domenica 14 giugno 2020

La pandemia e gli anglicismi


Il 9 febbraio 2016 scrivevamo che «la Crusca boccia i termini tecnici inglesi. Forse potremo fare a meno di avere a portata di mano un vocabolario inglese-italiano quando, seduti in poltrona, leggiamo un giornale "italiano"».  La pandemia, purtroppo, ci ha messo lo... zampino. In proposito si veda anche qui.

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Presenziare — può essere tanto transitivo quanto intransitivo, come riportano i vocabolari. La “transitività” o l’ “intransitività”, però, non sono date dal caso: il suddetto verbo sarà transitivo quando sta per “intervenire a qualcosa”, "partecipare" (‘presenziare’ il congresso, il dibattito); intransitivo quando significa “prendere parte a qualcosa” , “essere presente” (‘presenziare’ alla cerimonia).

sabato 13 giugno 2020

Ho corso, ma non sono còrso


La vocale "o" (come la "e") ha due suoni (nella pronuncia): aperto (ò) e chiuso (ó). Molte parole cambiano di significato a seconda della pronuncia della "o", come nel titolo: córso, con la "o" chiusa, è voce del verbo correre; còrso, con la "o" aperta, è l'abitante della Corsica. Solo un buon dizionario potrà indicarci se la "o" in sillaba tonica è chiusa o aperta.  
     Diamo un breve elenco  esemplificativo dove si può vedere la differenza di significato dei sostantivi che hanno la "o" chiusa e aperta. 
     Ó (chiusa): botte (recipiente); colto (istruito); mozzo (marinaio); tocco (verbo toccare); torta (dolce); volto (viso). 
     Ò (aperta): botte (percosse); colto (raccolto); mozzo (parte della ruota); tocco (pezzo); torta (ricurva); volto (verbo voltare).
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La parola proposta da questo portale: quadrarco. Sostantivo maschile con il quale si indica, in architettura, un edificio di pianta quadrangolare, in ogni lato del quale si apre un'arcata. Voce aulica di origine latina: composta con "quadri-" (da "quattuor"), quattro e "arco".

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La lingua "biforcuta" della stampa
Scriveteci per segnalarci le storie che ritenete valga la pena adottare
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Confessiamo la nostra crassa ignoranza. Non sapevamo che le storie si "adottano", lo apprendiamo ora da un autorevole quotidiano in rete. E ringraziamo.


venerdì 12 giugno 2020

Sgroi - 68 - "Avido lettore": anglicismo? Ma no: franco-latinismo!


di Salvatore Claudio Sgroi

1. Correttezza normativa del sintagma avido lettore e lettore avido
Nel precedente intervento dell'8 giugno "Avido lettore: corretto o non corretto? Anglicismo o no?" ci siamo soffermati, in seguito all'intervento di Luca Passani del 7 giugno I vocabolari che lavoro fanno?, sulla correttezza normativa del sintagma in questione e della variante lettore avido, latitanti nella corrente lessicografia (anche nel pur grande LEI "Lessico Etimologico Italiano") con qualche eccezione (per es. nel Dizionario bilingue Ingl.-ital. Ital.-ingl. del Ragazzini) e presenti casualmente, si potrebbe dire, nel metalinguaggio del Battaglia 1966, 1972, 1984 e del Tommaseo-Bellini 1869, ma attestati nell'uso di parlanti segnalati in Google da L. Passani, a parte il non comune leggitore avido del Tommaseo-Bellini 1869.

