lunedì 31 marzo 2025

Tra inganni e collisioni: colluso e colliso


C'
era una volta, tanto, tanto tempo fa, un piccolo villaggio incastonato tra verdi colline e attraversato da un torrente cristallino: era abitato da parole italiane, ciascuna con una propria storia e identità. Fra le tante vivevano Colluso e Colliso, due termini che sembravano somigliarsi tanto da confondere persino gli abitanti più saggi del villaggio.

Colluso era un termine astuto, dotato di un'intelligenza strategica e una capacità di cogliere opportunità nascoste. Proveniva dal verbo latino colludere, che significa "giocare insieme" o "cospirare". Amava nascondersi dietro accordi segreti e alleanze poco trasparenti. Passeggiava nel villaggio con un sorriso enigmatico, portando con sé una borsa piena di carte firmate con strette di mano ambigue. "Sai," era solito dire agli altri, "la collaborazione è potente... soprattutto quando resta nell'ombra."

Colliso, invece, era un tipo irruente e diretto. Anche il suo nome proveniva dal latino, dal verbo collidere, che significa "scontrarsi" o "urtarsi". Si vantava dei suoi racconti drammatici, sempre pieni di azione: scontri tra cavalli galoppanti, collisioni tra carri sulla strada principale, e persino asteroidi che sfioravano il villaggio. Colliso, insomma, amava esagerare per rendere ogni impatto un vero spettacolo.

Un pomeriggio, nel villaggio arrivò un viaggiatore distratto. Aveva trascorso molte ore camminando sotto il sole cocente e, quando vide l'insegna di benvenuto all'ingresso, si fermò per leggerla. Il cartello, un'antica tavola di legno intagliata, recitava: "Benvenuti a Colluso e Colliso". Il viaggiatore, confuso e stanco, strinse gli occhi e rifletté: "Che strano nome per un luogo. Forse non si tratta di un solo villaggio, ma di due paesi confinanti. O chissà, magari è un unico villaggio diviso in due quartieri... oppure è solo un errore di chi ha redatto il cartello!"

Senza pensarci troppo, cominciò a esplorare il villaggio, ma la sua confusione peggiorava a mano a mano che interagiva con gli abitanti. Quando una signora anziana gli raccontò di un incidente tra due carri, esclamando: "Un vero evento da Colliso!", il viaggiatore immaginò un patto segreto tra i carrettieri. Quando un mercante gli parlò di un losco affare dicendo: "Questa è opera di Colluso!", lui pensò a un violento scontro tra mercanti rivali.

La sua confusione raggiunse il culmine quando il viaggiatore assistette a una scena in piazza. Colliso stava raccontando animatamente di una collisione tra due alberi abbattuti dal vento. "Ecco, un perfetto esempio di un evento Colliso!" diceva orgoglioso. Nel frattempo, Colluso stava sussurrando a un gruppo di parole una strategia per evitare le tasse del villaggio. "Sapete, una bella collusione può risolvere tutto," dichiarava con un sorriso.

Alla fine, gli abitanti si resero conto della confusione del viaggiatore e decisero, quindi, di spiegargli la differenza. Si riunirono nella grande piazza e Colluso prese la parola per primo: "Io, gentile amico, rappresento l'inganno e le collaborazioni segrete per scopi discutibili. Pensami come una parola legata ai comportamenti poco etici."

Colliso aggiunse: "Io, invece, sono il simbolo del caos fisico: collisioni, scontri e impatti. Sono diretto e potente, con me niente sotterfugi!"

Per chiarire ulteriormente, alcuni abitanti aggiunsero: "Colluso è ciò che accade quando due persone fanno un accordo illegale per truffare la comunità," disse il sindaco del villaggio. "Colliso è ciò che accade quando due biciclette si urtano nella piazza centrale," intervenne un bambino.

