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sabato 21 luglio 2018

L'aerometro e... l'areometro


Si presti attenzione ai due sostantivi del titolo, pressoché simili nella scrittura (non uguali), ma con significati diversi (“aerometro” e “areometro”). Il primo è composto con le voci greche “aèros” (aria) e “mètron” (misura) e indica uno strumento che si usa per determinare i gradi della rarefazione o condensazione di un dato volume d’aria. Il secondo, che si scrive senza l’inserimento della “e” tra la vocale “a” e la consonante “r”,  è, invece, uno strumento galleggiante di metallo o di vetro che serve a misurare la gravità dei liquidi. Si scrive senza la “e” perché è formato con le voci elleniche “araiòs” (fluido) e “mètron” (misura). Attenzione, quindi, c’è l’ “aerometro” che è una cosa e l’ “areometro” che è un’ altra cosa.  E a proposito di parole composte con la voce greca “aèros”, tipo aeroporto, aeronautica, aerodinamica, aerazione e simili, invitiamo la televisione di Stato e quelle commerciali a controllare l’esatta grafia dei “grafici” prima di mandarli in onda. Qualche sera fa abbiamo letto su un “grafico” di un tg di Stato “Arenautica” in luogo della forma corretta “Aeronautica”. E prima ancora  “Aereonautica”. Sarà bene ricordare che tutti i sostantivi con il prefisso “aer” non prendono mai la “e” dopo la “r”: aerostazione, aerodinamica e via dicendo. Solo per l’aggettivo “aereo” si deve conservare la “e”: veduta aerea.


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La parola proposta da questo portale (non schiettamente italiana, pur rifacendosi al padre del nostro idioma), ripresa dal Treccani: felibre. Si veda anche qui.


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Finalmente! L'Accademia della Crusca - per bocca di un suo accademico - ha "sentenziato" che sotto il profilo squisitamente linguistico in Italia non c'è un premier, ma un presidente del Consiglio (dei ministri).


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Sempre per la serie "la lingua biforcuta della stampa"

Interviene la polizia. Il medico se l'è cavata con 3 giorni di prognosi per stato d'ansia. In Sicilia 13 casi di violenza in 4 mesi. La ministra Grillo: "Inaspriremo le pene" (qui)
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Chiediamo ai redattori del giornale in questione quando il sostantivo prognosi ha acquisito l'accezione di "malattia" o "trauma". Nei vocabolari in nostro possesso non vi è traccia. Vediamo ciò che riporta il vocabolario Treccani alla voce prognosi.


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