lunedì 30 aprile 2012

«Nizzolare»


Ci piacerebbe che fosse rispolverato e, quindi, reintrodotto nelle pagine dei vocabolari il verbo nizzolare, sinonimo di “frugolare” (questo sí, attestato nei dizionari) perché indica molto bene l’immagine della persona che va di qua e di là con irrequietezza, inquietudine. È un verbo denominale derivato dal sostantivo ‘nizzola’, una sorta di uccello: Ho il cor gentile e vado a tutte l’ore / di qua e di là, a nizzolar d’amore (G. Guinizzelli).

http://books.google.it/books?id=lrnUAAAAMAAJ&q=%22nizzolare%22&dq=%22nizzolare%22&hl=it&sa=X&ei=goKdT4WtAYPP4QSrsoGqDg&ved=0CDIQ6AEwAA

sabato 28 aprile 2012

Giusta: una preposizione sconosciuta








Forse pochi sanno che “giusta” oltre che femminile singolare dell’aggettivo giusto è anche una preposizione impropria che sta per secondo, conforme e simili. È una preposizione non molto conosciuta perché snobbata dalla quasi totalità dei testi grammaticali. In proposito segnaliamo – per l’uso corretto – un articolo di Bice Mortara Garavelli.
Si clicchi su:
http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=8905&ctg_id=44


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A Torino. Un manifesto per la difesa e la promozione della lingua italiana.
Si clicchi su:
http://www.civitanews.it/2012/04/15/allarme-linguaalla-fiera-del-libro-di-torino-si-presenta-il-manifesto-per-la-difesa-e-la-promozione-della-lingua-italiana/

venerdì 27 aprile 2012

Il grano e la golpe





No, amici blogghisti, non siamo impazziti e non abbiamo adoperato un barbarismo (‘golpe’/colpo di Stato) ma un termine che indica una malattia che colpisce il grano (e altri cereali). Questa malattia si chiama, appunto, ‘golpe’ (sostantivo femminile) ed è causata da un fungo, “tilletia caries”, per cui la spiga assume l’aspetto di una coda di volpe spelacchiata. Per maggiori dettagli rimandiamo ai collegamenti in calce.



http://books.google.it/books?id=2JhUAAAAYAAJ&pg=PA295&dq=%22la+golpe%22&hl=it&sa=X&ei=7Z6ZT6WPO-am4gSzgJ3FBg&ved=0CEUQ6AEwBA#v=onepage&q=%22la%20golpe%22&f=false

http://www.etimo.it/?term=volpe&find=Cerca

giovedì 26 aprile 2012

La noverca


Gentilissimo dott. Raso, mi rivolgo a lei sperando che possa rispondere a un quesito postomi da mio figlio. Questi, 12 anni, leggendo un libro si è imbattuto in un termine ‘oscuro’: noverca. I vocabolari in mio possesso non hanno saputo “rispondermi”. Spero, quindi, in lei.
Grazie di cuore per il “servizio” che svolge.
Con viva cordialità.
Mauro S.
Mantova
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Cortese Mauro, mi sembra veramente strano che i suoi vocabolari non riportino il termine in questione, anche se di uso prettamente letterario. La “noverca”, dunque, è la matrigna. Viene dal solito latino e significa “nuova madre” (perlopiù in senso spregiativo). Possiamo leggere in Dante: «qual si partio Ippolito d'Atene / per la spietata e perfida noverca, / tal di Fiorenza partir ti convene». Per l’origine “etimologica” clicchi sul collegamento in calce.

http://www.etimo.it/?term=noverca&find=Cerca



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Avere lo stomaco in fondo alle scarpe

Chi ha lo stomaco in fondo alle scarpe, come recita questo modo di dire di uso popolare? La persona che ha un grande appetito, come se si sentisse in grado di mangiare tanto da riempire uno stomaco allungatosi fino ai piedi.

mercoledì 25 aprile 2012

Quant'altro: uso e... abuso








Non c’è dibattito televisivo in cui non riecheggi l’espressione “quant’altro”. È corretta? Se ne abusa? La ‘parola’ alla Crusca.
Si clicchi su:
http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=7691&ctg_id=93

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Arrivare a buco

Ecco un modo di dire di origine popolare che significa “arrivare nel momento giusto”, “capitare a proposito”, come per tappare un… buco.

martedì 24 aprile 2012

Lo «scorpionista»


Chissà quanti amici blogghisti hanno avuto che fare con uno scorpionista senza, forse, rendersene conto. Ma chi è costui? Il termine, infatti, non è attestato nei comuni vocabolari. Lo scorpionista, dunque, è la persona che loda qualcuno quando è presente, ma è pronto a denigrarlo e a renderlo ridicolo quando è assente. L’etimologia non è chiara. Forse proprio dallo scorpione che, in senso figurato, come si può rilevare dal Treccani è «Persona brutta, maligna e velenosa: quel tuo collega (o anche quella tua collega) è un vero scorpione». Il sostantivo, comunque, si può trovare cliccando su questo collegamento:
http://books.google.it/books?id=VJANAAAAQAAJ&pg=PA93&dq=scorpionista&hl=it&cd=8#v=onepage&q=scorpionista&f=false

