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mercoledì 7 marzo 2012

Complemento predicativo o di modo?


Dalla rubrica di lingua del quotidiano la Repubblica in rete:


1. Tiziana scrive:

Buongiorno,

avrei bisogno di alcuni chiarimenti.

1) quando faccio l’analisi logica di una frase il cui soggetto è costituito da una proposizione soggettiva, considero soggetto l’intera proposizione compresi eventuali complementi? Es. Non mi sembra vero “che tu ti sia allontanato da me”

2) Nella frase :

se ne andarono, zitte zitte, dall’ufficio

“zitte zitte” è una locuzione avverbiale di modo?

Grazie mille per il prezioso lavoro

2. linguista scrive:

1) Nel suo esempio, il soggetto della proposizione non mi sembra vero è la proposizione soggettiva che tu ti sia allontanato da me, nella sua interezza (per tale ragione si parla di proposizione soggettiva).

In quest’ultima, a sua volta, si possono individuare: un soggetto (tu; soggetto della proposizione soggettiva, non dell’intera frase!); un predicato verbale ( ti sia allontanato); un complemento di moto da luogo (da me).

2) Zitte zitte è un complemento predicativo del soggetto.

Francesco Bianco

1. Fausto Raso scrive:

Nella frase «Se ne andarono zitte zitte dall’ufficio» non siamo – a mio avviso – in presenza di un complemento predicativo del soggetto (come sostiene il dr Bianco) ma dinanzi a un complemento di modo o maniera. Il complemento predicativo del soggetto si ha con i verbi copulativi, con i verbi appellativi passivi (essere chiamato), con i verbi estimativi passivi (essere creduto) e con i verbi elettivi passivi (essere eletto). Il verbo ‘andare’ non rientra in una di queste categorie.


2. linguista scrive:

Gentile Raso,

l’italiano, come tantissime altre lingue, possiede verbi copulativi e verbi che, pur essendo di norma predicativi (e cioè di senso compiuto), possono essere usati copulativamente. In espressioni come “andare fallito” o “andare lungo” il verbo “andare” svolge, per l’appunto, mansioni copulative. “Andarsene zitto zitto” (o “andarsene mogio mogio”) sarà forse un esempio più “debole”, ma non è poi molto diverso da esempi come “rimanere zitto” o “restare in silenzio” (aggiungo, nel caso non lo sappia, che “restare” e “rimanere” sono due dei più classici verbi copulativi).

Spero di essere stato chiaro nella spiegazione. Comunque, se ha bisogno di qualche ulteriore delucidazione sull’argomento, torni a scriverci; le saremo senz’altro d’aiuto per rispolverare qualche altra nozioncina grammaticale.

Massimo Arcangeli


1. Fausto Raso scrive:

Gentile Prof. Arcangeli,


mi permetto di farle notare che in un precedente quesito simile ha dato una risposta diversa.


1. Luca scrive:

Il complemento di modo può essere costituito da un aggettivo? Nelle grammatiche ho notato che non lo menzionano. Es: “Sono arrivato stanco” oppure ” Mario viene da me interessato”. Grazie


2. Luca scrive:

Una frase che ha il participio passato con valore di aggettivo, come in questo es: ” Mario è arrivato preparato” oppure ” Giuseppe viene da me interessato”, da luogo ad un complemento di modo? Grazie


3. linguista scrive:

In casi come questi la tradizione grammaticale parlerebbe di verbo “copulativo” e complemento predicativo (o, meno correttamente, di nome del predicato), che sarebbe l’aggettivo o il nome che completa il significato del verbo interessato. Che quell’aggettivo o quel nome, in un caso come “Mario è arrivato preparato”, risponda alla domanda “come (è arrivato Mario)?”, e svolga perciò la funzione di un complemento di modo, non c’è comunque alcuno dubbio.


Massimo Arcangeli

2. linguista scrive:

Mi pare ovvio. Non vorrà negare che la “funzione” del componente nei casi in oggetto sia quella di un complemento di modo. Ribadisco: la “funzione”. Sa quando si parla di aggettivo con funzione di avverbio? Quando si dice, per esempio, “andare spedito” invece di “andare speditamente”? In casi come questi l’aggettivo (”spedito”) continua a essere “grammaticalmente” un aggettivo ma “funzionalmente” è un avverbio.

