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mercoledì 25 aprile 2018

I trinciapollo?


Un altro vocabolo sul plurale del quale non tutti i vocabolari concordano: trinciapollo. Per alcuni è invariabile, per altri variabile, per altri ancora può essere sia variabile sia invariabile. Un povero cristo, non avvezzo in fatto di lingua, rimane disorientato perché non trova una risposta certa al suo dubbio: i trinciapollo o i trinciapolli? Questo dubbio non si presenterebbe se tutti i lessicografi rispettassero le norme che regolano la formazione del plurale dei nomi composti. I nomi composti di questo tipo, quelli formati, cioè, con un verbo e un sostantivo maschile singolare - lo abbiamo visto altre volte - si pluralizzano normalmente: il trinciapollo / i trinciapolli.
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Una ricerca con Google ha dato una "leggera" prevalenza alla forma plurale: trinciapolli.

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Ancora sulla lingua "biforcuta" della stampa


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Il prefisso "mini-", dal latino "minimus" -  anche se a noi è arrivato attraverso l'inglese -  come tutti i prefissi, si scrive unito alla parola che segue: miniappartamento, minigonna ecc. Correttamente, quindi, "minicuore". "Mini", da solo (isolato), è la forma sostantivata femminile del prefisso e significa "gonna corta" (fino ai fianchi). Ma diamo la "parola" al Treccani: «Primo elemento compositivo, tratto dal lat. minĭmus «minimo» dietro l’esempio dell’ingl. mini- (sentito però anche come riduzione di miniature «miniatura»); questo, diffusosi internazionalmente dapprima nel composto minigolf, si è affermato soprattutto con la coniazione di miniskirt, la cui traduz. ital. minigonna ha dato in Italia la spinta ad altre composizioni, proprie soprattutto del linguaggio della pubblicità e della moda (ma anche dell’uso com. e letter.), nelle quali si fa riferimento a lunghezza, dimensioni e sim. inferiori a quelle normali (per es., miniabitominiappartamentominischermo, e altre formazioni scherz. e per lo più occasionali, come miniassegnominiriformaministipendio, ecc.) [...]».

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