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«Lo “slang” della ministra Elsa Fornero». Un articolo di Silverio Novelli.
Si clicchi su:
http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/scritto_e_parlato/Fornero.html

lunedì 23 aprile 2012

Infettare e infestare




Si presti molta attenzione a questi due verbi, perché molto spesso vengono confusi credendo che siano uno sinonimo dell’altro. Hanno, invece, significati distinti pur essendo ambedue verbi deaggettivali (infettare dall’aggettivo infetto e infestare dall’aggettivo infesto). Siamo in presenza, in questo caso, di una paronimia. Si clicchi su:

http://www.sapere.it/sapere/dizionari/dizionari/Italiano/P/PA/paronimo.html?q_search=paronimo

Per il significato, dunque, vediamo ciò che dice il vocabolario Gabrielli in rete:

infettare
[in-fet-tà-re]
(infètto)
A v. tr.
1 Rendere infetto: i. una ferita; i. la biancheria

2 fig. Corrompere, rendere impuro: mode che infettano l'arte
‖ SIN. contaminare

B v. intr. pronom. infettàrsi
Diventare infetto, prendersi un'infezione: si infettò di peste.

Infestare
[in-fe-stà-re]
(infèsto)
v. tr.
1 Rendere pericoloso o inabitabile un luogo operandovi ripetuti atti di violenza: bande armate infestano il paese; pirati che infestano il mare

2 estens. Invadere arrecando danni a luoghi e persone: topi che infestano le case; le erbacce hanno infestato l'orto; fig. i malfattori che infestano la nostra comunità

3 fig., lett. Tormentare, travagliare con insistenti richieste

4 MED Colpire con infestione

Per quanto attiene all’origine dei verbi si vedano i collegamenti in calce.

http://www.etimo.it/?term=infetto&find=Cerca

http://www.etimo.it/?cmd=id&id=8938&md=d96a1826a8e442b2a9732e4069d3dd8d

domenica 22 aprile 2012

Piano ammezzato






Ancora una disparità di vedute tra il vocabolario Gabrielli in rete e il “Dizionario Linguistico Moderno “, dello stesso autore, a proposito di “ammezzato”.
Leggiamo dal vocabolario in rete:
ammezzato
[am-meʒ-ʒà-to]
(part. pass. di ammezzàre)
A agg.
Diviso a metà, dimezzato
‖ Lavoro ammezzato, fatto solo per metà
‖ Recipiente ammezzato, riempito o vuotato per metà
‖ Piano ammezzato, fra il pianterreno e il primo piano
B s.m.
Piano ammezzato.
Nel “Dizionario linguistico Moderno” leggiamo, invece:
«Participio passato del verbo ‘ammezzare’, vale ‘diviso a metà’; però ora molti lo usano erroneamente, come fanno i Lombardi, nel significato di ‘mezzanino’, che è la voce corretta (diminutivo di ‘mezzano’) per indicare quel piano di casa che sta tra due piani di altezza e importanza maggiori».

sabato 21 aprile 2012

«Locale climatizzato»

Locale climatizzato. Questo cartello, che faceva bella mostra di sé sulla porta di un ristorante, ci ha richiamato alla mente ciò che sostiene il linguista Aldo Gabrielli a proposito di ‘locale’ (anche se ‘smentito’ dai vocabolari): in buona lingua italiana il termine in oggetto è solo aggettivo (clima locale, usi locali). Scrive, infatti, il linguista: «Sa di francesismo nel significato sostantivato di ‘camera’, ‘stanza’, ‘sala, ‘vano’ (“una casa di tre locali” è infatti una casa di tre ‘stanze’ o di tre ‘vani’)». Chi scrive si attiene ai dettami dell’insigne linguista. Voi, amici, amanti del bel parlare e del bello scrivere, seguite ciò che vi detta la vostra “coscienza linguistica”.



venerdì 20 aprile 2012

Bordare


Viaggiando attraverso lo sterminato vocabolario della lingua italiana ci siamo imbattuti in un verbo che – nonostante sia attestato nei dizionari – a nostro avviso è da evitare perché “odora” di francese: bordare. Viene, infatti, dal francese border e sta per ‘contornare’, ‘incorniciare’, ‘orlare’ ‘filettare’ e simili: bordare una gonna; bordare di pizzo una tovaglia; bordare una tenda. Come si può vedere i verbi succitati fanno alla bisogna, secondo i casi.


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A proposito di «Perché parliamo “itangliano”?», del 20 marzo scorso, abbiamo scoperto che filme è a lemma nel GRADIT, con la marca basso uso. Ma non è questo quel che stupisce, quanto il fatto che sia considerata parola invariabile… Nella sua grammatica, l’accademico della Crusca, Luca Serianni (III, 132 c) dà il 'filme', i 'filmi', e cita un’occorrenza del plurale in Ojetti. E il Battaglia dice: «meno raro il plurale filmi».