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mercoledì 27 agosto 2014

Irruento? No, irruente

Ci spiace il constatare che il prestigioso vocabolario della lingua italiana "Treccani" metta a lemma, addirittura come prima occorrenza, "irruento". In buona lingua italiana l'aggettivo "irruento" (con il rispettivo femminile "irruenta") non esiste. La sola forma corretta è "irruente", unica per il maschile e il femminile, con il plurale "irruenti", essendo un aggettivo della II classe, come "facile": tono irruente, toni irruenti; manifestazione irruente, manifestazioni irruenti. Lo stesso vocabolario, come si può vedere, fa discendere l'aggettivo dal participio presente del verbo latino "irruere", "irruens, irruentis", divenuto in italiano "irruente(m)". Perché, dunque, mettere a lemma la forma errata?
Dal "Treccani":
irrüènto (o
irrüènte) agg. [dal lat. irruens –entis, part. pres. di irruĕre “irrompere ?, comp. di in–1 e ruĕre “precipitarsi ?]. – Che si avventa, che irrompe con forza impetuosa. In senso proprio, solo nell'uso letter., è sinon. di irrompente (v. irrompere), e come questo ha valore participiale, ma esprime maggiore violenza: non era possibile in alcun modo arrestare le orde nemiche i.; folla i.; acque i.; Cornelia s'era voltata verso il mare e guardava con gli occhi sbarrati i cavalloni i. nello steccato (G. Salvadori). Più com. in senso fig., impetuoso, violento, detto della persona e delle sue manifestazioni, sia per impulso momentaneo (d'ira, di sdegno, di minaccia), sia per temperamento: un uomo i.; carattere i.; invettive i.; il tono i. delle sue parole. ✦ Avv.
irruenteménte, con irruenza, con impeto irrefrenabile: aggredire irruentemente qualcuno con male parole.

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