secondari" si veda anche qui.

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domenica 31 luglio 2016

Sarà o saranno? È indifferente

Dalla rubrica di lingua del quotidiano la Repubblica in rete:
Marco G. scrive:
Gentile linguista,
ho letto su un diffuso giornale italiano la seguente frase, scritta da un noto storico:
“Alla fine non sarà un editoriale di un giornale, non sarà l’opinione di qualche illustre studioso e neppure, temo, le parole del Papa a decidere se quella che stiamo vivendo è una guerra di religione”.
Ho il dubbio che quel “sarà” non sia corretto per indicare “le parole del Papa”. Avrebbe dovuto scrivere “saranno”. Non crede?
Grazie.
 
linguista_1 scrive:
In effetti, avrebbe dovuto scrivere "saranno": evidentemente la coniugazione al singolare è ancorata sul precedente soggetto ("l’opinione di qualche illustre studioso"). Di solito queste cose succedono quando si scrive una certa cosa e poi magari si corregge (ipotizzo - ma la mia è una sorta di divinazione - "non sarà l’opinione di qualche illustre studioso e (non sarà) neppure, temo, quella del Papa...").
Rocco Luigi Nichil
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A nostro modestissimo avviso quel "sarà" non è affatto errato. Rispecchia, infatti, le regole che... regolano la concordanza del verbo con il soggetto. Il verbo si può mettere tanto nel singolare quanto nel plurale quando i soggetti inanimati esprimono un unico concetto, una medesima idea (editoriale, opinione, parole); quando i soggetti si intendono collegati a uno stesso verbo (nel caso specifico "sarà"). Il Divino ci dà un bell'esempio: «Grandine grossa, acqua tinta e neve / Per l'aere tenebroso si riversa».


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mercoledì 27 luglio 2016

Il nostro libro


Continuano ad arrivare richieste circa la reperibilità del nostro libro "Un tesoro di lingua". Il volume - ribadiamo non in vendita  - è consultabile (e scaricabile) in rete cliccando su questo collegamento. La copia cartacea si può richiedere all'Editore: Associazione Nazionale Nuove Direzioni - Cittadino e Viaggiatore
posta : 50125 FIRENZE via San Niccolo' 21
telefoni : 055 2469343 / 328 8169174
email : 
info@nuovedirezioni.it 
telefax : 055 2346925
pec : 
annd@pec.nuovedirezioni.it






 

lunedì 25 luglio 2016

Eccetera: prima della abbreviazione mettiamo una virgola?

Dal sito "Pennablu.it":
Come si scrive l’abbreviazione della parola eccetera? Be’, visto che ho scritto appunto eccetera, sorge spontaneo dire che la sua abbreviazione sia ecc. Eppure in molti sono soliti scrivere etc. Ma etc. si scrive nel mondo anglosassone, poiché la parola è rimasta tale e quale, più o meno, al latino: etcetera. In latino si scrive et cetera, che significa letteralmente “e tutte le altre cose”, quindi e tutto il resto. Eccetera, appunto. Ora, dal momento che siamo in Italia e scriviamo in italiano, cominciamo a usare la giusta abbreviazione di questa parola. Una semplice “e” seguita da una coppia di “c”. E lasciamo etc. a inglesi e americani. Per quanto riguarda, invece, la punteggiatura da usare, prima dell’abbreviazione ecc. va usata una virgola, perché è appunto una parola. Non importa che in quella parola sia contenuta la congiunzione “e”, ormai è diventata una parola unica. Dunque sarà corretto scrivere “A pranzo mangio pasta, carne, pane, verdure, ecc.” e non “A pranzo mangio pasta, carne, pane, verdure ecc.”
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Dissentiamo totalmente sull'obbligatorietà della virgola. La "legge grammaticale" lascia ampia libertà di scelta: la virgola si può omettere o no. È consigliabile ometterla - al contrario di quanto sostiene il responsabile del sito in questione - come riportano i migliori vocabolari, in particolare la "nota d'uso" di "Sapere.it" (De Agostini): «La parola eccetera, in un testo scritto, viene comunemente abbreviata ecc.; è antiquata l’abbreviazione etc., che deriva direttamente dalla forma latina et cetera. Davanti a eccetera è consigliabile non mettere mai la virgola».


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La parola che proponiamo è becchería. Sostantivo femminile, sinonimo di macellería.



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sabato 23 luglio 2016

Il problema dell' «aiuto»

Un interessantissimo quesito posto agli esperti dell'Accademia della Crusca.

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Ecco un termine aulico da "rivalutare" perché non a lemma in molti vocabolari: lancella. Sostantivo femminile tratto dal latino "lanx, lancis" (piatto [della bilancia]) e vale anfora, vassoio, brocca e simili.

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