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giovedì 24 settembre 2015

Legno dilègine

Cortese dott. Raso,
 sono un suo entusiasta e assiduo lettore, anche se non ho mai inviato un commento alle sue istruttive "noterelle". Mi è capitato fra le mani un vecchissimo manuale per la lavorazione del legno, a un certo punto mi sono imbattuto in questa frase: «per questa lavorazione è consigliabile adoperare un legno dilegine». Ho consultato i vocabolari in mio possesso (anche quelli on-line) ma non ho trovato traccia del termine "dilegine". Esiste questo vocabolo? Se sì, cosa sta a significare?
 La ringrazio di cuore se prenderà in considerazione la mia richiesta.
 Con cordialità.
 Renato V.
Venezia
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Gentile Renato, il vocabolo in questione non è attestato in tutti (?) i vocabolari dell'uso perché i lessicografi lo hanno relegato nella soffitta della lingua. È un aggettivo e significa "che si può piegare", quindi "morbido", "fiacco" e simili. Lo attesta il Tommaseo-Bellini. Clicchi qui.
Per la provenienza guardi anche qui.

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