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martedì 22 maggio 2012

Non fate gli indiani...




Siamo stati sommersi dai messaggi di alcuni blogghisti che, spalleggiati dai vocabolari, ci hanno contestato la correttezza di comproduzione: a loro avviso la grafia corretta è “coproduzione”. Poiché non è nostro costume dare informazioni errate, soprattutto per ciò che concerne la Lingua, affidiamo la nostra “difesa” al Dizionario Linguistico Moderno del compianto glottologo Aldo Gabrielli.

«Coproduzione è brutto neologismo, specialmente del gergo cinematografico. In buon italiano il prefisso co- (per ‘con-’) si costruisce solo dinanzi a vocale:coabitazione, coincidenza, cooperare, coutente. In ogni altro caso si ha il prefisso con-, mutato anche in com- o assimilato. La forma logica e giusta dovrebbe essere, quindi, comproduzione». E aggiunge che la forma coproduzione anche se in uso è errata.

Riteniamo doveroso, per tanto, soffermarci, ancora una volta, sul corretto uso del prefisso con-. Detto prefisso perde la ‘n’ davanti a parole che cominciano con vocale: coautore, coinquilino; muta la ‘n’ in ‘m’ davanti alle parole che cominciano con le consonanti ‘b’ e ‘p’: combaciare, comproprietario (a proposito: perché si può dire benissimo ‘comproprietario’ e non si può dire, invece, ‘comproduttore’? Non è lo stesso caso?); si assimila davanti a parole che cominciano con le consonanti ‘l’, ‘r’, ‘m’: collaboratore, correlatore, commilitone. L’assimilazione, ricordiamolo, è un processo linguistico per cui dall’incontro di due consonanti la prima diventa uguale alla seconda, cioè si “assimila”.

Tornando alla parola ‘incriminata’, comproduzione, facciano attenzione i produttori cinematografici quando mettono sulla piazza un film in ‘coproduzione’ perché – come fa notare il Gabrielli – quel ‘copro’ iniziale ci richiama alla memoria altri composti come coprofagia, coprocoltura dove quel ‘copro’, derivato dal greco, sta a significare “sterco”. Un film in ‘coproduzione’, quindi…

Amici della carta stampata e no, non fate gli indiani, sapete benissimo di avere un gravoso compito: educare la gente anche e soprattutto sotto il profilo linguistico. Non diffondete parole errate come, per l’appunto, coproduzione.

Ah, dimenticavamo. Crediamo sia chiaro a tutti il significato dell’espressione “fare l’indiano”, ossia far finta di non capire. Questa locuzione è nata dalla figura dell’indigeno stereotipato, esattamente dell’abitante delle Indie occidentali, che agli occhi degli uomini europei appariva assente, sbalordito, dando la chiara impressione, appunto, di non capire.

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