Massimo Arcangeli

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Abbiamo l’impressione che il Prof. Arcangeli sia stato preda di un attimo di “smarrimento linguistico”.
Se nella frase "Mario è arrivato preparato" si può rispondere alla domanda "come?" e si ha, quindi, un complemento di modo, non si capisce perché nella proposizione "se ne andarono zitte zitte" alla quale si può rispondere alla stessa domanda ("come se ne andarono"?) si ha, invece, un complemento predicativo del soggetto.




4 commenti:

lanoisette ha detto...

secondo la mia modestissima ipotesi

se ne andarono zitte zitte
è complemento di modo, tanto è vero che zitte zitte può essere sostituito dall'avverbio di modo silenziosamente o dalla locuzione avverbiale in silenzio. inoltre determina più propriamente il verbo anziché il soggetto (come fa il c.predicativo)

al contrario, nella frase è arrivato preparato la sostituzione con un avverbio o una locuzione avverbiale non è possibile. inoltre, l'aggettivo non solo dipende dal verbo, ma aggiunge una determinazione al soggetto (preparato completa il significato del soggetto, più che quello del verbo) ed è legato direttamente al verbo (complemento diretto, come lo sono i predicativi), mentre il complemento di modo è un complemento indiretto (con preposizione) o avverbiale, mai diretto.

a mio parere, è il tipico caso in cui un normale verbo intransitivo si comporta anche da verbo copulativo:
Cesare tornò dalla Gallia in fretta/rapidamente--> c. di modo
Cesare tornò dalla Gallia vincitore ---> predicativo del soggetto.

tra l'altro, se pensate alla traduzione latina, il primo caso sarebbe tradotto con un avverbio o con il caso ablativo, il secondo con un nominativo.

Giovanna ha detto...

Gentile lanoisette,
anch'io ritengo che "zitte zitte" sia un complemento di modo (o maniera), ma non perché possiamo sostituire l'aggettivo con un avverbio (silenziosamente) o con una locuzione avverbiale (in silenzio): lo è perché spiega il modo in cui "esse" (soggetto sottinteso) "se ne andarono".
Sia "zitte zitte" sia "preparato", essendo aggettivi, concordano con il nome/pronome cui si riferiscono, ma entrambi spiegano "come" l'azione si è svolta.
Non comprendo, invece, come possiamo considerare l'aggettivo "preparato" un complemento diretto, visto che segue un verbo intransitivo, non uno dei verbi citati dal Dottor Raso (verbi copulativi, appellativi/estimativi/elettivi passivi).
Cordialmente

Anonimo ha detto...

Buongiorno a tutti!

1. Bisogna prima di tutto notare che "zitto" è un aggettivo. Secondo le regole grammaticali le ripetizioni di aggettivi di grado positivo (come in questo caso "zitte zitte") formano un unico aggettivo qualificativo di grado superlativo assoluto (il fenomeno si chiama "reduplicazione intensiva": "zitto zitto", "caldo caldo", "forte forte", etc. Cfr. la grammatica di Luca Serianni, § 74). Pertanto, non ha alcun senso affermare che "zitte zitte" può essere sostituito con l'avverbio "silenziosamente".

2. I complementi predicativi (dell'oggetto e del soggetto) CONSISTONO in AGGETTIVI o SOSTANTIVI (non avverbi). Questo è il primo indizio che ne permette il riconoscimento. Ma ciò non basta: siamo davanti a complementi predicativi (del soggetto o dell'oggetto) se il verbo che li precede è COPULATIVO. Siccome i verbi copulativi non possono stare da soli, ma necessitano di un completamento, i complementi predicativi completano il significato del verbo. La loro presenza è dunque indispensabile, mentre un complemento di modo non ha la stessa indispensabilità, tant'è che può essere rimosso e la frase si regge in piedi lo stesso. Esempi:

- Ieri Mario sembrava triste ("triste" è complemento predicativo del soggetto; infatti la frase "Ieri Mario sembrava" non ha senso compiuto).
- Luca corre velocemente ("velocemente" è comp. di modo, tant'è che la frase "Luce corre" funziona anche senz'altre aggiunte).