2. Vitalità di avido lettore nel Settecento e nell'Ottocento
Un attento amico ci ha fatto osservare di aver trovato di avido lettore "in Google Libri qualche esempio degli anni 1805-1808. Uno risale[nte] addirittura al 1728!".
E un altro amico ci ha rinviato a  un es. del 1859 in Luigi della Noce - Federico Torre, Nuovo Vocabolario italiano-latino compilato ad uso delle scuole, Torino, Tip. Favale e Comp.: "Divoratore di libri, Avido lettore: librorum heluo" (p. 730) ("nuova ed. stereotipata diligentemente riveduta e corretta", Torino 1875, p. 219).
In effetti, un'attenta, paziente "compulsazione" di Google Book ricerca avanzata ha consentito di 'pescare' l'es. del 1728:

(i) Giuseppe Buonamici 1728 : "tal Maniera rende più attento e sospeso l'avido lettore alle cose narrate" (Lettera critica del sig. Buonamici sulle osservazioni aggiunte all'edizione del Decamerone del Boccaccio fatta in Londra nel MDCCXXV, Parigi, 1728 p. 57).

E poi un altro della seconda metà del Settecento:

(ii) 1763/1792: "Ma quando darà ella in luce la ultima parte della sua storia, perchè io possa subito commetterla? Sia sicuro, che non avrà lettore più avido e più ghiotto di me" (Lettera, Pisa 16 dicembre 1763, in Opere del conte Algarotti edizione novissima, in Venezia, Carlo Palese, 1792, t. X, parte II, p. 192).

Quanto alla documentazione ottocentesca non meno di una dozzina sono gli ess. reperibili al riguardo, equamente ripartiti nella prima e seconda metà dell''800:

(i) 1808: "molto meno l'avido lettore potrà dispensarsi dallo scorrere l'altra lettera [...]" (Giornale pisano di letteratura scienze ed arti, Pisa, t. IX, p. 262).
(ii) can. Domenico Moreni 1822: "[...] tutto ciò, che l'avido lettore bramerebbe di sapere, lo spera inutilmente" (Prefazione, in Del viaggio in Terra Santa fatto e descritto da ser Mariano da Siena nel secolo XV. Codice inedito, Firenze, Magheri, p. xxxix).
(iii) a.m. Giuseppe Milner 1828: "Ho posto sott'occhio dell'avido lettore alcune interessanti particolarità della vita privata di Lutero prima, che assumesse quel pubblico carattere, che rese il suo nome immortale" (Cenni sui primordj della riforma, nata ai giorni di Martino Lutero, nel principio del secolo decimo sesto, Malta, pp. 29-30).
(iv) Tullio Dandolo 1832: "[...] fa sì che in legger questo libro scarso diletto sen tragga , scarsa istruzione , e molto rimangasi da desiderare, all'avido lettore" (Prospetto della Svizzera, Milano, p. I, pp. 61-62).
(v) Michele Agazzini 1835: "Alla vista di questo titolo l'avido lettore si pone tosto a rintracciare la storia della scienza sino al tempo di Gioja, e la condizione in cui era sino a quell'epoca" (Illustrazione del principio della nuova teorica de' valori, Milano, p. 36).
(vi) Gli Editori 1836: "II conte Tullio Dandolo, dopo avere [...] offerto all'avido lettore quanto presentava di rimarchevole per la storia, le leggi, i costumi, le situazioni quel pittoresco paese [...], si volge ora alla Svizzera orientale" (Ricoglitore italiano e straniero, Milano, p. 547, n.).

Nella Seconda metà dell''800 altri 6 ess.:

(vii) Guglielmo Thackeray 1868: "se v'ha difetto nelle sue scritture, è a quando a quando una certa trascuranza nel dettato, che si nasconde all'avido lettore, ma offende chi ben guarda ed analizza" (Il romanziere contemporaneo illustrato, 5 marzo, p. 55).
(viii) Giuseppe Tramonte 1880: "L'Americano è il più avido lettore del mondo, egli pensa più ai libri e ai giornali che a mangiare, e divora gli uni e gli altri col migliore appetito" (Le biblioteche popolari, Milano, Treves, p. 21).
(ix) 1887: "altrove egli stesso si confessa avido lettore e uditore di quella larga produzione epico- cavalleresca che dalla Toscana si diffondeva per l' Italia" (Cantari sulla guerra aquilana di Braccio, Roma, p. 4).
(x) Adolf Gaspary 1891: " [...] scrittori, che erano ammirati, idolatrati senza essere ancora conosciuti, si presentavano uno dopo l'altro all'avido lettore [...]" (Storia della letteratura Italiana, trad. dal ted., Loescher, p. 165).
(xi) 1897: "il Sacchi fu avido lettore dei libri e delle opere che si pubblicavano dai viaggiatori" (Atti della Società ligustica di scienze naturali e geografiche, Tip. di A. Ciminago, p. 156).
(xii) 1898: "La dolorosa e commovente istoria del bolognese Gaspare Bicci passa vertiginosamente sotto gli occhi dell'avido lettore" (Rivista d'Italia, vol. 2 p. 805).

