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lunedì 29 gennaio 2018

I «mangiapani», una proposta "oscena"?


Sí, siamo sicuri, saremo colpiti dagli strali di qualche linguista se, per caso, si imbatterà in questo sito. Stiamo per fare una proposta "oscena" sotto il profilo linguistico; proposta che - naturalmente - sarà avversata dai glottologi. Perché "oscena"? Perché vogliamo pluralizzare il sostantivo "mangiapane" quando tutti i vocabolari lo ritengono invariabile. A nostro avviso, questo sostantivo deve seguire la regola del plurale dei nomi composti che, se formati con una voce verbale e un sostantivo maschile singolare, restano invariati solo se si riferiscono a un femminile come, per esempio, ficcanaso: il ficcanaso / i ficcanasi; la ficcanaso / le ficcanaso. Mangiapane non è composto - come ficcanaso - di una voce verbale (mangia) e di un sostantivo maschile singolare (pane)? Perché, dunque, deve rimanere invariato? Diremo: Carlo è un mangiapane; Giulio e Luigi sono dei mangiapani; Lucia è una mangiapane; Rossana e Stefania sono delle mangiapane. Una ricerca in rete sul plurale di mangiapane ha dato 15.100 occorrenze per "i mangiapane" (invariabile) e 13.200 per "i mangiapani" (variabile). La differenza  è esigua. Quindi... Si veda qui e qui.



E a proposito di pane, alcuni proverbi che riguardano questo alimento:
Chi dà del pane a cani altrui spesso viene abbaiato dai suoi || chi accumula e altro ben non fa sparagna il pane e all'inferno va || sott'acqua fame e sotto neve pane || a fame pane a sete acqua a sonno panca || al pan duro dente acuto || casa mia donna mia pane e aglio vita mia || chi compra pane al fornaio legna legate e vino al minuto non fa le spese a sé ma ad altri || al povero manca il pane al ricco l'appetito || aprile freddo sera e mane gran copia di vino e pane || chi ara da sera a mane d'ogni solco perde un pane || aria a fette lampi e saette; aria a scalelli acqua a pozzatelli; aria pecorina se non piove la sera piove alla mattina; aria a pane se non piove oggi pioverà domane || assai mane fan presto il pane || biada di mugnaio vin di prete e pan di fornaio non fare a miccino || bisogna dire pane al pane || cacio serrato e pan bucherellato || chi ha buon pane e buon vino ha troppo un micolino || chi ha buon pane e buon vino ha troppo un micolino || chi ha del pane mai non gli manca cane || alle tre si cuoce il pane (o si corre il palio o si dà il cavallo) || alla certosa è un cert'uso chi vi va e non ha fretta tocca un pane e una mezzetta || a Roma ci vogliono tre cose: pane panni e pazienza || chi ha denti non ha pane e chi ha pane non ha denti || a pane di quindici giorni fame di tre settimane || a chi fa il pane e staccia non gli si ruba focaccia || a mezzo gennaio mezzo pane e mezzo pagliaio || al pan si guarda prima che s'inforni || a chi ha lardo e pane non mancano gli ospiti || chi ha pane e vino sta meglio che il suo vicino || a Natale mezzo pane; a Pasqua mezzo vino || ai ragazzi pane e scarpe || chi imita la formica nell'estate non va a chieder pane nell'inverno || chi non ha imparato nulla vivrà di pan stentato || chi mangia sempre pan bianco spesso desidera il nero || chi non ha pane lavorato agosto diventa maggio.



(da: Dizionario Italiano a cura di Enrico Olivetti)


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