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lunedì 19 febbraio 2018

Colorato "da" o "di"?


Da "domande e risposte"  del vocabolario Treccani in rete:

DOMANDA

La mia non è una domanda ma un'osservazione: al lettore che chiedeva delucidazioni circa l'ammissibilità della grafia "praivasi" si sarebbe potuto (e forse anche dovuto) ricordare che esiste il vocabolo "privatezza", lemmatizzato nei più autorevoli dizionari, in primis Treccani e Devoto-Oli.

RISPOSTA

Accettiamo con piacere l’osservazione, per quanto colorata da una sfumatura di rimprovero. In realtà, ci si è limitati a rispondere, ci sembra adeguatamente, al nucleo del quesito. Questa limitazione non ci sembra che pregiudichi o contraddica la lemmatizzazione di privatezza all’interno del vocabolario Treccani. Naturalmente, si potrebbe, ogni volta che entra in scena un anglismo, ragionare sulla sua maggiore o minore liceità, opportunità o gradevolezza (criterio, quest’ultimo, in realtà quanto mai soggettivo e fin troppo maneggevole). Ma ci sembra, anche sotto questo profilo, che l’impegno della Treccani non sia mai mancato. Cogliamo l’occasione per annunciare che, nei prossimi mesi, nella sezione Lingua italiana del portale Treccani.it, sarà in linea uno speciale dedicato ai forestierismi nella lingua italiana.

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Il verbo "colorare" - sia in senso proprio sia in senso figurato - si costruisce con la preposizione "di", non "da". E sembra che tutti i dizionari concordino. Lo stesso vocabolario Treccani in rete riporta gli esempi con la preposizione "di". La risposta corretta, quindi, avrebbe dovuto recitare: «[... per quanto colorata di una sfumatura di rimprovero. [...]». Come mai chi ha risposto al lettore non ha preso in considerazione quanto riporta - in proposito - il vocabolario Treccani?

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