2.1. Vitalità di avido leggitore nel Settecento e nell'Ottocento
Un'analoga ricerca condotta per la variante, oggi arcaica, di leggitore avido di 'desideroso di', ha consentito di attestare almeno 4 ess. già nel Settecento:

(i) Daniello Concina (O.P.) 1743: "Replicherà il Leggitore, avido di una più precisa istruzione, che bramerebbe di sapere in particolare, quali sieno cotesti libri pericolosi da evitarsi" (Della storia del probabilismo, e del rigorismo, Lucca, t. I, p. 603).
(ii) Vettor Sandi 1756: "onde leggitore avido di ulteriori nozioni [...] non ci accusi di mancanze" (Principj di storia civile della repubblica di Venezia, Venezia, vol. 2, pp. 918-19).
(iii) Anonimo 1780: "il leggitore, avido prima di leggerti, stufo quindi dalla lettura, fastidioso ti abbandonerà" (Traduzione in prosa delle lettere, ed arte poetica di Orazio, Napoli, p. 86).
(iv) Jean Levesque de Burigny, ‎Mariano Scasso Borrello 1794: "Il Leggitore avido d'innoltrarsi al di là delle Storiche cognizioni sdegnar non dee ch'io trascorra qui per alquante cose interessanti il Fisico, e segnatamente il Meteorologista" (Continuazione della Storia generale di Sicilia, Palermo, t. 6, p. 84).

E almeno uno dell'800, oltre quello su ricordato del Tommaseo-Bellini (1869):

(v) cav. Angelo Maria Ricci 1819, 1828: "L'eccesso in questo genere rende snervato il discorso [...], e stanca il leggitore avido, più di cose che di parole [...]" (Della vulgare eloquenza libri due, Napoli 1819, p. 62; ried. Rieti, 1828, t. 1, p. 131).

3. Vitalità di ingl. avid reader
Nel nostro precedente intervento dell'8 giugno avevamo indicato non meno di 7 ess. del sintagma avid reader, ben documentato nella lessicografia contemporanea soprattutto americana (Webster 19613 e Merriam-Webster 200311, e anche nel Collins Dictionary of the English language, ed. L. Urdang, London-Glasgow 1979, ried. 1982), riconducibili alla seconda metà dell'800: "an avid reader of newspapers" (1860), "an avid reader of books" (1872), "an avid reader of the Latin classics" (1890), "an avid reader of history and poetry" (1893), "an avid reader of murders and crimes of all sorts" (1895), "an avid reader" (1898), "the most avid reader of psychological romans" (1892), lasciando da parte un es. probabilmente di fine '700:

1786: "There was at least one avid reader of The Female Wits" (Henry Headley [1765-1786], Poems, William Andrews Clark Memorial Library, University of California, 1786, Edizioni 121-124, p. xv).

Alla luce però delle attestazioni italiane di lettore avido, su indicate già nel '700 (1728, 1763) e poi nell'800 (1808, 1822, 1828, 1832, 1835, 1836, 1859; e ancora: 1868, 1880, 1887, 1891, 1897, 1898), il calco semantico-strutturale sull'inglese in prima istanza è invero da derubricare con Yakov Malkiel a livello di "appui" o "rinforzo", in considerazione della particolare frequenza dell'ingl. avid reader testimoniata dalla lessicografia contemporanea (Webster 19613, Merriam-Webster 200311 e nel Collins 1979).

