di
Salvatore Claudio Sgroi
1. Papa Francesco in Internet
Di recente ci è capitato di sentire in Internet Papa Francesco nel corso di un intervento a Ottavia 13 marzo 2017 in G 2000 speciale su “Il dialogo con i ragazzi del catechismo”. Lo stesso non potremmo dire di Papa Leone XIV, decisamente italografo e pochissimo italofono in TV, se non come lettore di testi scritti, quindi non interferiti con l’angloamericano se non a livello di intonazione. In cambio, in un video on line intitolato “3 errori che bloccano la tua vita di preghiere” appare una foto di Papa Leone in cui egli indica “tre” con la mano, all’americana, piegando cioè pollice e mignolo, e non come gli italiani piegando anulare e mignolo.
2. Fonologia
Da argentino-nativofono Papa Francesco tende in italiano a non pronunciare le doppie, così /abassano/, /se tu ti arrabi/, /dubio/, /davero/, /sarano/, /parocchia/ ripetuto due volte; l’italiano, com’è noto, oppone fonologicamente le scempie alle doppie, ess. piove/piovve, cane/canne, caro/carro, diversamente dallo spagnolo.
Per quanto riguarda gli accenti, ha pronunciato /papà e mamma litìgano/ e /tutti si comunìcano/ sdruccioli anziché /lìtigano/ e /comùnicano/ bisdruccioli. In passato, come avevamo documentato nel nostro Le parole di Papa Francesco e le prime parole di Papa Leone XIV (libreria universitaria.it edizioni 2025, p. 375) aveva detto: /si interrògano/, /mormòrano/, /insanguìnano/, /fabbrìcano/ sdruccioli anziché bisdruccioli /si intèrrogano/, /mòrmorano/, /insànguinano/, /fàbbricano/. Il che si spiega, non perché in spagnolo non esistano parole bisdrucciole (cfr. cómetelo ‘mangiatelo’, señálamelo ‘segnalamelo’), ma col fatto che in spagnolo esiste una restrizione specifica riguardo all’accentazione del verbo, ovvero “l’accento non può andare prima della sillaba che precede il tema”.
3. Morfologia e morfosintassi
A livello morfologico è da rilevare l’es. “[io] da bambino andava allo stadio” anziché ‘io andavo’ perché in spagnolo la 1a e la 3a persona dell’imperfetto indicativo sono identici: (yo/él) iba, come nell’italiano antico.
A livello morfo-sintattico pronuncia la frase “devi dirle, a Gesù” anziché ‘devi dirgli, a Gesù’, perché in sp. il pronome personale le è ambigenere, valendo sia ‘a lui/gli’ che ‘a lei/le’. In passato aveva detto “le dissi al parroco”, come indicato nel citato volume (p. 404).
Usa il possessivo suo anziché ‘proprio’: “Ognuno con la sua famiglia” anziché ‘con la propria famiglia’.
Il pronominale andarsi via per ‘andarsene via’ ricalca lo sp. irse.
Non mancano frasi con complemento oggetto preposizionale animato, per es. “ringrazio tanto a voi, catechiste e catechisti”, “ringrazio a questi postini”. In passato aveva detto “Tutti i giorni alle sette del pomeriggio chiamo alla parrocchia di Gaza” (cfr. il citato vol. p. 399).
Il verbo al sing., anziché accordato col soggetto plur., appare nella frase “A me piace direttamente le cose”.
Il costrutto Ringrazio questo ‘ringrazio per questo’ ricalca lo sp.: cfr. “para agradecerme el regalo ‘per ringraziarmi del regalo’ (R. Arqués-A. Padoan, Il grande dizionario di spagnolo, Zanichelli 2012, sub agradecer).
E non mancano ess. con oggetto preposizionale preverbale con verbi transitivi, un uso questo invero pan-italiano: “A me spaventa quando una persona è cattiva” che vale ‘quanto a me, spaventa quando…’, “A me spaventa la capacità di distruzione che hanno le chiacchiere”, già segnalato con vari altri ess. nel citato volume (pp. 400-402).
L’imperativo negativo al congiuntivo “non ti preoccupi” è ricalcato sullo sp. no te preocupes anziché con l’infinito ‘non ti preoccupare’, come il “non ti dimentichi dei poveri”, ricordato nel citato vol. (p. 407).
Papa Francesco utilizza peraltro l’indicativo informale, proprio dell’italiano medio o neo-standard anziché il cong., in una frase come “Credo che è [anziché: sia) un problema che dobbiamo risolvere”, presente anche altrove, anche se il congiuntivo tende a prevalere, come abbiamo rilevato nel citato vol. (pp. 394-96).
4. Formazione delle parole
Concludiamo con il suffissato neologico chiacchier-aggio (inesistente in “Google libri ricerca avanzata”) per ‘chiaccher-iccio’ col suffisso –aggio, che “forma produttivamente sostantivi maschili denominali che indicano attività per lo più valutate negativamente: bagarinaggio, crumiraggio, spionaggio”, o anche ricicl-aggio, boicott-aggio, malandrin-aggio, sciacall-aggio, strozzin-aggio, ecc. (De Mauro 2000, anche on line), che rende lo sp. cotorr-eo, charl-oteo.
Sommario
1. Papa Francesco in Internet
2. Fonologia
3. Morfologia e morfosintassi
4. Formazione delle parole
(Alcune immagini sono state reperite in Rete. Se violassero diritti d’autore, vi prego di segnalarmelo: saranno prontamente rimosse: fauras@iol.it)

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