mercoledì 22 luglio 2020

I ticket d’autobus e i ticket della Sanità


Dal dr Claudio Antonelli riceviamo e pubblichiamo
Vi sono zone in Italia, soprattutto nel Sud della penisola, dove nei mezzi pubblici di trasporto pochi pagano il biglietto (“ticket” diremmo noi, espatriati italiani in Canada).  Nell’improbabile ipotesi che il fantomatico controllore per una volta si manifestasse e che volesse far pagare il biglietto a quelli che viaggiano a sbafo, il suo gesto susciterebbe un immediato grido di riprovazione tra i numerosi portoghesiSe per esprimere la stessa idea, voi che venite dal Nord America, userete la parola “ticket” al posto di “biglietto”, e direte: “Voi in Italia dovreste far pagare a tutti il ticket!” vi salteranno letteralmente addosso tutti, perché per tutti, nella penisola, “ticket” significa “ticket moderatore” ossia la “Quota che si deve corrispondere per usufruire di un determinato servizio pubblico.” (Zingarelli 2011). 
E il popolo della penisola – noi lo sappiamo – è in maggioranza contro qualsivoglia “ticket”
Ancora una volta, quindi, abbiamo l’esempio di una parola “inglese”, facente ormai parte del vocabolario italiano, che confonde le idee ad Americani ed Inglesi, perché questi ultimi danno a ticket un significato che non corrisponde a quello invalso nella parlata anglo-italiana degli abitanti del Belpaese. 
A dire il vero anche i Francesi usano la parola ticket, ma quando si riferiscono al ticket moderatore è imperativo per loro, per farsi capire, ricorrere all’espressione “ticket modérateur”Gli Italiani, invece, non si perdono in tante quisquilie. Per loro la parola “ticket” non ha nulla a che vedere né con il biglietto d’autobus né con quello della metropolitana.

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