4. Vitalità di fr. lecteur avide
Tenendo poi presente che l'ingl. avid è un franco-latinismo risalente al 1769 (ricordato nell'OED 1982 e on line, nonché nel Merriam-Webster 200311), è più che opportuno verificare nel francese l'esistenza e la vitalità del fr. lecteur avide, possibile antecedente dell'it. avido lettore / lettore avido (1728, 1763).

4.1. Vitalità di fr. lecteur avide nel Seicento
Sulla scorta di Google libri ricerca avanzata in francese, il sintagma lecteur avide è in effetti documentato già nel '600:
(i) Anonimo 1675: "Nous n'avons pas besoin d'un lecteur trop avide, // Nous le voulons nourrir sans le repaistre à vuide" (Les 15 livres de Marcial. Trad. en vers avec remarques et tables necessaires, Paris, Iacques Langlois fils, Quatrième Edition, livre X, 59, p. 387). 
Il testo latino dell'epigramma di Marziale, alla base della versione poetica francese, è, come abbiamo potuto verificare, il seguente:
"Non opus est nobis nimium lectore guloso;
Hunc volo, non fiat qui sine pane satur".

Anche se in latino avidus può significare 'appassionato' (così per es. nel Campanini e Carboni 1993 con rinvio a Orazio e altri) qui non appare lectore avido.
L'es. non è peraltro isolato, essendo affiancato da uno successivo:

(ii) Hilaire-Bernard de Longepierre 1687: "Mais cependant, nous dit-on, ce Platon est ennuyeux, & le lecteur le plus avide a peine à en lire un Dialogue entier, quelque belle qu'en soit la traduction" (Discours sur les anciens, Paris, p. 51).

4.2. Vitalità di fr. lecteur avide nel Settecento
La vitalità del sintagma lecteur avide continua ancora nel corso di tutto il '700:

 (iii) Anthelme de Tricaud, ‎Alexis Gaudin 1706: "tout y est enfin dans un ordre agreable pour un Lecteur avide, & utile pour un Sçavant" (Remarques critiques sur la nouvelle édition du dictionnaire historique de Morery, Donnée en 1704, Paris, Preface, ã ij).
(iv) M. Pierre Bayle 17304: "tout y est enfin dans un ordre agreable pour un Lecteur avide, & utile pour un Sçavant" (Dictionaire historique et critique, Amsterdam-Leide, IV ed., t. IV p. 675).
Tendendo conto con Wikipedia delle varie edd. del Dictionnaire historique di M. Pierre Bayle, l'attestazione qui riportata del 1730, potrebbe anche essere anticipata al 1697: Dictionaire historique et critique de Pierre Bayle, première édition, Rotterdam, chez Reinier Leers, quatre parties en 2 volumes, in-folio; 1702 seconde édition, Rotterdam, chez Reinier Leers, trois volumes in-folio; 1715 troisième édition, Rotterdam (Geneva, Fabri et Barrillot), trois volumes in-folio (première édition pirate); 1720 quatrième (ou troisième) édition, ou édition Marchand, Rotterdam, chez Michel Bohm; quatre volumes in-folio; 1730 cinquième (ou quatrième) édition, Amsterdam, chez P. Brunel, et al; quatre volumes in-folio, le successive risalendo al 1734, 1738, 1740, 1741, 1767, 1801-1804, 1820, 1830, 2015.
(v) 1737: "Mais plus ces beautés sont exquises dans le détail pour des yeux éclairés, plus elles perdroient dans un exposé trop général, qui ne peut ni amuser, ni instruire un Lecteur avide & paresseux" (Mémoires pour l'histoire des sciences et des beaux-arts, avril 1737, Paris, p. 795).