Finalmente il viaggiatore capì e, con un sorriso sollevato, esclamò: "Ora è tutto chiaro! Grazie, grazie abitanti del villaggio!" Da quel giorno, Colluso e Colliso divennero un esempio di precisione linguistica, ciascuno fiero della propria identità.



(Le immagini sono riprese dalla Rete, di dominio pubblico, quindi. Se víolano i diritti d'autore scrivetemi; saranno prontamente rimosse: fauras@iol.it)

venerdì 28 marzo 2025

Sgroi – 194 - “Qua(c)quaraquà”: a) ‘individuo senza spina dorsale’ o b) ‘spia, delatore’?





 di Salvatore Claudio Sgroi 

 

 

1. Evento politico 


Il leader di Forza Italia e vicepremier, Antonio Tajani, concludendo i lavori del convegno Forza Europa. Giovani per la libertà verso il futuro, organizzato a Milano domenica 23 marzo 2025, alle 10:30, ha affermato: 

 “Il testamento politico [di Berlusconi] che noi abbiamo raccolto dimostra cosa è un partito serio e che differenza c’è tra questo e un partito quaquaraquà. Un partito quaquaraquà è un partito che parla, che dice senza sognare, senza riflettere. I partiti quaquaraquà sono partiti populisti. Sono quelli che un giorno dicono una cosa e un altro giorno ne dicono un’altra. I partiti seri sono quelli che studiano, che approfondiscono e poi parlano e poi decidono. Quelli che poi fanno quello che dicono e non rinnegano quello che dicono, cambiando idea”.  

Sembrerebbe che il quaquaraquà fosse riferito all’alleato Matteo Salvini della Lega. 

Com’è noto, il sicilianismo quaquaraquà deve la fortuna a Leornado Sciascia che nel Giorno della civetta (1961), etichettò gli uomini in 5 categorie: “Omini, mezzi omini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà”. 

 

2. Quaquaraquà nella lessicografia 


Il significato del termine è chiarito nell’uso fatto da Antonio Tajani, ed è confermato da dizionari quali: 

Zingarelli 2024 (a partire dall’ed. 1996) quaquaraquà s.m. e f. (spreg.) persona priva di ogni valore, nullità”, con citaz. sciasciana decurtata: “gli uomini …gli ominicchi… e i q. (L. Sciascia)””. Ed etimo corretto, non neoformazione ma dialettalismo: “vc. sicil. di natura onomat., datato 1961. 

E Garzanti-Patota 2013 con Garzanti 2020: quacquaraquà, quaquaraquà n.m. e f. “Persona che parla troppo e che manca di serietà, con l’es. “di colpo, si sentì un quaquaraquà, un uomo da niente, capace di nessun rispetto” Camilleri [1996]. Ma con etimo sincronico: “Voce espressiva”. 

 

2.1. Lessici con fanta-significato 


Altri dizionari registrano invece uno pseudo-significato, in quanto invero inesistente, di ‘spia, delatore’: 

Così il De Mauro 2000: quaquaraquà s.m. e f.inv. nel gergo mafioso, delatore, spia”, datato 1961, con [errato] etimo sincronico “voce onom.”. Immutato nel Nuovo De Mauro on line <https://dizionario.internazionale.it/parola/quaquaraquaquaquaraquà>. 

Così il Dizionario italiano multimediale e multilingue d’ortografia e di pronunzia., seconda edizione multimediale (2025): "quaquaraquà (meno com. quacquaracquà) s. m. — voce del gergo della mafia per «chiacchierone, spia»".

 

 

2.2. Lessici con significato reale e inventato 


Oppure registrano sia il significato corretto che lo pseudo-significato. 

Nuovo Devoto-Oli 2017-2013 (al Devoto-Oli illustrato 19872 si deve per primo l’introduzione del fortunato pseudo-significato nella dizionaristica): quaquaraquà o [terza variante] quacquaracquà s.m. e f. “Gerg., Region., Sicil”, con ridondanza: “1. Chiacchierone [?], delatore, spia”, 2. Persona di poco conto, che parla troppo [?]“. Etimo contraddittoriamente anche sincronico: “Voce del gergo della mafia, modellata sul verso delle anatre e delle oche; 1961”. 

