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venerdì 13 aprile 2012

La portabandiera, le portabandiere


Dalla rubrica di lingua del quotidiano la Repubblica in rete:
Paolo scrive:
Buongiorno a tutti e buon fine settimana.
Vorrei per favore un chiarimento su queste frasi:
1) Martina e Paola sono le portabandiera della squadra
2) Martina e Paola sono portabandiera della squadra
3) Le ragazze sono le portabandiera della squadra
4) Le ragazze sono portabandiera della squadra
Come si agisce in questi casi? Meglio ripetere “Le” oppure no? È grammaticalmente errato, oppure è solo una questione di stile?
Grazie come sempre, saluti Paolo

linguista scrive:
Le frasi sono tutte corrette, ma la presenza o l’assenza dell’articolo determina differenti sfumature di significato. Mentre gli esempi (1) e (3), in cui è presente l’articolo, sembrano suggerire l’idea che le ragazze siano le uniche portabandiera della squadra, le frasi (2) e (4) pongono l’accento unicamente sul ruolo svolto dal soggetto, non escludendo cioè l’idea che anche altri (Giovanna, Francesca o perfino alcuni ragazzi) svolgano la funzione di portabandiera.
Marco Maggiore
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Ci dispiace, ma dissentiamo dal linguista di Repubblica. Tutte le frasi presentano il sostantivo ‘portabandiera’ invariabile (pur riferito a un femminile). La legge grammaticale (a dispetto dei vocabolari) stabilisce che «i sostantivi composti di una forma verbale e di un nome singolare femminile restano invariati se il “risultante” è di genere maschile: lo spazzaneve, gli spazzaneve; il portabandiera, i portabandiera. Se, invece, il “risultante” è di genere femminile prende, nel plurale, la desinenza femminile: la guardaroba, le guardarobe; la portabandiera, le portabandiere». Questa regola si può trovare nel “Prontuario di pronunzia e di ortografia” di Giulio Bertoni e Francesco A. Ugolini e in altre pubblicazioni cliccando sui collegamenti in calce.

https://www.google.it/search?tbm=bks&tbo=1&hl=it&q=%22le+portabandiere%22&btnG=


http://www.borsanalisi.com/palestra/midive5.shtml

2 commenti:

Marco Maggiore ha detto...

Gentile dottor Raso, le faccio anzitutto i complimenti per il suo blog, animato da una passione e da un amore per la nostra lingua sinceri ed esemplari. La ringrazio dell'osservazione che propone in riferimento al mio post odierno. Mi permetta però di segnalare che nell'italiano contemporaneo è ammesso l'uso di portabandiera come sostantivo maschile e femminile invariabile, come può appurare consultando il Grande Dizionario Italiano dell'Uso di Tullio De Mauro, che anzi non ne contempla affatto impieghi differenziati al plurale. Ognuno è libero di applicare a suo piacere regole grammaticali che si leggono nei prontuari ortografici degli anni '30, quando non nelle grammatiche cinquecentesche, ma non so se ciò possa costituire una valida base per accusarmi di aver avallato un uso scorretto. Un cordiale saluto e buon fine settimana

Marco Maggiore

Fausto Raso ha detto...

Cortese dr Maggiore, grazie di cuore per le belle parole di cui ha voluto onorarmi. Io non l'ho accusata di nulla, ho solo scritto che dissento da lei, e dissentire - come ovviamente sa - significa, tra l'altro, "essere in disaccordo sul piano delle opinioni e dei giudizi". Lei stesso scrive, infatti, che "ognuno è libero di applicare a suo piacere regole grammaticali...". Le regole cui ho fatto riferimento non sono però - come lei sostiene - degli anni Trenta o, addirittura, del Cinquecento (come si può vedere dai collegamenti che ho segnalato). Si può concludere, quindi, che per quanto attiene alla formazione del plurale di alcuni nomi composti la grammatica lascia ampia liberta di scelta. Io ho solo dissentito da lei sulla sua scelta. Un saluto cordialissimo e una buona fine settimana anche a lei.
Fausto Raso