Sintagma "avide de + V/N":
(vi) M.I.G.D.C. 1730: "Un Lecteur, avide de conaitre la vérité , exige dans les faits douteus toutes les preuves alléguées de part & d'autre" (Abrégé Cronologique De L'Histoire D'Angleterre, Amsterdam, t. XVI, p. 359).
(vii) 1734: "choses qui interessent fort peu le Lecteur avide d'être au fait" (Mercure de France, p. 834).
(viii) 1737: "nous aurons assez fait si nous réussissons à piquer la curiosité d'un Lecteur avide de belles Connoissances" (Bibliothèque françoise, ou histoire littéraire de la France, Amsterdam, t. XXV, premiere partie, p. 198).

Nella seconda metà del Settecento:
(ix) 1764: "trouver dans leur propre fonds ce qu'un Lecteur avide ne rencontre qu'avec beaucoup de temps dans un fonds étranger" (L'Année littéraire, p. 74).
(x) 1766: "Les événemens sont peut-être trop précipités, mais le lecteur avide ne regardera pas cette rapidité comme un défaut" (Mercure de France, p. 87).
 (xi) Antoine Sabatier de Castres 1772: "aux yeux d'un Lecteur avide & éclairé" (Les trois siècles de la littérature françoise, La Haye, t. 2, p. 85).
 (xii) Nicolas-Edme Rétif de La Bretonne 1785: "Quel est en effet le Lecteur avide, qui ne tressaille-pas de plaisir à la vue de cette inmense Colleccion de Contes qu'il a donnés au Publiq,[...]!" (Les contemporaines graduées, Leïpsick-Paris).
(xiii) 1787: "& dès-lors la notion du bonheur se perd sans ressource chez le lecteur avide & servile" (L'Esprit des Journaux, François et Étrangers, février 1787, t. II, p. 259).

Sintagma "avide de + V/N":
(xiv) Denis Diderot, ‎D'Alembert 1757: "‎Mais le lecteur avide d'autres détails, peut consulter le traité des fourmis de M. Gould, Lond 1747, in-8°" (‎Encyclopédie, ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, Paris, t. VII, p. 229).
(xv) 1761: "On peut renvoyer un Lecteur, avide d'en savoir d'avantage sur cette matière, à ce qu'en dit le celèbre Gundling [...]" (Idée d'un Bon Gouvernement, t. II, Politicopolis, p. 118).
(xvi) 1772: "fixer l'attention d'un lecteur avide d'actions d'éclat" (Mercure de France, p. 98).
(xviii) 1798: "On a cru que [...] c'étoit un moyen de répondre à l'impatience du lecteur avide de connoître la foule de nouveautés qui se succèdent" (Nouvelle bibliothèque des romans, Maradan, p. iv).

4.3. Vitalità di fr. lecteur avide nel ‘700-‘800-‘900 in BnF Gallica
Con la Bibliothèque Nationale Française GALLICA si potrebbe ulteriormente arricchire la esemplificazione sette-otto-novecentesca del sintagma lecteur avide, ma per brevità ci fermiamo qui, lasciando al lettore paziente l’ulteriore ricerca.

         5. Lat. avidus lector (IX sec.)
Mentre l'it. avido è un latinismo (< lat. avidus) databile av. 1348 G. Villani (DELI), non diversamente dal fr. avide, anch'esso latinismo, più tardo 1470 fig. (Trésor de la langue française), c'è ancora da chiedersi se in latino non esisteva/esistesse il sintagma avidus lector, assente peraltro nel Forcellini e nel Du Cange. In effetti il Mittellateinisches Wörterbuch di Otto Prinz - Johannes Schneider (Band I A-B, München, C.H. Beck 1967) alla voce avidus nell'accezione "2 latius: a studiosus, curiosus", registra (p. 1233, rr. 18, 20-21) un significativo es. di Rabano Mauro: Hraban.[us Maurus abbas Fuldensis (†a. 856)] nelle "epist.[olae (ca. a. 814-856)] 20 p. 426, 114": "[avid]-o lectori" (28 p. 443,7)".