Così il GRADIT di T. De Mauro 1999 quaquaraquà s.m. e f.” delatore, spiaCO[mune] nel gergo mafioso”; "estens. persona di poco conto", var, "quacquaraquà", con etimo sincronico “voce onom.”, datato 1961. 

Il Sabatini-Coletti 2003 e 2007 quaquaraquà  o quacquaraquà s.m. e f. a) “Individuo senza nerbo, smidollato”, b) nel gergo della mafia, mafia, delatore, spia”, con etimo sincronico. “voce gergale di orig. onom. espressiva. a. 1961”. Immutato nella ried. come Dizionario italiano di F. Sabatini – V. Coletti – M. Manfredini  (Hoepli 2022). 

Treccani on-line: quacquaraquà (o quaquaraquà) s. m. e f. [voce fonosimbolica, che ricorda il verso delle oche […]]. – Voce sicil., ma diffusa anche altrove, con cui si allude genericam. [i] a chi parla troppo, quindi chiacchierone (e, [ii] nel gergo della mafia, delatore [?]), o [iii] anche la persona alla cui loquacità non corrispondono capacità effettive, e perciò scarsamente affidabile: l’umanitàla divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà (Sciascia)”. 

Non diversamente Wikipedia: 

Quaquaraquà o quacquaraquà è un termine fonosimbolico della lingua [!] siciliana che richiama il verso dell'anatra (o della quaglia), ormai d'uso comune in quella italiana, in entrambe [i] con il significato di persona particolarmente loquace, ma priva di capacità effettive, per questo ritenuta scarsamente affidabile. [ii] Nel gergo mafioso (?) il termine quaquaraquà è anche usato come sinonimo di ‘delatore (?) [con rinvio al Dizionario Treccani on line]. La diffusione del termine avvenne negli anni successivi all'uscita del romanzo Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia, anche per effetto dell'omonimo film:  

«Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo…» (don Mariano Arena al capitano Bellodi) 

La parola si è largamente diffusa in ambito giornalistico e letterario, fino a divenire d'uso popolare. Curiosamente, il termine, durante l'accesa polemica sui "professionisti dell'antimafia", fu usato in un comunicato dall'associazione Coordinamento Antimafia per apostrofare proprio lo scrittore siciliano grazie al quale si diffuse. 

 

2.3. Qua(c)quaraquà nei dizionari bilingui 

I lessicografi bilingui quando si sono basati sui colleghi lessicografi monolingui ne hanno ereditato i difetti.  

 

2.3.1. Quaquaraquà nel Ragazzini 2023 


Il Ragazzini. Diz. inglese-italiano, italiano-inglese 2023 lemmatizza la voce quaquaraquà m. e f. con traducenti ipertrofici, fuorvianti, e marcati diatopicamente (region.) e diastraticamente (pop.) nella loro (pseudo)polisemia: 1 (region.) windbag; stuffed shirt 2 (pop.) informer; squealer (pop.); snitch (pop.)”. Una verifica nella sez. Ingl.-it. di tali voci inglesi, conferma il carattere fuorviante delle 5 soluzioni proposte: windbag n. 2 (fam.) parolaio; trombone (fam.); – stuffed shirt (fig.): pallone gonfiato (fig.); stupido borioso; formalista impettito; – informer n. 2 informatore (spec. della polizia), informatrice; delatore, delatrice; confidente; spia; – squealer n. 4 (fam.) spia; delatore; soffiatore, spifferone (fam.); – snitch n. (slang) spia; informatore. 

