venerdì 29 maggio 2026

Dannazione o dannamento? Entrambi


I
l sostantivo dannamento appartiene a quella zona del lessico in cui la morfologia è più limpida della lessicografia. I vocabolari contemporanei registrano dannazione, erede diretta del latino damnatio, ma ignorano dannamento, che pure è attestato nel Tommaseo‑Bellini, nel Battaglia e ricorre in varie pubblicazioni. La sua formazione è regolare e trasparente: deriva dal verbo dannare mediante il suffisso ‑mento, uno dei più produttivi dell’italiano per creare nomi d’azione concreti e immediatamente interpretabili. È lo stesso meccanismo che produce spostamento, allontanamento, ragionamento, trattamento, movimento. Nulla, nella struttura della lingua, impedisce che da dannare si formi dannamento: anzi, la sua assenza nei dizionari moderni è più un accidente redazionale che un limite linguistico.

L’etimologia dei due termini è comune: tutto risale al latino damnare e al suo derivato damnatio. La differenza non è nel significato, che resta sovrapponibile, ma nella morfologia e nel registro. Dannazione conserva la solennità della forma latina, con un’aura più astratta e più tradizionale; dannamento, invece, è più vicino al verbo, più dinamico, più aderente all’idea di processo. La distinzione è la stessa che si osserva in coppie realmente attestate come tentazione e tentamento, dove la prima è più concettuale e la seconda più operativa, oppure agitazione e agitamento, in cui la forma in ‑mento restituisce meglio il movimento, l’atto, la dinamica. In questo quadro, dannamento si colloca come variante perfettamente legittima, capace di suggerire non solo lo stato di chi è dannato, ma anche il processo, la condizione, l’azione del dannare e dell’essere dannati.

Gli esempi che seguono non sono attestazioni tratte da corpora, ma semplici illustrazioni del funzionamento naturale della parola nella sintassi italiana: «era un continuo dannamento dell’anima», «quel progetto si trasformò in un dannamento quotidiano», «si liberò finalmente da un dannamento che durava da anni», «la pratica si rivelò un dannamento burocratico». Sono frasi costruite, ma mostrano con chiarezza che la parola è pienamente comprensibile, ben formata e funzionale.



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