6. Conclusione
Alla luce di quanto sopra, in italiano il settecentesco sintagma avido lettore (1728, 1763) si configura alla fine come franco-latinismo, in quanto calco semantico sul secentesco fr. lecteur avide (1675, 1678), a sua volta modellato sul lat. medievale avidus lector (sec. IX), mentre il franco-latinismo ingl. avid reader (1786?, 1860-1892) ha agito come "rinforzo" o "appui" sulla frequenza del sintagma italiano.

Sommario
1. Correttezza normativa del sintagma avido lettore e lettore avido
2. Vitalità di avido lettore nel Settecento e nell'Ottocento
2.1. Vitalità di avido leggitore nel Settecento e nell'Ottocento
3. Vitalità di ingl. avid reader (1786?, 1860-1892)
4. Vitalità di fr. lecteur avide
4.1. Vitalità di fr. lecteur avide nel Seicento
4.2. Vitalità di fr. lecteur avide nel Settecento
4.3. Vitalità di fr. lecteur avide nel '700-'800-'900 in BnF Gallica
5. Lat. avidus lector (IX sec.)
6. Conclusione





mercoledì 10 giugno 2020

I "revisionisti" del vocabolario Gabrielli in rete infertono ancora una coltellata al Maestro


Il compianto linguista Aldo Gabrielli si rivolterà nella tomba ogni volta che qualcuno revisiona il suo vocabolario credendo di apportarvi dei "miglioramenti", miglioramenti che stravolgono completamente il suo pensiero e sono una tremenda coltellata. L'ultima a proposito del verbo "intravedere". 
     Il vocabolario in rete "migliorato" riporta "intravvedere" (con due "v") variante di intravedere (con una sola "v"), "variante" che l'insigne glottologo ha decisamente condannato nel suo "Dizionario Linguistico Moderno". Alla voce intravedere rimanda al prefisso "intra-". 
     Vediamo, dunque. «Intra-, prefisso di parola, non richiede mai il raddoppiamento della consonante che segue; si comporta cioè come "tra-": intramettere, intramezzare, intraprendere, intravedere (err. perciò la forma "intravvedere" pur citata da alcuni diz.), ecc. Si noti che intravvenire non è eccezione, perché composto di intra e avvenire;  come non è eccezione intrattenere che è composto di in e trattenere».

martedì 9 giugno 2020

"Contact tracing"

Un interessante articolo del prof. Salvatore Claudio Sgroi ─ sul tracciamento dei contatti ─ pubblicato sul sito della Treccani.


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Il plurale di cassamadia

Qual è il plurale di cassamadia (quel mobile che serve per conservarvi la farina e il pane)? Tra i vocabolari consultati solo il Gabrielli ─ a nostro modesto avviso ─ registra la forma corretta: cassamadie. Pluralizza, cioè, soltanto il secondo elemento, seguendo la regola della formazione del plurale dei nomi composti di due sostantivi dello stesso genere. Il Devoto-Oli, il Garzanti, il Treccani, il DOP, il dizionario Olivetti e lo Zingarelli si fanno beffe della "legge" e pluralizzano entrambi i sostantivi: cassemadie. Il Palazzi e il De Mauro (in rete), non specificando, lasciano intendere, giustamente, che il corretto plurale è cassamadie. Il nostro consiglio ─ per coloro che amano il bel parlare e il bello scrivere ─ è quello di seguire la "legge   grammaticale".

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La lingua "biforcuta" della stampa

Roma, due 19enne pestati a sangue dal branco nel quartiere Trieste. L'aggressione in un video

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Correttamente: 19enni. Probabilmente i titolisti del quotidiano non sanno che il "suffisso" -enne  si pluralizza normalmente. Ora lo sanno.

lunedì 8 giugno 2020

Sgroi - 67 - "Avido lettore": corretto o non corretto? Anglicismo o no?


