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giovedì 1 novembre 2012

Cotto e... cociuto




Cortese dott. Raso,
mi rivolgo a lei per un quesito che non ha trovato risposta nei vocabolari che ho consultato. Un mio amico mi ha detto che il verbo cuocere ha due participi passati, “cotto” e “cociuto”. Il secondo, le confesso, mi lascia molto perplesso perché non l’ho mai sentito. Si può dire, per esempio, che i fagioli vanno cociuti assieme alla pasta? I vocabolari in mio possesso, ripeto, non mi sono stati d’aiuto. Confido in lei, se vorrà rispondermi.
Grazie e cordiali saluti
Eugenio T.
Savona
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Gentile Eugenio, no, i fagioli vanno cotti, non “cociuti”. Il suo amico, comunque, ha ragione, il verbo in questione ha due participi passati, cotto e cociuto, appunto. Non si adoperano, però, indifferentemente. Il primo, cotto, si usa in senso proprio: il sugo è cotto. Il secondo, cociuto, si adopera in senso figurato e intransitivamente con il significato di “rincresciuto”, “indispettito” e simili: il tuo comportamento, caro Pasquale, mi è molto cociuto, cioè mi ha indispettito. E sempre a proposito di cuocere, è interessante notare che fino a qualche secolo fa la grafia “corretta” era con la “q”: quocere, come si evince dal vocabolario dell’Accademia della Crusca e da altre pubblicazioni. Si clicchi su:
https://www.google.it/search?q=%22quocere%22&btnG=Cerca+nei+libri&tbm=bks&tbo=1&hl=it

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