 

2.3.2. Quaquaraquà nel Grande Dizionario di Spagnolo. di Rossend Arqués – Adriana Padoan 2012 


Anche Il grande dizionario di spagnolo di Arques - Padoan 2012, riporta nella sez. It.-spagn. il lemma quaquaraquà con in più la variante quacquaracquà s.m. e f. inv.(spreg.), ma semanticamente iperdifferenziata, bi-semica:1 (smidollato) flojo, -ja 2. (gerg.) (delatore) soplόn, -lona, che vale infatti (nella sez. Sp.-it.):soplόn, -plona [...] B. s.m., f. [...] 2 (delator) spia (f.), delatore, -trice; (quien pasa informaciόn) confidente. Due traducenti fuorvianti, quindi, su tutta la linea. 

 

2.3.3. Quaquaraquà nel Boch 20207 


Il Boch. Dizionario Francese-Italiano Italiano- Francese, a cura di Carla Salvioni Boch (20207)  accoglie la voce quaquaraquà s.m. e f.1 (gergo, mafia) mouchard 2 (spreg.) nul. Il lemma mouchard s.m. è reso nella sez. Fr.-it. con “(fam., spreg.) spione” (e non già con quaquaraquà); nul s.m. ha invece come traducente it. solo “(fam.) imbecille”.  

 

2.3.4. Quaquaraquà ne Il nuovo dizionario di tedesco di Luisa Giacoma - Suzanne Kolb 20092 


Quanto al tedesco, il Nuovo dizionario di Tedesco. Tedesco-Italiano Italiano-Tedesco a cura di L. Giacoma-S. Kolb 20092 lemmatizza nella sez. It.-ted. la voce quaquaraquà in quanto invar. (mf) sicil (ipertroficamente e irrealisticamente polisemica, ancora dipendendo si direbbe dallo Zing. 1995 e dal Ragazzini 20083 e 20094. Delle 4 accezioni con relativi pluri-traducenti, quella pertinente è solo l’ultima e solo l’ultimo traducente ted. Null f”:1 (chiacchierone) Schwatzer(in) m (f) spreg, Klatschbase f. fam spreg 2 (sbruffone) Angeber(in) m(f) fam, Prahler(in) m(f) spreg 3 slang spreg (spia) Spitzel m spreg 4 spreg (nullità) Schwatzer(in) m(f) spreg, 9 Null f fam spreg. Un riscontro di tali voci nella sez. Ted.-it. consente tra l’altro di rilevare l’assenza di quaquaraquà quale traducente:  

1a. Schwatzer(in) m (f) pej 1 pettegolo/a, chiacchierone/a 2 pettegolo/a. 

1b. Klatschbase f fam pej pettegolo/a, chiacchierone/a, comare. 

2a. Angeber(in) m(f) pej spaccone/a, gradasso/a, sbruffone/a, fanfarone/a, smargiasso/a, guascone/a. 

2b. Prahler(in) m(f) pej fanfarone/a, gradasso/a, smargiasso/a, millantatore/trice. 

3. Spitzel m spia f, spione m; informatore m (della polizia), delatore m; talpa f. 

4a. Schwatzer(in) m(f) = 1a (!). 

4b. Null f fam pej Nullità. 

 

3. Il metodo della glossografia delle origini 


Ma com’è nato il significato fantasmatico gergale di quaquaraquà ‘spia, delatore’, da quarant’anni a questa parte? 

L’aver letto nel Giorno della civetta che il Dibella, detto Parrinieddu, era un quaquaraqua e qualche riga dopo che “era una spia, un confidente dei carabinieri ha spinto i redattori del Devoto-Oli illustrato 19872 a porre l’equivalenza sinonimica tra quaquaraquà e spia (o delatore) e (sinon.) chiacchierone. Dalla coreferenza dei due enunciati si è così passati alla sinonimia dei loro predicati Il Devoto-Oli illustrato 19872, seguendo per primo “il metodo della glossografia delle origini”,  ha considerato “interfungibili i due sostantivi sintagmaticamente vicini spia e quaquaraquà, assunti rispettivamente come glossa e glossema”. 




























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