di Salvatore Claudio Sgroi

 1. L'evento terminologico
Il dibattito suscitato dal dr. Luca Passani con I vocabolari che lavoro fanno?, a proposito del sintagma "avido lettore" (assente nella lessicografia sincronica per es. nel Treccani, ecc. e storica, vedi il Battaglia), presenta un aspetto particolarmente intrigante, dal punto di vista teorico-terminologico, che va sottolineato. Si tratta dell'opposizione bottom-up ('dal basso') 'approccio descrittivista della lingua', 'dalla parte dei parlanti', versus top-down ('dall'alto in basso'), 'approccio prescrittivista, (neo)puristico della lingua'. Che richiama quella del sociolinguista americano William Labov 1972, from below 'da sotto, dal basso' vs from above 'da sopra, dall'alto' riferita ai cambiamenti della lingua, terminologia diffusa in Italia dal filologo romanzo Lorenzo Renzi (cfr. Come cambia la lingua. L'italiano in movimento, il Mulino 2012, pp. 94-95, 107, 109-10 n. 4).

2. Correttezza normativa di "avido lettore"
Riguardo al carattere "normativo" del sintagma "avido lettore", ovvero al suo essere "corretto", se i dizionari hanno voce in capitolo in quanto autorità e codificatori dell'uso, si può tener presente che il Dizionario Inglese Italiano Italiano Inglese di Giuseppe Ragazzini (Zanichelli) quarta ediz. 2004-rist. marzo 2017 − ma bisognerebbe accertare anche nelle precedenti ediz. 19671, 19842, 19953, 20024 con precedenti rist. al 2017 − nella sez. "Inglese-Italiano" lemmatizza avid a.[djective] "1. avido, accanito, appassionato" con l'es. "an a. reader, un avido lettore", mentre sotto reader n. 'lettore' ritorna l'es. "an avid r., un avido lettore".
Nella sez. "Italiano Inglese" sotto la voce avido con vari traducenti inglesi, appare poi l'es. "un a. lettore di fumetti, an avid reader of comics".

3. Etimo sincronico o diacronico di "avido lettore"?
Quanto a voler accertare poi se il sintagma avido lettore 'lettore appassionato, accanito' è/sia un calco sull'inglese/angloamericano, già sospetto per l'ordine "agg. + Nome" proprio delle lingue germaniche, rispetto alle lingue romanze (lettore avido), una scorsa al Webster 19613, ovvero Webster’s Third New International Dictionary of the English Language. Unabridged, A Merriam-Webster, Cologne, Könemann 1993 (rist. anast.), può aiutare a risolvere il problema. Il lemma avid è indicato etimologicamente come franco-latinismo derivante dal "F[rench] or L[atin]"; ovvero dal "F[rench] avide, fr.[om] L.[atin] avidus, [...]".
Riguardo alla semantica lo stesso dizionario indica come significato 2 "chracterized by entusiasm, ardor, and vigorous pursuit" con due ess.: "an avid reader" e "an avid gardener".
Il Merriam-Webster’s Collegiate Dictionary, Massachusetts, U.S.A. Springfield 2003 Eleventh Edition, a sua volta, riprende pressoché alla lettera i dati del Webster 19613, aggiungendo come data di prima attestazione il 1769 per un precedente significato.
Il Merriam-Webster riprende la stessa etimologia in quanto franco-latinismo derivante dal "F[rench] or L[atin]"; ovvero dal "F[rench] avide, fr.[om] L.[atin] avidus, [...]". E per la semantica indica come significato 2 "chracterized by entusiasm vigorous pursuit" con l'es. "avid readers", scorciando cosí la definizione del Webster 19613 ed eliminando un es.
Infine, stando all'OED ovvero Oxford English Dictionary, Oxford, Oxford U.P. 2002, ma anche nell'ed. on line (2020) l'accezione 2 (avid reader) è assente, il che farebbe pensare a un anglo-americanismo.