Dunque si può distinguere facilmente tra complementi di modo e complementi predicativi guardando al verbo. Se esso è copulativo, necessita di un complemento predicativo, pena l'incompletezza di senso della frase; viceversa, se non è copulativo, non può che trattarsi di un complemento di modo, e la sua presenza aggiunge senso, ma non determina la sensattezza dell'enunciato.

3. Può a questo punto essere utile ricordare a mente l'elenco dei verbi copulativi: quelli classici (nascere vivere e morire, sembrare rimanere e diventare, riuscire e risultare), e gli altri, del gruppo degli estimativi, elettivi e appellativi (tutti verbi copulativi solo al passivo).

4. Secondo alcune grammatiche (ma non ne fa cenno il testo capitale di Serianni), anche alcuni verbi intrasitivi come "partire" "giungere" "tornare" "andare" etc. generano un complemento predicativo del soggetto:

- Il fanciullo partì felice (esempio tratto dal Moretti-Consonni, p. 249).

E' questo un caso affine a quello sopra riportato: "se ne andarono zitte zitte". Ora, è doveroso osservare che si tratta di un caso di OSCILLAZIONE, risolto diversamente dai grammatici. Dando fede a Luca Serianni, autore della migliore e più recente grammatica, il quale non fa cenno dei verbi intransitivi nella determinazione dei predicativi, oserei affermare che ci troviamo davanti a un complemento di modo.

4. Infine, è opportuno distinguere tra complemento predicativo del soggetto e dell'oggetto. Il primo fornisce un'informazione che rimanda al soggetto della frase; il secondo invece al complemento oggetto.

5. A fronte di tutto ciò, ha ragione il prof. Arcangeli quando osserva che la funzione logica dei comp. predicativi è identica a quella dei comp. di modo. Altrimenti non ci sarebbe possibilità di confusione fra i due. Tuttavia, per quanto "zitte zitte" sia un aggettivo superlativo assoluto e non un avverbio, esso non svolge una funzione di predicativo del soggetto, perché il verbo "andarono" si regge anche senza ulteriore completamento.

Anonimo ha detto...

[[[Gentile moderatore: questa è la correzione finale del post. La pregherei di considerare solo questa versione. Grazie e mi perdoni]]]

Aggiungerei se possibile un'ultima cosa al commento precedente.

Nella prima risposta del prof. Arcangeli sono citati degli esempi interessanti con il verbo andare. Ad esempio: “andare fallito”; o ancora “andare lungo” [“Luca andò/finì lungo disteso a terra”]. Ma esiste un numero altissimo di altre coppie verbo+aggettivo simili a queste, tanto che diviene difficile farne un elenco esaustivo. Potremmo aggiungere: "tirare dritto", "partire presto", etc. Ora, in questi casi, il verbo andare svolge una mansione copulativa, perché la frase "Gino tirò dritto" non può reggersi senza l'aggettivo ("Gino tirò" ha tutto un altro significato). Stessa cosa per le altre frasi: "Antonio andò fallito" (e non "Antonio andò"); etc. Ecco dunque che gli aggettivi che seguono questi verbi intransitivi sono da considerarsi senza dubbio come complementi predicativi. Ma è possibile imbattersi in frasi più ambigue, proprio come quelle segnalate nei precedenti post: "Il fanciullo partì felice per le vacanze"; "Le fanciulle se ne andarono zitte zitte al mercato". L'ambiguità consiste proprio nella possibile autonomia delle frasi anche senza l'aggettivo seguente. Tra la frase "Le fanciulle se ne andarono zitte al mercato" e "Le fanciulle se ne andarono al mercato", il significato non è compromesso (come accade negli esempi più netti, come quelli sopra riportati). Il prof. Arcangeli parla di esempi deboli, e ciò è giusto (non a caso la grammatica di Marino Moretti include questi casi nell'ambito dei complementi predicativi). Credo però non sia fuori luogo parlare di ambiguità, o di OSCILLAZIONE.

In definitiva, se si vuole seguire la grammatica tradizionale, si parlerà anche per questi esempi di complemento predicativo; se invece si vuole parlare secondo ragione, si dovrà quanto meno indicare la natura dubbia del caso e avanzare l'ipotesi di un complemento di modo. (Naturalmente solo per i casi dubbi! Non in frasi come "Antonio andò fallito", dove “fallito” è per necessità un predicativo del soggetto).

Pertanto, serve una grande attenzione alla natura della materia verbale.