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venerdì 24 novembre 2017

Lettera aperta alla redazione del vocabolario Treccani


È trascorso un anno... Riproponiamo questa lettera aperta alla Treccani



Gentile Redazione, tempo fa avevamo segnalato un "errore" riscontrato nel vocabolario al lemma "defatigare" dove si legge che "defaticare" (con la "c") è variante poco comune. Non è esatto, anche se altri vocabolari cadono nel vostro stesso... errore. I due verbi hanno significati distinti, non sono sinonimi e lo specificano chiaramente il Sandron, il Devoto-Oli  e il Gabrielli. Defatigare è pari pari il latino "defatigare", composto con  "de" (particella "rafforzativa") e "fatigare", stancare, spossare, affaticare e simili. Defaticare, invece, è composto con la particella "de", che indica "allontanamento" e il sostantivo fatica ("che allontana, che toglie la fatica"). Defatigare, dunque, è un deverbale; defaticare un denominale, con significati completamente diversi. Stupisce il constatare che l'autorevole e prestigioso vocabolario Treccani non faccia distinzioni di sorta tra i due verbi... Con la speranza che questa missiva sia presa nella dovuta considerazione, porgiamo i nostri piú rispettosi ossequi. F.R.


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La parola proposta da questo portale, ripresa da "Sapere.it": lebete. Sostantivo maschile.
Indica(va) un recipiente per cuocere qualcosa o per lavarsi.

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