4. Attestazioni dei sintagmi lettore avido e leggitore avido
Se il sintagma avido lettore è, a quanto sembra, assente nella lessicografia sia descrittiva (per es. nel Treccani, nel De Mauro 2000, nel GRADIT 20072 ecc.) che storica (per es. nel Battaglia), la variante lettore avido è però presente nel metalinguaggio del Battaglia che ne fa uso per definire tre lemmi:
divoratore accezione n. 7 "Lettore avido e appassionato" (vol. IV, 1966, p. 886); "ingoiatore di libri: lettore avido" (vol. VII, 1972 p. 1051) e pappone accezione 2. Figur. (vol. XII 1984).
Prezioso altresì l'es. del Tommaseo nel lemma ingoiatore: "Ingoiatore di libri (leggitore avido, più che attento lettore)" (p. 1051), ovvero presente nel Tommaseo-Bellini, Dizionario della lingua italiana, Torino, vol. II, p. II, risalente al 1869.
A questo punto, se l'anteriorità dell'ingl. avid reader (Webster 19613) rispetto alla variante lettore avido del Battaglia (1966, 1972, 1984), peraltro meno comune dell'ingl. avid reader, non contraddice il calco semantico-strutturale di avido lettore sull'inglese-angloamericano, la presenza della variante tommaseiana "leggitore avido" 1869, peraltro non proprio comune, potrebbe invece far dubitare del calco semantico-strutturale di avido lettore sull'inglese-angloamericano.

5. Vitalità ottocentesca dell'ingl. avid reader
Ma sulla scorta di Google libri ricerca avanzata in inglese, possiamo documentare la vitalità del sintagma "avid reader" a partire almeno dal 1860, prima dunque del Tommaseo-Bellini 1869, senza peraltro dimenticare che il sintagma leggitore avido decisamente arcaico, rispetto al lettore avido del Battaglia, diventa corrente − solo nella variante strutturale avido lettore − grazie proprio all'ingl. avid reader:

(i) 1860: "With no more education than had been provided by the village school she was none the less an avid reader of newspapers, and since she was both shrewd and loquacious, her comments upon current affairs never lacked pungency or originality" (Rufus Isaacs First Marquess of Reading, by His Son, Hutchinson & Company Limited, p. 59).
(ii) 1872: "Mr. Pollack: Page 246: “Q. Was the decedent an avid reader of books? “A. Very. Very, very avid. “Q. When would he customarily read, in the summer time, or would it also be in the Winter time? “A. He read all the time in the evenings, [...]" (Records and Briefs, Library of the New York, C. Scribner & Company, p. 1642).
(iii) 1890: "Even this very limited survey of Petrarch's notes should buttress the already solid reputation of Petrarch as a forerunner of the humanists and as an avid reader of the Latin classics" (Harvard Studies in Classical Philology, vol. 86, p. 273).
(iv) 1893: "He had been an avid reader of history and poetry" (Boston Book Company, The Green Bag, vol. 5, p. 298).
(v) 1895: "he was an avid reader of murders and crimes of all sorts" (Charles Scribner's Sons, The Book Buyer, p. 818).
(vi) James Terry White 1898: "He was an avid reader, and travel, fishing, and the study of history were his chief diversions" (The National cyclopaedia of American biography, p. 407; due altri ess. pp. 324, 384).
(vii) 1899: "the most avid reader of psychological romans " (The Interior, vol. 30, p. 702).
                                               
6. Per una lessicografia al passo con i tempi
Anche se i dizionari sono condannati per ragioni teoriche e pratiche ad essere un pallido riflesso della competenza linguistica dei parlanti, pur escludendo i semi-colti, l'invito dei lettori colti e attenti, e paradossalmente non-linguisti di professione, come il dr. Luca Passani, può quindi essere accolto per le nuove edizioni, per es. dello Zingarelli e del Devoto-Oli-Serianni-Trifone così sensibili ai neologismi, al di là delle esigenze di spazio, risolvibili oggi con edizioni on line.

        Sommario
1. L'evento terminologico
2. Correttezza normativa di "avido lettore"
3. Etimo sincronico o diacronico di "avido lettore"?
4. Attestazioni dei sintagmi lettore avido e leggitore avido
5. Vitalità ottocentesca dell'ingl. avid reader
6. Per una lessicografia al passo con i tempi